Libri di M. Novella Pierini
Contro la violenza nella scuola. Manuale di buone pratiche
editore: Sapere 2000 Ediz. Multimediali
pagine: 171
Gli alunni nella maggior parte delle scuole non sono sempre soggetti a violenze, ma ciò non significa che in una scuola si viva e si apprenda sempre in armonia. La violenza contro i giovani alunni può assumere diverse forme; può soprattutto manifestarsi in violenze psichiche e verbali e in soprusi. Questo volume è una guida pratica rivolta alla formazione degli insegnanti sulle tecniche atte a ridurre la violenza nella scuola. Esso si basa soprattutto su due presupposti di fondo: il primo è quello di rendere l'ambiente scolastico esente e intollerante verso qualsiasi forma di violenza, il secondo è rivolto a prevedere una risposta efficace contro la violenza, nel momento in cui si presenta, in modo da proteggere tale ambiente. Ogni capitolo affronta un aspetto cruciale della politica scolastica; descrive i problemi e propone attività destinate ad essere integrate nel programma di formazione destinato a rispondere alle necessità dì tutto il personale, come insegnanti ma anche personale di sostegno, che è presente sempre più nelle scuole europee. Questa guida è rivolta ai presidi e direttori delle scuole, agli amministratori e i pedagoghi, dovrebbe diventare un supplemento utile ed integrare le risorse già disponibili per ridurre la violenza nelle scuole.
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Flexicurity. Flessibilità e welfare. Una sfida da raccogliere
editore: Sapere 2000 Ediz. Multimediali
pagine: 265
"La flessibilità del lavoro si considera, generalmente, la sola risposta possibile alla sempre più aspra concorrenza mondiale. Dal momento che essa implica, tuttavia, che il lavoro non sia pio un diritto (sinonimo di sicurezza e di affermazione), la conseguenza di un simile sviluppo è che si indebolisce il contratto sociale vigente, basato sulla funzione integratrice del lavoro. Si rischia che si arrivi a considerare il lavoro come un rapporto sporadico, casualmente dipendente dalla congiuntura economica mondiale, anziché un impegno reciproco stabile, che va a beneficio sia del datore di lavoro sia dei lavoratori salariati, I tradizionali modelli occupazionali europei si basano su un'organizzazione collettiva del lavoro, mentre i modelli di occupazione flessibili tendono a rendere individuale il rapporto datore di lavoro/salariato e a indebolire le identità collettive precedentemente basate sul lavoro. Per contenere i pericoli della flessibilità, dobbiamo studiare la possibilità di dare vita a nuovi diritti o di reinterpretare quelli esistenti, per facilitare il sempre più frequente passaggio da un lavoro a un altro: salvaguardia delle competenze connesse all'impiego, considerazione dei percorsi professionali discontinui, offerta di un'adeguata protezione sociale per incoraggiare la mobilità, lotta contro il fattore "età" e conciliazione tra vita professionale e vita privata." (Terry Davis)
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