Libri di S. Parmiggiani
Piergiorgio Colombara. L'opera scultorea 1982-2022
editore: Skira
pagine: 312
Dedicato alla produzione scultorea di Piergiorgio Colombara (Genova, 1948), questa monografia/catalogo ragionato è uno strumen
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Antonio Ligabue. L'uomo, l'artista
editore: Skira
pagine: 168
Il percorso artistico di Antonio Ligabue, tra i più significativi e originali artisti del Novecento Curata da Sandro Parmiggia
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Alberto Sughi. Opera grafica (1946-2011). Catalogo ragionato
editore: Silvana
pagine: 277
Alberto Sughi (Cesena, 1928 - Bologna, 2012) è uno degli indiscussi protagonisti della pittura italiana nella seconda metà del
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La mente che vaga. Cosa fa il cervello quando siamo distratti
di Michael C. Corballis
editore: Cortina raffaello
pagine: 162
Vi è mai capitato, a scuola o durante una riunione, di guardare con occhi sognanti fuori dalla finestra? Se gli altri se ne fo
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Varlin. Dipingere la vita
editore: Skira
pagine: 136
Varlin è lo pseudonimo che a Parigi Leopold Zborowski, il mercante scopritore di Modigliani e di Soutine, consiglia di adottare negli anni trenta a Willy Leopold Guggenheim (Zurigo, 1900 - Bondo, 1977), ritenendo che sia preferibile il nome di uno degli eroi della Comune, autore, assieme a Courbet, dell'abbattimento della Colonna Vendôme, rispetto al cognome che evoca l'agiata famiglia americana. Varlin, ancorché poco noto, è stato uno dei protagonisti della pittura del Novecento: Giovanni Testori, che lo frequentò e scrisse numerosi testi su di lui, aveva concepito, per restituirne il valore, l'organizzazione di una grande mostra incentrata su una triade: Alberto Giacometti, Francis Bacon, Varlin. Che cosa ha affascinato storici dell'arte, critici, scrittori (tra i quali, i suoi conterranei Friedrich Dürrenmatt e Max Frisch), appassionati della pittura e mercanti? Varlin era un inesausto osservatore dell'umanità, degli oggetti, anche di quelli più umili e ormai sull'orlo del disfacimento, e dei luoghi, e li sapeva trasfigurare in opere di dirompente forza espressiva, insieme tragica e ironica, sublime e impietosa, visionaria e autentica. Pubblicata in occasione dell'esposizione a Palazzo Bentivoglio, la monografia riunisce una selezione di opere che documentano il percorso creativo dell'artista svizzero tra il 1940 e il 1973.
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L'Orlando furioso. Incantamenti, passioni e follie. L'arte contemporanea legge Ariosto. Catalogo della mostra (Reggio Emilia, 4 ottobre 2014-11 gennaio 2015)
editore: Silvana
pagine: 400
Il volume rappresenta un omaggio a Ludovico Ariosto, nato a Reggio Emilia nel 1474 e morto a Ferrara nel 1533, celeberrimo autore dell'Orlando Furioso. Questa è, come noto, una delle opere che più hanno goduto di ammirazione e interesse nel corso dei secoli, per la modernità della sua struttura articolata attraverso trame a incastro -, e soprattutto per il carattere di pura meraviglia che trapela dal mondo tratteggiato dallo scrittore. Il volume intende mostrare, al giorno d'oggi, la capacità che ancora ha il poema di muovere l'immaginario creativo, non solo nella letteratura ma in campi artistici quali la pittura, la scultura, l'illustrazione e la fotografia: numerosissimi gli artisti coinvolti, da Mimmo Palladino a Sandro Chia, da Emilio Isgrò a Omar Galliani, da Enzo Cucchi a Franco Vaccari, e ancora le tavole di Guido Crepax, Sergio Toppi, Grazia Nidasio o le fotografie di Marco Bolognesi, Nino Migliori e Vittore Fossati. Il volume accoglie inoltre i testi di importanti autori italiani e stranieri, che offrono lo spunto per ribadire l'attualità della figura di Ariosto e della sua opera.
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Michael Kenna. Immagini del settimo giorno. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
pagine: 272
Un omaggio a uno dei maestri internazionali della fotografia di paesaggio. Una selezione di 290 fotografie in bianco e nero ripercorrono l'iter creativo del maestro inglese, ma americano d'adozione. Tra queste, 200 costituiscono il vero e proprio percorso antologico, 35 documentano lo sguardo sul territorio reggiano (frutto di ricognizioni sul campo compiute negli ultimi tre anni), 35 si misurano con il perenne fascino di Venezia e 20 ripropongono uno dei cicli storici di Kenna, quello sui campi di concentramento e di sterminio nazisti. Pubblicata in occasione della mostra di Reggio Emilia (Palazzo Magnani, 7 maggio - 18 luglio 2010), la monografia prende il via dalle immagini scattate da Michael Kenna nella natia Inghilterra negli anni Settanta e Ottanta, nelle quali si sofferma sui paesaggi urbani e su quelli di campagna, che posseggono già alcuni caratteri che impregneranno il suo successivo modo di fotografare: un'atmosfera di nebbie e di fumi, catturati in quell'indefinibile momento del crepuscolo o dell'alba. Vengono ripercorse le indagini di Kenna sulle metropoli per arrivare alle immagini dei resti di perdute civiltà lontane, o di creazioni a noi più vicine nel tempo (dalle piramidi egizie e maya al profilo del monastero di Mont-Saint-Michel, alle statue abbandonate a se stesse nei giardini di Francia) e all'indimenticabile ciclo de "l'impossibile oblio", realizzato negli anni Novanta sui luoghi dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.
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