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Libri di B. Paolozzi Strozzi

Il corpo e l'anima. Da Donatello a Michelangelo scultura italiana del Rinascimento

editore: Officina Libraria

pagine: 512

Il catalogo della mostra parigina (Louvre) e milanese, incentrato sulla scultura, ma in continuo raffronto con la pittura e le
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La primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460. Catalogo della mostra (Firenze, 23 marzo-18 agosto 2013)

editore: Mandragora

pagine: 552

Le dieci sezioni tematiche propongono la genesi di quello che ancora oggi si definisce il "miracolo" del Rinascimento a Firenze, soprattutto attraverso capolavori di scultura: l'arte che per prima se ne è fatta interprete. L'esposizione si apre con una panoramica attorno alla riscoperta dell'Antico, con esempi illustri della "rinascita" fra Due e Trecento: opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro successori, in particolare di origine francese. L'"età nuova" giunge col nuovo secolo: con i due rilievi del Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per la Porta del Battistero e con il modello della Cupola brunelleschiana. La scultura pubblica monumentale, con i capolavori di Donatello e Ghiberti è la prima e più alta testimonianza della creazione di un nuovo stile. Fin dagli anni Venti del Quattrocento. Allo stesso tempo, Firenze vede concentrarsi la committenza artistica più prestigiosa, quasi sempre pubblica, nei luoghi di solidarietà e di preghiera. La mostra, che inizia con l'evocazione della cupola brunelleschiana, si chiude con quella della più illustre dimora privata del Rinascimento, attraverso il modello ligneo di Palazzo Strozzi.
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L'acqua, la pietra, il fuoco. Bartolomeo Ammannati scultore

editore: Giunti Editore

pagine: 496

Il volume è il catalogo della mostra di Firenze (Museo Nazionale del Bargello, 11 maggio-18 settembre 2011)
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Baccio Bandinelli. Scultore e maestro

editore: Giunti Editore

pagine: 624

Catalogo della mostra: Firenze, Museo Nazionale del Bargello, 9 aprile-13 luglio 2014. La mostra intende restituire finalmente a Baccio Bandinelli (Firenze, 1493-1560) la sua posizione di rilievo nel panorama della scultura italiana del Cinquecento, dopo l'ostracismo della critica negli ultimi due secoli. La sua biografia è tra le più estese fra le "Vite" del Vasari, che definì Baccio "universale artefice", detestando il suo carattere, ma riconoscendo il suo genio. Dalla sua morte (1560) e fino a tutto il neoclassicismo, l'ammirazione per l'artista fu pressoché unanime: Bandinelli era considerato con Michelangelo il massimo scultore della sua epoca ed è innegabile che, dopo il Buonarroti, egli sia la figura di maggior rilievo nel campo della scultura del Cinquecento assieme a Jacopo Sansovino e a Benvenuto Cellini, suo acerrimo nemico. Fu anche il fondatore, a Roma, della prima Accademia per giovani artisti e ci ha lasciato uno dei più estesi carteggi di artisti del Cinquecento. I suoi committenti principali furono dapprima i due papi di casa Medici - Leone X e Clemente VII - e poi il duca Cosimo I, di cui divenne lo scultore ufficiale. Grande "disegnatore", fin dalla giovinezza Bandinelli primeggiò su tutti i concorrenti (spesso di gran nome) e si assicurò - a Firenze e a Roma, ma non solo - le imprese artistiche più impegnative e prestigiose.
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