Libri di C. Vannuccini
L'uccellino bianco
di James Matthew Barrie
editore: Marsilio
pagine: 288
Se la storia di Peter Pan e della sua Neverland fa parte dell'immaginario di tutti noi, meno noto è invece il romanzo che di P
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Foglie cadute
di Wilkie Collins
editore: Fazi
pagine: 478
Amelius Goldenheart viene esiliato dalla Comunità Cristiana di Tadmor, nell'Illinois, a causa della relazione illecita con una
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La voce della nostra ombra
di Jonathan Carroll
editore: Fazi
pagine: 220
Joe Lennox è tormentato dai sensi di colpa. Da bambino ha vissuto per anni all'ombra del fratello maggiore Ross, brillante e carismatico, morto adolescente davanti ai suoi occhi sui binari di una ferrovia. Divenuto uno scrittore di successo Joe abbandona l'America e si trasferisce a Vienna, dove incontra i Tate, una coppia che lo introduce in un ambiente stimolante ed eccentrico riuscendogli a regalare un breve periodo di felicità: Paul Tate è un mago di straordinario talento e India, sua moglie, è un'artista. I tre diventano amici inseparabili fino a quando Joe e India non scoprono di essere innamorati l'uno dell'altra. Ma quando Paul muore d'infarto, l'incubo ha inizio: Little Boy, il personaggio che Paul impersonava sul palcoscenico quando eseguiva i suoi prodigiosi giochi di prestigio, si presenta a India e Joe con scherzi maligni sempre più ossessivi. La vita diventa così impossibile e l'unica apparente soluzione è il distacco: Joe vola a New York, dove tenta di dare inizio a una nuova vita. Ma si sa, la lontananza è una fragile difesa: e nel momento in cui Joe torna a Vienna per soccorrere India, si troverà prigioniero nella morsa della più atroce e impensabile delle vendette.
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Black cocktail
di Jonathan Carroll
editore: Fazi
pagine: 93
Jonathan Carroll torna a incantare i lettori con le sue surreali miscele di racconto fiabesco, realismo quotidiano e inquietudine ad alta tensione. A partire da "Mele bianche", passando per "I bambini di Pinsleepe" fino a "Zuppa di vetro" o al "Matrimonio dei fiammiferi", la scrittura limpida e raffinata di questo romanziere ci incatena alla sua magia. Il narratore di "Black Cocktail", Ingram York, ha perduto il proprio compagno nell'ultimo terremoto di Los Angeles. Nel corso dei vuoti giorni del lutto conosce Michael Bilia, uno strano personaggio che più di ogni altra cosa ama raccontare storie. Tra queste c'è il ricordo della propria infanzia, di quando da bambino veniva bersagliato dagli altri perché grasso, maldestro; e di quanto per lui abbia contato, allora, l'amicizia di Deix, il compagno preferito di Michael, il ragazzo più violento e attaccabrighe della scuola. Il ragazzo che ora è tornato per rivedere Michael. Il ragazzo che ha ancora quindici anni. A partire da questo incontro, una catena di bizzarri avvenimenti coinvolge Ingram in un crescendo di angoscia e di orrore. Fino a quando, osservando i palmi delle proprie mani, il protagonista scoprirà che le linee che li solcano non sono irripetibili e che la sua è un'identità moltiplicata, condivisa. Jonathan Carroll torna, con "Black Cocktail", ai suoi neri enigmi esistenziali, e al colpo d'ala di una scrittura e una sapienza narrativa senza pari.
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