Libri di M. Bortolini
Provincializzare l'Europa
di Dipesh Chakrabarty
editore: Meltemi
pagine: 365
Il pensiero europeo è allo stesso tempo indispensabile e inadeguato per riflettere sulle esperienze di modernità politica nelle nazioni non occidentali. Indispensabile perché le idee universali proposte dall'Illuminismo europeo rimangono la fondamentale base di ogni critica sociale che cerchi di affrontare i problemi della giustizia e dell'equità. Inadeguato perché la transizione capitalista nel Terzo mondo, se misurata con gli standard occidentali e con la nostra idea di storicizzazione, appare spesso incompleta o inefficace. Già dalla metà del XX secolo la cosiddetta "epoca europea" della storia moderna ha cominciato a lasciare spazio ad altre configurazioni regionali e globali. Provincializzare l'Europa non significa però ripudiare o abbandonare il pensiero europeo, ma riflettere su come globalizzato rinnovandolo per e dai suoi margini. Ogni caso di transizione al capitalismo non è più semplicemente interpretabile come un fenomeno sociologico di transizione storica, ma anche come un caso di traduzione: una traduzione di mondi esistenti e delle loro categorie di pensiero nelle categorie e nella cultura della modernità capitalista. Chakrabarty dimostra, sia in modo teorico che attraverso esempi dell'India coloniale e contemporanea, come tali storie di traduzione potrebbero essere pensate o scritte. Imbastendo una sorta di conversazione tra due dei più importanti rappresentanti del pensiero europeo, Marx e Heidegger - l'uno esempio della tradizione analitica delle scienze sociali, l'altro di quella ermeneutica -, l'autore cerca di comprendere la modernità politica dell'Asia meridionale, prendendo in esame nella prima parte studi storici ed etnografici su gruppi "subalterni" e concentrandosi nella seconda sulla storia dei bengalesi indù delle caste superiori colte. "Provincializzare l'Europa" comincia e finisce indicando la necessità del pensiero politico europeo per la descrizione della modernità politica non europea e, al tempo stesso, affronta i problemi di rappresentazione che tale necessità produce.
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Le grandi rivoluzioni e le civiltà moderne
di Shmuel N. Eisenstadt
editore: Armando editore
pagine: 256
S.N. Eisenstadt è stato uno dei più importanti studiosi della modernità. In questo libro ha esplorato il contesto delle Grandi Rivoluzioni Moderne dal punto di vista delle civiltà e della loro storia, analizzando le caratteristiche specifiche delle rivoluzioni e delle loro relazioni con la modernità; le cause e i modelli del loro sviluppo; i nuovi programmi culturali e politici da esse scaturiti, ovvero il programma culturale e politico della modernità; l'istituzionalizzazione di tale programma e la rilevanza dei simboli e dei movimenti rivoluzionari nei vari contesti delle civiltà moderne; i tratti caratteristici delle rivoluzioni, distinguendole da altri processi di mutamento macro-societario, e soprattutto da altre forme di rovesciamento dei regimi politici; le caratteristiche peculiari delle ideologie e dei processi di lotta e mobilitazione sociale e politica avvenuti nel contesto delle rivoluzioni; le "cause" delle rivoluzioni e l'ampia letteratura su questo argomento; gli esiti delle rivoluzioni, e soprattutto la relazione tra rivoluzioni e modernizzazione, cioè la cristallizzazione della civiltà moderna.
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Agire associativo e sfera pubblica
editore: Franco Angeli
pagine: 160
Di fronte alla crisi dello Stato nazionale e delle istituzioni politiche rappresentative viene da più parti un richiamo all'in
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