Libri di Sandra Rizza
Il libro nero delle stragi di Stato. Il fuoriscena del potere in Italia dal delitto Mattei agli attentati contro Falcone e Borsellino
editore: Chiarelettere
pagine: 1092
"L'agenda rossa di Paolo Borsellino", "Profondo nero", "L'agenda nera della Seconda repubblica", "DepiStato": quattro libri fo
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Dietro le stragi. Bombe, Gladio e P2: il segreto della Repubblica nell'ultima intervista di Franco Di Carlo
editore: PaperFIRST
pagine: 170
I rapporti di Cosa nostra con Gladio, i trasporti di armi dal Veneto alla Sicilia, gli incontri con i servizi occidentali e or
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DepiStato. Il mistero di via D'Amelio: tutti i buchi neri della strage nella più clamorosa falsificazione della Repubblica
editore: Chiarelettere
pagine: 240
Ordinabile
Ombre nere. Il delitto Mattarella tra mafia, neofascisti e P2
editore: Rizzoli
pagine: 275
Domenica 6 gennaio 1980
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Rita Borsellino. La sfida siciliana
editore: Editori Riuniti
pagine: 205
Rita Borsellino, con il consueto rigore, racconta ai due autori la sua storia personale: l'infanzia nel quartiere della Kalsa, la vita familiare, il trauma della perdita del fratello, l'antimafia come presupposto necessario per cambiare la Sicilia, e le ragioni della sua scelta di impegno sociale e "istituzionale". Una decisione che costituisce un forte elemento di rottura con un passato amministrativo segnato da mafia, clientele, sprechi, truffe, "talpe" e miseria morale.
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Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano
editore: Editori Riuniti
pagine: 162
Quella che i media ci hanno raccontato finora è la "favola" della mafia a una dimensione; la storia minimalista di Provenzano, il padrino di una Cosa nostra arcaica e pre-tecnologica che tra lupara e cicoria ha concluso la sua parabola lontano dagli scenari occulti e ufficiali del potere. I segnali cifrati che filtrano dalle cronache, a partire dalla sua cattura, ci dicono però che Provenzano è qualcosa di diverso, qualcosa di più: l'attore di un gioco grande, di una strategia eversiva che ha portato l'Italia per l'ennesima volta sull'orlo del "golpe", utilizzando Cosa nostra come un plotone di esecuzione, ma soprattutto come un formidabile alibi per scaricarle addosso le responsabilità politiche e giudiziarie della stagione delle stragi. Questo libro si interroga sul significato del termine "lotta alla mafia", riflette sulla convergenza di interessi tra "lupara proletaria" e "cervello borghese". Quella che offriamo è una lettura diversa, non sempre in linea con gli atteggiamenti ufficiali che formano il comune sentire sull'argomento, al punto che, forse, a lettori profani, potrà apparire addirittura provocatoria. Ma non c'è altro modo (se non quello, appunto, del ragionamento serrato, della logica spinta alle estreme conseguenze), per stimolare coscienze addormentate, attraverso un'analisi laica, scrollata dei luoghi comuni che sono frutto di chiavi interpretative ormai vecchie.
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