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Libri di M. Renda

Manuale di diritto civile

editore: Giuffrè

Il volume nasce dall'esperienza scientifica didattica e professionale dei suoi Autori attivi nelle Scuole di Specializzazione
99,00

Il matriarcato. All'origine le madri? Un viaggio dal paleolitico alle società contemporanee

di Stefania Renda

editore: Asterios

pagine: 64

"Matriarcato" è un termine complesso e dibattuto, che ha incontrato non poche reticenze ad essere utilizzato nel mondo accadem
12,00

Manuale di diritto civile

editore: Giuffrè

pagine: 2370

Il volume nasce dall'esperienza scientifica, didattica e professionale dei suoi autori, attivi nelle Scuole di Specializzazion
99,00

Manuale di diritto civile

editore: Giuffrè

pagine: 2258

Il volume nasce dall'esperienza scientifica, didattica e professionale dei suoi autori, attivi nelle Scuole di Specializzazion
99,00

Regali ai fantasmi

di Marilena Renda

editore: Mesogea

pagine: 128

Dopo un lungo periodo trascorso in un'altra città, Elena cerca di ricostruire il rapporto problematico con Vittoria, sua sorel
14,00
15,00

Liberare l'Italia dalle mafie

di Renda Francesco

editore: Ediesse

pagine: 128

L'ultimo libro sulla mafia dello storico siciliano Francesco Renda è stato pubblicato nel 1998, esattamente dieci anni fa
8,00

Federico II e la Sicilia

di Francesco Renda

editore: Rubbettino

pagine: 218

Senza la Sicilia, fu lo stesso Federico a dichiararlo, non avrebbe potuto fare lo statista. E senza la Sicilia, lo stupor mundi, l'uomo d'ingegno e di cultura che conosciamo, non sarebbe esistito. Federico, divenuto imperatore, volle perseguire l'obiettivo di incorporare la Sicilia nel Sacro Romano Impero innescando un conflitto epocale con la Chiesa che non poteva consentire questa unione. La supremazia religiosa del papa alla fine ebbe il sopravvento sulla potenza imperiale e Federico fu inesorabilmente sconfitto. Unito all'Impero nonostante il dissenso della Chiesa, il Regno di Sicilia fu il luogo ove Federico II realizzò le sue opere maggiori. La prima fu la fondazione dell'Università degli Studi di Napoli. Seguirono Foggia, creata capitale, Melfi ove si promulgarono le costituzioni del Regno delle Sicilie, la Corte imperiale, fatta centro di cultura, di filosofia e di scienza. Sempre nel Regno di Sicilia promosse infine la poesia in volgare, dalla quale ebbero origine la lingua siciliana e la lingua italiana.
15,00

Maria Carolina e Lord Bentinck nel diario di Luigi de' Medici

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 161

Tra il 1806 e il 1815 la Sicilia fu la sede del secondo soggiorno del re Borbone, in fuga dai francesi padroni del Continente. Per interessi strategici mediterranei, l'isola fu anche sotto la protezione degli inglesi. In questa cornice maturò la situazione che avrebbe condotto alla Rivoluzione del 1812 e alla famosa Costituzione siciliana "all'inglese", che fu anche la prima costituzione in Italia e l'unica a non essere "concessa". Rivoluzione e costituzione sono state molto studiate. Ciò che invece non è mai stato posto sotto la lente dell'analisi storica è il contraddittorio periodo immediatamente precedente: questo scritto rappresenta quindi un'inedita investigazione. Vi si fronteggiavano tre poteri in inevitabile attrito: da un lato il Parlamento dei baroni siciliani, un'assemblea feudale dotata di privilegi e libertà finora mai toccate; dall'altro Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, un sovrano assoluto, che ha sempre governato l'isola solo tramite Viceré e mai direttamente, e adesso, rimasto senza altro regno, si trova invece nell'esigenza di un governo diretto; al terzo vertice, determinante, l'Ammiraglio inglese necessitato a fare dell'Isola perno antinapoleonico. Francesco Renda articola e prova la tesi mediante la ricostruzione dei minimi eventi e attraverso la cronaca giornaliera (grazie anche al diario del ministro de' Medici) dei grovigli di corte.
12,00

La grande impresa. Domenico Caracciolo viceré e primo ministro tra palermo e Napoli

di Francesco Renda

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 165

Sullo sfondo della "difficile unione" tra la Sicilia e Napoli, lo storico siciliano punta la lente d'ingrandimento della ricerca su una figura dominante e multiforme dell'Illuminismo europeo e traccia il bilancio dell'azione di un personaggio tra i più controversi della travagliata storia del regno del sud. "Cosa fa degno di fama Domenico Caracciolo? A nostro giudizio - sintetizza Francesco Renda -la volontà di realizzare una grande impresa, da lui definita l'epopea della resurrezione siciliana, per creare le basi necessarie allo sviluppo delle arti, dell'agricoltura, della industria, del commercio e della cultura generale del Regno di Sicilia. Tutta la storia del viceregno di Caracciolo è concentrata nella realizzazione di quella impresa, formalizzata in proposta di catastazione generale del territorio isolano e di trasformazione della imposta personale in imposta sulla terra, che avrebbe fatto pagare solo chi ne aveva il possesso. Caracciolo aveva una cultura europea. Prese perciò a modello il catasto già realizzato in Lombardia, in modo che nella sua esecuzione si adottasse lo stesso metodo e si ottenessero i medesimi risultati della Lombardia. Ed era quel metodo, il Sud che agiva alla stessa maniera del Nord, la vera novità rivoluzionaria, cui i baroni siciliani opposero un accanito rifiuto. Fu chimera o utopia quello che Caracciolo avrebbe voluto attuare?".
12,00

Bassani, Giorgio. Un ebreo italiano

di Marilena Renda

editore: Gaffi Editore in Roma

pagine: 177

A dieci anni dalla sua morte si ritorna a parlare di Giorgio Bassani, a leggere e a guardare da vicino i libri che compongono
5,00

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