Libri di G. Harari
Jannacci arrenditi! Fotoricordi di contrabbando
editore: Rizzoli Lizard
pagine: 288
Quando andai a Canzonissima, uno fece: "Oddio Jannacci, un'altra canzone sui morti di fame"
Disponibilità immediata
Una goccia di splendore. Un'autobiografia per parole e immagini
di Fabrizio De André
editore: Rizzoli Lizard
pagine: 420
"Cosa avrebbe potuto fare alla fine degli anni Cinquanta un giovane nottambulo, incazzato, mediamente colto, sensibile alle vi
Disponibilità immediata
Art Kane. Visionary. Catalogo della mostra (Modena, 25 giugno-20 settembre 2015)
editore: Wall of sound gallery
pagine: 72
Il destino di Art Kane e della sua fama è piuttosto singolare nel panorama della fotografia americana e internazionale della seconda metà del Novecento. Nell'evocare oggi il suo nome, accade - e con immeritata frequenza - di imbattersi nello sguardo interlocutorio di chi dubita di averlo mai udito prima. Eppure, se proverete a mostrare alle stesse persone certe sue immagini, quegli sguardi si accenderanno, riconoscendo subito alcune celebri icone già viste pubblicate su giornali, riviste, o forse stampate in formato poster e appese alle pareti di qualche locale. Non occorrono ulteriori prove per dimostrare quanto le fotografie di Art Kane abbiano superato la popolarità del loro autore, diventando parte di un immaginario popolare legato soprattutto al mondo della musica pop, rock e jazz (etichetta questa che gli va senz'altro stretta), ma anche alla moda e ai temi sociali e politici che hanno infiammato la coscienza civile degli Stati Uniti intorno agli anni Sessanta. Kane è stato un mito nei decenni Settanta e Ottanta per moltissimi fotografi, anche di qua dall'Oceano, che ne ammiravano l'approccio libero e visionario all'image making all'uso della fotocamera: valga per tutte la testimonianza di Franco Fontana, che ne sarebbe divenuto con gli anni grande amico, raccolta per l'occasione in una videointervista da Guido Harari, fotografo anch'egli, formatosi sulle immagini di Kane e oggi tra gli artefici dell'appassionata opera di recupero del suo archivio che ha reso possibile questa mostra.
Ordinabile
E poi, il futuro
di Fabrizio De André
editore: Mondadori
pagine: 207
Fabrizio De André rimane uno dei più carismatici fra i cantautori italiani. Con la sua voce e con la sua poesia ha cantato storie e personaggi in cui si è identificata più di una generazione. Il volume raccoglie molte fotografie inedite, tratte dal suo album personale e dagli archivi dei fotografi che più da vicino lo hanno seguito negli anni. Completano questo diario di una vita la voce di Fabrizio, attraverso interviste, manoscritti e appunti originali, e una discografia dettagliata e definitiva.
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Bestemmia. Pier Paolo Pasolini
editore: Chiarelettere
pagine: 320
Il racconto visivo completo di uno dei più grandi intellettuali italiani
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Fabrizio De André. Una goccia di splendore. Un'autobiografia per parole e immagini
editore: Rizzoli
pagine: 338
Accompagnati dalla viva voce dello stesso Fabrizio, ricavata da appunti personali, brani di interviste e da centinaia di fotografie e documenti in buona parte inediti, con questo volume si entra nella storia più intima di De André. La poetica, l'etica, il genio e le contraddizioni dell'artista genovese in un'antologia completa, nuda e sincera, rigorosa nei contenuti e nella cura del progetto realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione De André.
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L'illogica utopia
di Giorgio Gaber
editore: Chiarelettere
pagine: 317
"È bello quando parla Gaber" canta Enzo Jannacci, l'amico corsaro di sempre, ricordando quanto il signor G, a quarant'anni esatti dalla sua prima apparizione sulla scena del Piccolo Teatro di Milano, rimanga, oltre che fine affabulatore e artista totale, una delle rare coscienze civili del secondo Novecento italiano. Questo libro non vuol essere solo l'"autobiografia" di Gaber, ma anche una sorta di breviario irreligioso per liberi pensatori. Nelle sue parole soffia il vento di una morale di lotta, insieme all'ansia di un'etica nuova e di un ritorno al luogo del pensiero. Immerso nel suo tempo, Gaber auspica, anzi esige, un neorinascimento, un nuovo umanesimo e, con esso, un individuo nuovo, fatto di privato e di politico. È questa "l'illogica utopia" del titolo, condita di un "appassionato pessimismo" che l'artista vorrebbe detonatore di uno slancio vitale e gioioso verso un futuro tutto da inventare. La viva voce di Gaber guida il lettore in un viaggio, ricostruito attraverso lo sterminato archivio della Fondazione Giorgio Gaber dei cui tesori viene qui presentata una corposa sintesi, con trascrizioni di materiali audio e video, interviste, manoscritti e testi spesso inediti, memorabilia, rare copertine di dischi e una messe di immagini tratte anche dagli archivi dei fotografi che più da vicino hanno seguito l'artista. Una cronologia dettagliata e una discografia completano questo volume.
Fuori catalogo


