Libri di E. Camurani
La tradizione liberale degli ebrei nel Risorgimento. Tra Cavour e Mazzini con Garibaldi nell'età di Vittorio Emanuele II
editore: Mattioli 1885
pagine: 139
Il filo conduttore della raccolta di documenti e scritti sulla rilevante partecipazione degli Ebrei al moto unitario dell'Indipendenza nazionale è rivolto ad illustrare il carattere via via più consapevole del formarsi di una opinione comune delle comunità israelite nella dispersa varietà degli stati italici. Costretti nella tirannia di legislazioni difformi, tutte intese a far sempre più carico di obbligazioni onerose sulle comunità ebraiche e sui singoli membri, ed a negoziare la benché minima licenza di soggiorno, di libera circolazione nei giorni proibiti, di assunzione di mano d'opera "gentile", di patenti di arti, mestieri, professioni - ove consentito -, parve una rivoluzione la parola di Napoleone e dei suoi ministri che li chiamava a Parlamento nel Gran Sinedrio di Parigi. Ancor più parve miracolo l'apertura di Carlo Alberto prima in Piemonte e, quindi, dello stesso Pio IX, al quale si rivolsero inni di lode e ringraziamento. Il repentino mutamento politico e legislativo Vaticano, l'irrigidirsi delle polizie dei vecchi Stati con le poche eccezioni del Piemonte e del Parmense, accesero ancor più la volontà degli Ebrei e delle loro Comunità di testimoniare politicamente una scelta che da genericamente nazionale ed italiana, si confermò sempre più unitaria, monarchica, liberale. Il Risorgimento ebraico fu tutt'uno col Risorgimento italiano. Gli Ebrei furono con Mazzini agli esordi della Giovane Italia, con Garibaldi nell'accantonare ogni pregiudiziale che non fosse la diade Italia...
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Memorie garibaldine. La campagna del '66
di Antonio Ruini
editore: Mattioli 1885
pagine: 68
Con le "Memorie garibaldine" Antonio Ruini, il padre di Meuccio Ruini, Presidente della Commissione dei 75 che scrisse la Costituzione italiana, volle lasciare ai figli, Meuccio e Carlo, una testimonianza di amore di patria e fede nella libertà, unità ed indipendenza nazionale. Fu volontario con Garibaldi nella terza Campagna d'Indipendenza del '66 e fu testimone e partecipò di tutti gli entusiasmi e le amarezze di quella prova. Particolarmente intense le pagine dedicate al formarsi della coscienza nazionale popolare nella Sassuolo ducale, il successivo radicamento con la famiglia nel reggiano e la breve, intensa, caotica pagina vissuta nell'estate-autunno del '66, tra arruolamento, addestramento e vita al fronte di battaglia, descritte con vivacità ed equilibrio. Una nota introduttiva del curatore si sofferma in particolare sul formarsi del mito di Garibaldi, moderno eroe mediatico.
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