Libri di D. Dotti
La Belle Époque. L'arte nella Parigi di Boldini e De Nittis
editore: Silvana
pagine: 224
Il volume rievoca la Belle Époque, un periodo d'oro che vede come centro propulsore dell'arte, della cultura e del progresso l
Disponibilità immediata
Lotto, Romanino, Moretto, Ceruti. Maestri della pittura a Brescia e Bergamo
editore: Silvana
pagine: 168
Attraverso più di cinquanta capolavori, il volume mette per la prima volta a confronto diretto i più importanti pittori attivi
Contattaci
Sacro al femminile. Opere degli allievi di Moretto
editore: Silvana
pagine: 88
Il volume indaga l'affascinante tematica della figura femminile nella pittura a soggetto sacro attraverso la selezione di tred
Ordinabile
Donne nell'arte da Tiziano a Boldini. Catalogo della mostra (Brescia, 18 gennaio-7 giugno 2020)
editore: Silvana
pagine: 232
La donna ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia dell'arte italiana
Contattaci
Gli animali nell'arte dal Rinascimento a Ceruti. Catalogo della mostra (Brescia, 19 gennaio-9 giugno 2019)
editore: Silvana
pagine: 247
Una prestigiosa selezione di dipinti di maestri del Rinascimento e del Barocco italiano, da Bachiacca a Campi, da Guercino a G
Contattaci
Picasso, De Chirico, Morandi. 100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni bresciane. Catalogo della mostra (Brescia, 20 gennaio-10 giugno 2018)
editore: Silvana
pagine: 248
Picasso, De Chirico, Morandi sono solo alcuni dei protagonisti di questo volume che presenta oltre cento dipinti, alcuni dei q
Ordinabile
Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell'Ottocento. Catalogo della mostra (Brescia, 21 gennaio-11 giugno 2017)
editore: Silvana
pagine: 239
Una prestigiosa selezione di dipinti dei principali maestri italiani dell'Ottocento racconta la straordinaria stagione artisti
Contattaci
Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell'Ottocento
editore: Silvana
pagine: 256
Il volume celebra la città italiana che più di ogni altra è stata un mito intramontabile nell'immaginario collettivo: Venezia. Crogiolo di arte e cultura, religioni e commerci, monumenti storici e scorci mozzafiato, la Serenissima ha sedotto con il suo fascino ammaliante generazioni di viaggiatori, mercanti, letterati e soprattutto pittori che hanno fissato sulla tela piazze, chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli atmosfere di questo "luogo incantato sospeso tra distese di acqua e di cielo". Nel corso dei secoli Venezia è stata così spesso immortalata sia da artisti italiani che stranieri da determinare la nascita del vedutismo, nuovo fortunato filone iconografico particolarmente apprezzato dai colti e ricchi viaggiatori del Grand Tour. Per raccontare la genesi e lo sviluppo di questa gloriosa stagione artistica, il volume presenta una selezione di oltre cento capolavori non solo di Canaletto, Bellotto e Guardi - maestri indiscussi e iniziatori del genere ma estendendo l'indagine all'età successiva, con le opere dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, Sono documentate infine una serie di raffinate incisioni di Canaletto, Michele Marieschi, Antonio Visentini, Antonio Sandi e Giambattista Brustolon, specialisti della tecnica dell'acquaforte e del bulino che, grazie alla tiratura in più esemplari, ha contribuito a diffondere l'immagine della Serenissima in tutta Europa.
Contattaci
L'origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford
editore: Skira
pagine: 304
Uno dei capitoli più affascinanti della storia dell'arte italiana riguarda la nascita del soggetto della natura morta che avvenne nel frizzante clima culturale romano dell'ultimo decennio del XVI secolo. La rivoluzione iconografica e concettuale della natura morta nella pittura italiana si deve a Caravaggio che, intorno al 1597-1598, dipinse a Roma la celeberrima Canestra conservata alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. L'opera sancisce di fatto la nascita del nuovo genere della natura morta, inteso quale rappresentazione fedele e oggettiva di un brano di natura completamente svincolato dalla figura umana. Per la prima volta le umili "cose di natura" assurgono al ruolo di protagoniste della rappresentazione pittorica, dal momento che per il Merisi non esisteva distinzione tra "pittura alta" di historia e "inferior pittura". Se Caravaggio licenziò l'archetipo della natura morta italiana, il Maestro di Hartford (pittore attivo nella cerchia del Cavalier d'Arpino che sicuramente vide e si ispirò alle opere del genio lombardo) si guadagnò un ruolo chiave per la diffusione della nuova iconografia, essendo il più antico specialista di still life attivo a Roma tra XVI e XVII secolo. Oltre ai due capolavori della Galleria Borghese, alla tela eponima del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford e all'Allegoria della Primavera (ultimata da Carlo Saraceni), il volume che accompagna la mostra romana riunisce altri quattro dipinti del Maestro di Hartford, rinnovando l'appassionante giallo del mondo dell'arte legato a questo misterioso pittore. Attraverso le opere di artisti che, da un lato seguirono la lezione del Maestro di Hartford, dall'altro frequentarono l'Accademia di pittura dal vero, viene quindi indagato come nel secondo decennio del '600 le nature morte fossero sempre più ricercate dal collezionismo privato, tanto che si venne a creare un vero e proprio mercato. Il volume riunisce i contributi di Anna Coliva, Roberto Longhi, Giulio Carlo Argan, Luigi Spezzaferro, Giacomo Berra, Franco Paliaga, Gianni Papi, Marina Minozzi, Davide Dotti. Seguono il catalogo e le schede delle opere, gli approfondimenti di Maria Adele Signorini, Edgardo Giordani, Ettore Pacini, di Davide Bussolari e la bibliografia.
Fuori catalogo


