Libri di R. Gado
Eravamo dei grandissimi
di Clemens Meyer
editore: Keller
pagine: 602
Daniel, Mark, Paul e Rico sono cresciuti come "pionieri" nella Germania dell'Est
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Come l'aria
di Melinda Nadj Abonji
editore: Voland
pagine: 251
La famiglia Kocsis - padre, madre e due figlie, Nomi e Ildikó - torna dopo anni in Voivodina, nel nord della Serbia, regione dove vive la minoranza ungherese a cui appartiene. Questo è solo uno dei tanti viaggi di ritorno alla propria terra che i Kocsis compieranno. Emigrati tempo prima in Svizzera, dopo vari lavori precari i Kocsis riescono a farsi una posizione prendendo in gestione un'elegante caffetteria sul lago di Zurigo. Ma quello che sembra il risultato finale di un lungo processo di integrazione si rivela solo un'illusione. Con lo scoppio della guerra in Jugoslavia e il successivo arrivo di profughi in Svizzera, riemergono tutti i problemi di identità che parevano superati. Un romanzo sulla difficile ricerca di una nuova patria e nello stesso tempo sul legame indissolubile con le proprie radici. E la voce è quella della giovane Ildikó, che osserva con occhio ironico la storia della sua famiglia mentre conduce una vita in bilico tra due realtà: quella svizzera a cui non è mai davvero appartenuta, e quella della minoranza ungherese in Serbia a cui già non appartiene più.
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Svizzera. Storia di una federazione
di Thomas Maissen
editore: Beit
pagine: 400
Storia sociale, politica, economica e culturale della Confederazione elvetica e delle sue forme di governo dalle origini medioevali fino ai nostri giorni.
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La lepre e il riccio
di Axel Scheffler
editore: Emme Edizioni
pagine: 32
Il riccio è velocissimo a parole
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Soldato tartaruga
di Melinda Nadj Abonji
editore: Keller
pagine: 193
Il giovane Zoltán Kertész ha occhi di uno stupendo azzurro e vive sul confine tra Serbia e Ungheria, ma da quando è caduto dal
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Joseph Beuys. Una vita di controimmagini
di Heiner Stachelhaus
editore: Johan & levi
pagine: 186
Gilet da pescatore su camicia bianca, jeans e cappello di feltro. D'inverno una lunga pelliccia di lince rivestita di seta blu, da giovane una cravatta nera fermata da una piccola mascella di lepre. Così si presentava Joseph Beuys, l'inconfondibile aspetto di un personaggio fantastico a cavallo tra il clown e il gangster. Appena entrava in scena, faceva sempre il contrario di quanto ci si aspettasse, spesso e volentieri cose che a prima vista non avevano alcun senso. Tutto questo per trasmettere scariche di energia e provocare negli spettatori uno choc salutare, un ampliamento della consapevolezza. Rinunciando, con rare eccezioni, alle interpretazioni e ai giudizi stereotipati su uno dei personaggi più discussi e vivisezionati del xx secolo, Heiner Stachelhaus mette insieme un ritratto a tutto tondo di Joseph Beuys a partire dalle "controimmagini" della sua stessa vita: gli studi di scienze naturali e il confronto con l'antroposofìa steineriana; l'incidente in Crimea e le esperienze tra i tartari, l'insegnamento e l'occupazione dell'Accademia, le yooo querce e la battaglia ecologista, il Beuys privato che beveva acqua del rubinetto in bicchieri di cristallo molato. Fino ad arrivare al Blocco-Beuys di Darmstadt, il museo-laboratorio in cui ancora aleggia lo spirito dell'"unico artista", come disse Karl Ströher, "capace di esprimere la specificità della nostra epoca".
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L'ultima neve
di Arno Camenisch
editore: Keller
pagine: 112
Paul e Georg gestiscono in un paesino sperduto dei Grigioni uno skilift che, grazie alle loro cure, funziona ancora bene nonos
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L'ultima sera
di Arno Camenisch
editore: Keller
pagine: 112
È notte in montagna, e piove. Piove come non pioveva da anni, piove anche se dovrebbe nevicare e l'acqua che scende dal cielo sembra volersi portar via tutto.Con questo tempo da lupi, l'osteria Helvezia - in procinto di chiudere per sempre - accoglie come un'arca tutti gli abitanti, le loro storie, la loro sete, i loro ricordi. Inizia così un viaggio magico, malinconico e gioioso, pieno di suoni e presenze, di vivi e di morti, di sorti propizie e avverse, destinato a non finire finché c'è un bicchiere pieno e un racconto vola nell'aria. Con "Ultima sera" Camenisch ci riporta alle cose essenziali, agli alti e bassi dello stare al mondo, a ciò che scompare e solo la forza dell'oralità è in grado di far rivivere. Così la notte non è mai notte e non c'è pioggia tanto intensa da cancellare le nostre tracce.
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Caccia alla marmotta
di Ulrich Becher
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 694
"Caccia alla marmotta" è il libro di una vita
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