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Libri di E. Barucci

Idee per l'Italia. Mercato & stato

editore: Brioschi

pagine: 170

L'intervento e il ruolo dello Stato nell'economia e nella società italiana è il tema centrale di questo volume. Ne emerge un quadro preoccupante. Il progetto di affidare parti importanti del governo dell'economia a soggetti terzi dalla politica, uno dei capisaldi dello spirito riformatore degli anni Novanta, non si è pienamente consolidato. Lo Stato come imprenditore non ha saputo definirsi un ruolo: spesso si è limitato a perseguire la massimizzazione del profitto per esigenze di bilancio, in altri casi ha perpetuato la cattiva gestione. Negli ultimi anni l'azione dello Stato come programmatore dell'iniziativa privata si è indebolita: la macchina della pubblica amministrazione non ha sanato le sue inefficienze, per esempio della costruzione di opere pubbliche; si rischia il ritorno all'approccio command & control trascurando incentivi e meccanismi di mercato. Infine lo Stato come assicuratore è stato incapace di aggiornarsi contribuendo alla diffusione di una cultura grossolana del rischio che può minare sia la coesione sociale sia le stesse potenzialità di crescita. Non è il tempo dell'ideologia sul confronto Stato e Mercato. L'evidenza è quella, da un lato, di "troppo" Stato al posto sbagliato e, dall'altro, di "poco" Stato e non riqualificato in snodi cruciali del Paese. Una conclusione che porta ad un recupero della sfera politica che deve procedere di pari passo con il consolidarsi di un assetto di governo tecnico dell'economia e della pubblica amministrazione.
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Oltre lo shock. Quale stabilità per i mercati finanziari

editore: Egea

pagine: 310

La crisi finanziaria, innescata dalle insolvenze nei mutui subprime dell'estate 2007, rappresenta la prima crisi globale nella storia del sistema economico internazionale. È una crisi profonda: di fronte alla più grave recessione del secondo dopoguerra, non si sono ancora individuati efficaci interventi di policy per correggere i più gravi squilibri di sistema e ripristinare la fiducia degli operatori. Ciò che colpisce non è tanto la magnitudo delle forze destabilizzanti, quanto il repentino stravolgimento del sistema di regole faticosamente sedimentato negli ultimi venti anni. Le interpretazioni della crisi oscillano fra due polarità: la riduzione degli attuali squilibri a una fase ciclica particolarmente severa ma "normale"; una rottura di sistema di portata così radicale da segnare la fine degli attuali assetti economici. Queste due polarità sfociano in opposte ricette. La prima ritiene sufficiente qualche aggiustamento per facilitare una rapida ripresa ciclica e il ritorno alla situazione preesistente; la seconda sostiene invece la necessità di un più invasivo ruolo dello stato e il ripristino di una regolamentazione direttiva. La tesi di questo libro è intermedia: la stabilità e l'efficienza dei mercati richiedono una regolamentazione più stringente sia degli intermediari che dei mercati, con un contenuto innalzamento dei livelli di standardizzazione dei prodotti finanziari; ma tale regolamentazione non deve essere distorsiva né bloccare le innovazioni finanziarie.
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