Libri di Diotima
La festa è qui
editore: Liguori
pagine: 175
Il presente volume è come un cartello per invitare alla festa e condividere con altre e altri l'allegria di cose che sono state scoperte e inventate in contrasto con l'orizzonte della mancanza. Con la vittoria del capitalismo sul comunismo doveva ripartire la festa del progresso, che però passo passo mostra la sua trama soffocante. Il libro invita ad un'altra festa in cui si sappia mettere in comune ciò che si sente buono e godibile, nonostante il molto che manca. Condividere permette che ciascuno porti il meglio, che ha dentro di sé, e fa sì che questo bene, messo a disposizione, nello scambio si accresca. Un'attenzione alla differenza femminile ha dato la possibilità di leggere il farsi del presente non solo nelle misure che cambiano, nei rovesciamenti del simbolico, nel desiderio di esserci in prima persona - senza deleghe -, ma anche nell'impronta femminile data ai movimenti politici di questi anni, che, forse proprio per la presenza di donne, hanno preso la forma della festa. Diotima è una comunità filosofica femminile, nata presso l'Università di Verona nel 1984: le donne che ne fanno parte, alcune esterne altre interne alle istituzioni accademiche, sono accomunate dall'amore per la filosofia e la fedeltà a se stesse.
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L'ombra della madre
editore: Liguori
pagine: 196
Sul legame con la madre si è giocato nel passato recente il significato stesso di libertà femminile. Per alcune la libertà delle donne dipende anche dalla qualità del rapporto con la figura materna; altre non sono d'accordo sulla necessità di risalire a questo antico legame e di dargli tanta importanza politica. Qui le autrici seguono la prima strada. In particolare vengono considerati i suoi effetti nello spazio pubblico. E questo sotto la spinta di molteplici eventi. Uno dei più importanti è stato il dibattito attorno al referendum sulla procreazione assistita del giugno 2005. Lo scontro tra il mondo religioso della chiesa e quello laico ha impostato la questione dell'inizio della vita evitando di trattare, secondo le autrici, la centralità della madre e la dipendenza che la nuova vita ha da lei. È stato messo al centro un individuo senza legami di dipendenza da ciò che fa paura agli uomini: la potenza del materno. E un segno dello scacco del materno è stato l'ammutolire delle donne.
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La magica forza del negativo
editore: Liguori
pagine: 209
Ciò che si propone il libro è questo: dalla tendenza ad ignorare o a colmare o ad esorcizzare il negativo, passare invece a pensare il lavoro che il negativo riesce a fare, come sciogliere legami non liberi, sgombrare la mente da costruzioni inutili, alleggerire la volontà da fardelli insensati. Ci ha orientato una domanda: come possiamo impedire che il negativo che c'è nelle nostre vite "vada a male", si traduca cioè in qualcosa di irrimediabilmente deteriore? Questa domanda viene declinata nel testo in modi diversi. Quando il negativo si lascia introdurre nel discorso, vuol dire che, poco o tanto, è uscito dalla sua assoluta negatività e non pretende di trionfare da solo.
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