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Libri di S. Jorio

Il mistero dell'angelo perduto

editore: Skira

pagine: 133

Berlino, Olimpiadi del 1936: Olia, Vika e Helmut, due donne e un uomo con storie e destini differenti, si incontrano sullo sfo
16,00

Radiazione

di Jorio Stefano

editore: Minimum fax

pagine: 513

Estate 2004
16,00

Giornalismo radiofonico. Linguaggio, tecniche e regole del mestiere

di Paolo Jorio

editore: Gremese Editore

pagine: 158

Questo volume è una guida per tutti coloro che aspirano a diventare giornalisti radiofonici. "Il giornalismo radiofonico" è, quindi, il manuale indispensabile per chi desidera conoscere tutti gli aspetti teorici e pratici che precedono e seguono la "messa in onda" di un programma. Esso spiega, in particolare, come si realizza un giornale radio, con quale linguaggio il giornalista deve rivolgersi agli ascoltatori, come decidere chi "va in voce", come si organizza "una diretta" o si registra per la "differita". Inoltre, avvalendosi di tabelle e grafici esplicativi, introduce il lettore alle riunioni di redazione, sottolineando i compiti e le responsabilità di ognuno, insegnandogli il percorso migliore per fare interviste o altri programmi, da come si utilizza correttamente il microfono (in studio e all'esterno) o si confeziona un "documentario" radiofonico ai segreti delle registrazioni e del montaggio. In poche parole come si "fa radio". Un intero capitolo, poi, è dedicato alla spiegazione dettagliata di come costruirsi una radio autonomamente, sfruttando la moderna tecnologia: basta un personal computer e un collegamento a Internet. Il tutto corroborato dalle esperienze personali dell'autore, che in radio ha lavorato per oltre vent'anni, e dalle testimonianze e dai consigli di alcune delle firme più prestigiose della radiofonia quali Corrado Guerzoni e Ruggero Po.
18,00

Il filo di lana

di Paolo Jorio

editore: Tullio Pironti

pagine: 123

Il filo di lana, oltre a essere un percorso attraverso l'epopea dell'emigrazione italiana negli Usa, è anche un viaggio attraverso le emozioni, i sentimenti, la fragilità, la forza dell'essere umano, legate da un ideale filo di lana. Saper raccontare con semplicità i sentimenti che attraversano le storie umane non è dote che appartiene a tutti. Paolo Jorio questa dote ce l'ha e la struttura narrativa del suo romanzo concede al lettore il biglietto di sola andata verso un paese che ognuno, prima o dopo nella vita, dovrebbe visitare: se stesso. I personaggi dell'opera, emigranti campani in cerca di una vita nuova che non sia solo sopravvivenza, sono descritti dall'autore con un'attenta analisi psicologica, sono messi a fuoco con la precisione di una macchina fotografica, strumento che rappresenta poi una metafora significativa in tutta l'opera. Il protagonista, che ha lasciato il mondo ma in quel mondo ha impresso un segno indelebile di ricordo, è raccontato attraverso le fotografie che suo nipote mostra a una fotoreporter cinica in cerca di storie assai diverse da quella in cui s'imbatte per caso:storie dove gli emigranti italiani d'America s'identificano in gente che ha fatto i soldi con mezzi non sempre limpidi. Ma la donna scopre un'altra storia, un'altra realtà, fatta di onestà, affetto, rigore dei sentimenti. E sarà questo a cambiarle la vita.
12,00

Il culto delle Madonne nere. Le prime madri perdute

di Piercarlo Jorio

editore: Priuli & Verlucca

pagine: 92

17,50

Santuari mariani dell'arco alpino italiano

editore: Priuli & Verlucca

36,15

Tecniche di propaganda politica

Vichy e la Légion des Combattants (1940-1944)

di Di Jorio Irene

editore: Carocci

pagine: 182

Accantonando definitivamente la trilogia repubblicana "Liberté-Egalité-Fraternité", è sui valori di "Travail-Famille-Patrie" c
17,20

Attorno al fuoco. Leggende delle terre alpine

di Piercarlo Jorio

editore: Priuli & Verlucca

pagine: 152

La prima parte del volume spazia sul miscuglio dei temi prevalenti, dall'improbabile al reale, dal sacro al demoniaco, dal miracolo consolante all'enigma che brucia; la seconda, invece, suddivisa in sei capitoli o "lezioni", dà voce agli opposti coesistenti in ogni racconto: bene/male, luce/buio, santo/diavolo. Nella leggenda c'è tutta la "maestà del mondo": uomini, animali, piante, natura inanimata, legame creaturale ma in urto continuo, tanto da essere costretti, ogni volta che la si approccia, a ricominciare sempre daccapo, a cercare i termini più adatti a ricomporla nelle sue modulazioni di echi e di silenzi, di sorprese, di smarrimenti, di colpi di scena, di consonanze e dissonanze. Può venire dalla pianura, dalla collina, dalle Alpi o dagli Appennini, dagli Abruzzi o dall'Alto Adige, può essere "questo" o può essere "quello" senza esauriente compiutezza, ma unico è il respiro: tentare di vedere oltre il fluire dell'avventura umana. Allora anche i draghi, i mostri, le streghe, gli elfi, i nani, nelle secche clausole che chiudono il racconto diventano le diffrazioni propaganti definizioni aggettivali come puntualizzazioni di credenze: il drago ab origine volante, il mostro comunque raccapricciante, la strega vecchia insidiosa, l'elfo armoniosamente etereo, il nano creatura ripudiata.
19,50
19,50

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