Libri di Francesco Mele
Con gusto. Educare alla felicità attraverso il cibo
editore: la meridiana
pagine: 172
"Questo libro fin dal sottotitolo, contiene tre parole chiave, "educare", "cibo" e "felicità"; per fortuna sono strettamente legate tra di loro, e per fortuna c'è chi le pratica coscienziosamente, le studia, trova i collegamenti, s'ingegna consegnandoci preziosi manuali come quello che avete tra le mani. Un concentrato di filosofia, economia, consigli, buone pratiche e regole di comportamento che si traduce in semplici ma efficaci giochi educativi per i ragazzi. Il cibo è uno strumento fondamentale per educare ed educarsi. S'impara a mangiare, a conoscere meglio i nostri alimenti. Ma immediatamente questa conoscenza si allarga, sconfina nell'economia, nella storia, nella geografia, nella politica, nella botanica e zoologia, nell'agronomia. Insegnare il cibo e insegnare attraverso il cibo dovrebbero essere le cose più immediate, facili, diffuse. Ma, anche se da un po' di anni qualcosa si sta muovendo, non è ancora così, soprattutto nelle scuole. Non si tratta soltanto di fare dei corsi e mettersi seduti a un banco: si tratta di essere curiosi sempre, conoscere le persone che stanno dietro al nostro cibo, i luoghi dove esso si coltiva e alleva, come viene trasformato e perché, chi lo vende e dove. Un rinascimento che parte dalla centralità del cibo nelle nostre vite: chi lo fa o lo insegna è e diventa continuamente una persona migliore e tutto il mondo ne beneficia." (dalla Prefazione di Carlo Petrini)
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Sobrietà felice. Otto incontri e una rivoluzione possibile
editore: la meridiana
pagine: 130
Cosa si intende per "sobrietà felice"? La risposta è chiara: avere meno del sovrabbondante; avere e fare ciò che serve davvero e nulla di più; disporre dello spazio tra le cose, della virgola tra le parole, della pausa tra due respiri. In una parola, stare meglio. Certo, è uno stare meglio che aiuterebbe anche il resto del mondo a stare meglio. Certo, consumare meno o in maniera più oculata permetterebbe di ridurre gli sprechi, risparmiare risorse, inquinare meno, ridistribuire almeno in parte le ricchezze e sanare alcuni macroscopici disequilibri. Eppure qui ci interessa solo la felicità. Qui vogliamo solo far sperimentare a bambini e ragazzi una verità semplice e quasi banale: spesso le cose ingombrano e impediscono di stare bene e divertirsi. Ovvero: togliendo cose può aumentare il divertimento. Togliendo cose si può stare meglio, essere più felici. Soprattutto: togliendo le cose si lascia spazio ad altro e questo "altro" può rendere molto più felici delle cose. Questo libro nasce dalla nostra esperienza. Tutto quello che troverete in queste pagine, non solo da leggere ma anche da usare, o meglio da giocare, è stato sperimentato più volte, con tanti gruppi di bambini, di ragazzi, di adulti. Sarebbe bello che si potesse replicare ovunque per restituire alla scuola un ruolo educativo centrale nel territorio in cui vive. Proprio come un percorso, si parte dall'idea di limite, poi si passa al desiderio e ai desideri, infine - tirando le fila del ragionamento - si arriva alla sobrietà.
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Il cioccolato. Diario di un lungo viaggio
editore: Slow Food
pagine: 72
Marta ha 9 anni e vive in una grande città
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I bambini alla scoperta di Prato e dei suoi dintorni
editore: Lapis
pagine: 88
"E poi la mia fiera: quella che cominciava in piazza del Duomo e che si avvertiva già in via Magnolfi con l'odore dei croccanti e dall'agitazione dei ragazzi. I banchi dei giocattoli e dei dolciumi erano allineati in una fila continua dalla piazza, lunga la via Garibaldi, fino al Mercatale. E a ogni banca era una fermata interrotta dagli strattoni di chi ti teneva per mano. Giocattoli sognati che i venditori ti facevano toccare e che poi ritiravano per renderli più desiderati. Trenini di latta, cavalli a dondolo, fucilino can il calcia di legna e il cane di metallo lucido che faceva esplodere i fulminanti, carrettini dipinti, cavallini di cartapesta, armoniche e palle di gamma colorate, trottole e soldatini. Spintoni e richiami: via Garibaldi era una fiumana di suole di scarpe della domenica strusciate sulle pietre, che da una parte scorreva lenta versa il Mercatale e dall'altra ritornava." (Umberto Mannucci)
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