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Libri di Capitini Aldo

Educazione, religione, nonviolenza

di Aldo Capitini

editore: La scuola

pagine: 144

Aldo Capitini (1899-1968) è una figura rappresentativa e al tempo stesso originale della cultura italiana del Novecento
12,00

La ragioni della nonviolenza. Antologia degli scritti

di Aldo Capitini

editore: Ets

pagine: 207

Questa edizione è concepita con una struttura del tutto nuova e aggiornata, con un nuovo indice che rende più chiari e consultabili i contenuti. Inoltre, viene pubblicato uno scritto introvabile di Aldo Capitini, che fa il punto proprio sulle "ragioni della nonviolenza". Un altro elemento di novità è l'inserimento di una bibliografia: limitata all'ambito di interesse e di pubblico di un'antologia, essa contiene i testi essenziali di e su Capitini che attestano la sua presenza nella cultura attuale e nel dibattito sulla nonviolenza. Infine, una nuova introduzione. Presenta in primo luogo informazioni sulla vicenda biografica dell'autore, poi si confronta con il panorama geopolitico di oggi, molto diverso da quello di appena dieci fa. Il mondo di oggi è sensibilmente cambiato nella percezione delle cose, nell'informazione, negli orientamenti etico-politici; e l'enorme tasso di violenza in esso ancora presente - e per certi versi crescente - rende "le ragioni della nonviolenza" più che mai attuali.
18,00

Lettere familiari 1908-1968

di Aldo Capitini

editore: Carocci

pagine: 235

Le "Lettere familiari" di Aldo Capitini sono importanti per capire il nostro autore, perché ci portano in una dimensione inedita, rispetto a quella pubblica. Nel carteggio aleggia un'aura capitiniana, che non appartiene soltanto ad Aldo ma a "Casa Capitini", un universo familiare abitato dai "buoni" e caratterizzato da una serena accettazione del presente e dalla fiducia che anche dagli eventi inaspettati possa sempre venire del bene. L'asse principale, attorno a cui ruotano i discorsi di tutti, è Aldo con la sua forte personalità e la sua storia personale. Vediamo al centro la sua figura, intorno a lui i suoi corrispondenti familiari, quasi "umili" manzoniani, figure modeste e marginali sullo sfondo della grande Storia, che si accontentano di vivere nel riflesso della luce emanata da Aldo. Se il racconto della loro vita è povero di eventi, la parola di Aldo restituisce a ognuno il giusto valore e la vera grandezza in quella "realtà di tutti", dove nessuno è minore, nessuno escluso, perché comunque partecipa alla produzione corale dei valori. In queste lettere non ci sono solo i temi umili della vita quotidiana e dell'economia domestica: irrompono le vicende della "cacciata" di Aldo dalla Scuola Normale di Pisa (1933) e quelle dell'arresto e carcerazione (1942-43), vicende gestite da Aldo con modalità e parole capaci di riportare sempre calma, tranquillità, fiducia là dove ci sono ansia e preoccupazione per la sua sorte e il suo futuro.
26,00

Religione aperta

di Aldo Capitini

editore: Laterza

pagine: 248

"Queste pagine non sono una strada obbligata. La persuasione e l'esperienza che ho di ciò che ho scritto, sono proposte agli altri, come elementi che possono esser tenuti presenti per applicazioni, svolgimenti, reazioni. Sono convinto che anche uno che approvasse tutto ciò che ho detto, lo vivrebbe tuttavia diversamente e vi metterebbe qualcosa di proprio, che io non potrei prevedere, e di cui potrei rallegrarmi. Sono arrivato a pensare queste pagine dal vivo della pratica, da problemi trattati, discussi, e da decisioni dovute prendere; così mi sembra che il modo migliore di leggerle sia quello di essere aperti a riferimenti di esse con iniziative e decisioni che il lettore stesso possa prendere": in queste parole è racchiuso lo spirito di questo classico, pubblicato la prima volta nel 1955 e incredibilmente messo all'Indice dei libri proibiti dal Vaticano. Aldo Capitini - filosofo, politico, antifascista ed educatore - affronta i temi a lui più cari: da quelli che riguardano la vita di tutti (la morte, il dolore, l'amore, la prassi religiosa) a quelli più teorico-filosofici come la questione della nonviolenza e il rapporto fra religione e laicità, le forme del cristianesimo e la figura di Gesù Cristo, i preti operai e i cattolici, le relazioni fra Oriente e Occidente e il movimento di Gandhi. Un volume che non ha perso di attualità come testimonianza appassionata per una radicale "trasformazione della realtà stessa".
20,00

Agli amici. Lettere 1947-1968

di Aldo Capitini

editore: Edizioni dell'Asino

pagine: 65

La figura e l'opera di Aldo Capitini (Perugia 1899-1968) si sono imposte nella società e nella cultura italiana per la loro radicalità e apertura dagli anni del fascismo fino all'esplosione del '68: un riferimento imprescindibile per le minoranze determinate ad "aggiungere all'opposizione" una visione altamente religiosa del posto di ciascuno nella natura e nella comunità degli umani. Il filosofo della "non accettazione" del mondo così com'è, il "persuaso" della nonviolenza si è raccontato nel corso di una lunga e feconda esistenza a una vastissima rete di corrispondenti, collaboratori, amici noti (come Walter Binni e Norberto Bobbio, Guido Calogero e Danilo Dolci) e di obiettori e militanti del "ben fare" provocando e sollecitando la loro riflessione e le loro scelte.
5,00

L'atto di educare

di Aldo Capitini

editore: Armando editore

pagine: 160

Aldo Capitini (1899-1968), il filosofo italiano della nonviolenza ed una delle più significative voci europee della cultura della pace, figura di spicco dell'antifascismo liberalsocialista, promotore nell'Italia repubblicana di vaste esperienze di democrazia diretta e "dal basso", intellettuale ritenuto da molti un maestro di vita civile e di moralità laica, oggi può essere considerato anche un classico della pedagogia italiana. Questo suo primo importante scritto pedagogico raccoglie i temi maggiori delle riflessione capitiniana, ancora oggi di sconcertante attualità.
14,00

Le tecniche della nonviolenza

di Aldo Capitini

editore: Edizioni dell'Asino

pagine: 224

Questa guida fu scritta da Aldo Capitini nel 1967 ma non ebbe la diffusione e l'influenza che avrebbe meritato sulla generazio
12,00

Lettere 1936-1968

editore: Carocci

pagine: 617

Per il rapporto intercorso tra Guido Calogero (Roma 1904-1986), uno dei principali filosofi italiani del Novecento, e Aldo Cap
64,00

Lettere 1952-1968

editore: Carocci

pagine: 279

Il progetto di pubblicazione dell'Epistolario di Aldo Capitini, avviato dalla Fondazione intitolata al suo nome, vede realizza
26,20

Lettere 1937-1968

editore: Carocci

pagine: 139

Sono molteplici gli aspetti del rapporto che il più importante filosofo italiano della politica e del diritto dei nostri anni ha intrattenuto con Aldo Capitini (1899-1968). Nell'autobiografia, come in numerosi altri scritti, di Norberto Bobbio (1909-2004) il nome di Capitini ricorre più volte e quelle pagine suscitano nel lettore ignaro una viva curiosità e l'esigenza di soddisfare vari interrogativi, a cominciare da quello sulle ragioni dell'orientamento pacifista dello studioso torinese ("Il problema della guerra e le vie della pace", "Il terzo assente"). Il presente volume, che raccoglie la corrispondenza integrale tra il filosofo della pace attraverso il diritto e il filosofo della nonviolenza, dà una risposta a questi interrogativi situando la relazione tra i due interlocutori in un lungo percorso che va dagli anni dell'antifascismo e del comune impegno liberalsocialista fino a quelli dell'immediato dopoguerra e poi ancora dei primi decenni della Repubblica. Uno spaccato storico dunque, ma anche filosofico, ricco di interesse etico e politico, intellettuale e spirituale, che si legge nello scorrere le numerose lettere scambiate tra il teorico della democrazia e il pensatore e lo sperimentatore di inedite forme di vita associata, civile e religiosa ("Religione aperta", "Il potere di tutti"). Bobbio ha seguito l'amico perugino nelle tappe della sua vita e della sua produzione significativamente, come risulta dalla preziosa documentazione.
18,00

Lettere 1941-1963

editore: Carocci

pagine: 143

Il carteggio si compone di circa centocinquanta lettere, scritte tra il 1941 e il 1963 da due delle principali figure del pacifismo italiano del dopoguerra. Edmondo Marcucci, studioso di Tolstoj, nonviolento e vegetariano, fu, infatti, uno dei principali collaboratori di Aldo Capitini nell'organizzazione degli innumerevoli eventi pacifisti (conferenze, convegni, manifestazioni, creazione di associazioni e movimenti) che si svolsero tra la metà degli anni quaranta e l'inizio dei sessanta, fino alla prima marcia della pace Perugia-Assisi nel settembre del 1961 e alla costituzione, l'anno successivo, della Consulta della pace.
16,00

Opposizione e liberazione

di Aldo Capitini

editore: L'Ancora del Mediterraneo

pagine: 189

Nonviolenza, nonmenzogna, noncollaborazione: da Ghandi a Capitini ai movimenti attuali queste tre affermazioni di un altro modo di intendere la "politica" e la lotta per la giustizia sociale hanno suscitato diffidenza e scetticismo in chi credeva nell'ineluttabile primato della forza. Così il "non accetto" dei nonviolenti è il segno di una rivolta che parte dalla coscienza individuale per aprirsi a tutti e di un progetto di azione non utopico che esige la piena attuazione nell'intervento immediato. Capitini fu un nonviolento durante la resistenza armata, un movimentista irriducibile, un attivista che rifiuta la candidatura elettorale, un militante pacifista ideatore della marcia della pace, un religioso senza chiesa.
10,00

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