Libri di L. Regola
Il giorno in cui morì il sole
di Lianke Yan
editore: Nottetempo
pagine: 420
Le pagine del romanzo di Yan Lianke scorrono intense e visionarie come accade sempre con questo scrittore, uno dei più dotati
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Gli anni, i mesi, i giorni
di Lianke Yan
editore: Nottetempo
pagine: 272
I due romanzi brevi raccolti in questo libro sono vividi e affascinanti quadri di vita contadina ambientati sui Monti Balou, c
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I quattro libri
di Lianke Yan
editore: Nottetempo
pagine: 471
Siamo alla fine degli anni '50, nel Nord della Cina, sulle rive del Fiume Giallo: lo Scrittore, la Musicista, l'Erudito, il Re
Ordinabile
Pensando a mio padre
di Yan Lianke
editore: Nottetempo
pagine: 162
Un contadino della remota provincia cinese del Henan lavora testardamente una terra avara, ora dopo ora, con la forza, la determinazione e la fatica dettate da una promessa fatta a se stesso: costruire una grande casa col tetto di tegole per i suoi figli. Yan Lianke ci racconta con parole scabre come le pietre di un campo da dissodare la storia di suo padre, della sua famiglia, della sua infanzia povera e delle aspirazioni alla fuga verso un futuro più aperto. Ma, soprattutto, ci racconta la nostalgia per un padre compreso troppo tardi, le cose non dette, le azioni mancate, insieme alla ricerca delle parole giuste che possano restituire, seppure in ritardo, il calore, la bellezza, la durezza della vita di una persona amata, che non deve e non può perdersi. Pervaso di grazia e di forza, il libro di Yan Lianke è un tributo alle radici, alla terra, alla lotta per la sopravvivenza, alla memoria e all'infanzia.
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Il sogno del villaggio dei Ding
di Yan Lianke
editore: Nottetempo
pagine: 450
Il Villaggio dei Ding è un pugno di case di paglia disteso lungo l'antico letto del Fiume Giallo. Il suo è un equilibrio che sembra immutabile, ma negli anni '90 tutto è sommerso dall'"ondata rosso sangue": la spregiudicata campagna del governo cinese per promuovere la vendita del sangue tra i contadini, che aderiscono in massa con il sogno di costruire case di mattoni e nuovi pollai. Mentre alcuni si arricchiscono con questa compravendita, altri si ammalano di una strana "febbre": l'AIDS. Yan Lianke traduce in personaggi e immagini indimenticabili la storia di un'intera comunità spazzata via "come le foglie di un vecchio albero": il giusto maestro Ding alle prese con un figlio senza scrupoli, la campagna che a poco a poco si inaridisce come se fosse anch'essa dissanguata, il villaggio che si riempie di stendardi funebri bianchi come la neve, la scuola del paese che diventa l'ultimo rifugio dei malati e il teatro di odi e amori estremi.
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E quel che resta è per te
di Xu Xing
editore: Nottetempo
pagine: 332
Scritto a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, mai pubblicato in Cina eppure diventato subito popolare fra le giovani generazioni cinesi, questo romanzo ha suggerito accostamenti alla letteratura occidentale, come "Sulla strada" di Kerouac, o "Il giovane Golden" di Salinger o perfino i disperati monologhi di Henry Miller: il tono dissacrante e anticonformista, la sincerità delle confessioni, le sbornie, i vagabondaggi, il sesso, la droga... In realtà questo "Kerouac cinese" ha un'ironia tutta sua, attratto com'è dal lato comico dei fenomeni, un'ironia beffarda che si scaglia in eguale misura contro la Cina maoista, la "nuova" Cina del prodigioso sviluppo economico e l'Europa, in cui emigra insieme al suo amico e compagno di vagabondaggi.
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