Libri di E. Fattoretto
Zodiac
editore: Oblomov edizioni
pagine: 176
In questo graphic novel, Ai Weiwei ci accompagna in un viaggio che attraversa spazio, mito e realtà
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Mister Wonderful
di Daniel Clowes
editore: Coconino press
pagine: 77
Lui si chiama Marshall. È un po' goffo, frustrato. Timido, tenero, comico, ma capace di improvvisi scatti d'ira. Ha problemi di lavoro e un matrimonio fallito alle spalle. Ha bisogno di un nuovo inizio: sarà l'appuntamento al buio con la sconosciuta Natalie ad aprirgli le porte di una nuova vita? Sarà lui il Mister Wonderful da lei tanto sognato e atteso? Una graphic novel fragile, tenera e comica come un film di Woody Allen.
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Wilson
di Daniel Clowes
editore: Coconino press
pagine: 77
Wilson è uno zotico generoso, uno scapolo solitario, un padre e marito devoto, un idiota, un sociopatico, uno spaccone illuso, un fiore delicato. "Wilson" è il nuovo graphic novel di Daniel Clowes.
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Black hole
di Charles Burns
editore: Coconino press
pagine: 363
Charles Burns ha iniziato la lavorazione di "Black Hole" nel 1994, proseguendo poi per dieci anni. Disegnato in un bianco e nero fortemente contrastato, la Coconino ripropone questo moderno classico in una nuova edizione: il libro racconta di un'epidemia che si propaga tra gli adolescenti, trasmettendosi per via sessuale (metafora scoperta dell'Aids) e causando diverse mutazioni fisiche. La gravita del male, l'esclusione crescente subita dalle vittime si manifestano attraverso un'atmosfera di palpabile frenesia sessuale. Collegando horror e sessualità, Burns porta alle estreme conseguenze le difficoltà legate alla scoperta del corpo altrui, in un percorso che rimanda a quelli del regista canadese David Cronenberg.
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Pop gun war
di Farel Dalrymple
editore: Fazi
pagine: 137
"Pop gun war" segna l'insolito debutto di un nuovo promettente talento. Farel Dalrymple esplora un onirico scorcio urbano donandoci visioni improvvise di poesia e magia. Dalrymple raccoglie l'eredità di un formidabile gruppo di artisti: pittori come Odilon Redon, Salvador Dali e Paul Klee; registi come Luis Bunuel e Jean Cocteau; scrittori del calibro di Jack Kerouac e Gabriel Garda Màrquez... Questi artisti, come Farel Dalrymple, sembrano avere accesso allo stato ipnagogico, quello che Carl Jung chiamava "inconscio collettivo". Allo stesso tempo "Pop gun war" ha uno stile narrativo tutto suo: l'ambientazione è reale un momento e quello dopo un tuffo in un sogno." (Ann Nocenti)
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