Libri di U. Cardinale
Processo al liceo classico. Resoconto di un'azione teatrale. Torino, Teatro Carignano, 14 novembtre 2014
editore: Il mulino
pagine: 167
C'è chi sostiene che il liceo classico debba essere abolito perché obsoleto, inutile o perfino dannoso e chi sostiene, invece, che sia l'unica scuola in grado di sviluppare la capacità di analisi e fornire quindi gli strumenti per affrontare con successo le complessità del presente. Chi ha ragione? Per cercare una risposta equilibrata, fondata sulle argomentazioni talvolta provocatorie, ma sempre stimolanti dei detrattori e su quelle, mai dogmatiche, dei sostenitori, la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo ha organizzato un "processo al liceo classico". Ne sono stati protagonisti, assieme a un Pubblico ministero e a un Avvocato difensore d'eccezione (l'economista Andrea Ichino e lo scrittore, semiologo e filosofo Umberto Eco), alcuni testimoni altrettanto d'eccezione (matematici, scienziati, filosofi e scrittori), una vera e propria Corte, e tanti licei classici. Tante voci, tante diverse opinioni, tante valide ragioni hanno potuto esprimersi e alla fine la Corte ha emesso la sentenza: iL liceo classico è assolto dalle accuse ma, se vuole superare la crisi delle iscrizioni, dovrà aprirsi alle innovazioni, abbandonare certe rigidità d'impostazione e affiancare allo studio dei classici altre materie, indispensabili per affrontare la società del futuro.
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Disegnare il futuro con intelligenza antica. L'insegnamento del latino e del greco antico in Italia e nel mondo
editore: Il mulino
pagine: 535
Gli studi classici sono stati spesso oggetto di posizioni contrastanti, oscillanti tra il rifiuto di una tradizione ritenuta obsoleta e reazionaria e l'apprezzamento del loro valore come strumenti per lo sviluppo cognitivo e per l'arricchimento formativo. Se nel panorama europeo odierno il liceo classico italiano sembra essere un'eccezione, è altrettanto vero che in tutti i paesi del mondo, dall'America all'Estremo Oriente, le scuole più apprezzate propongono, anche se per pochi, lo studio delle lingue classiche. A dimostrazione che il patrimonio linguistico e culturale della civiltà greco-latina esercita ancora un suo fascino indiscutibile e continua a presentare un'irrinunciabile valenza formativa. Il libro si propone di ricostruire e confrontare le diverse esperienze di insegnamento delle lingue classiche nei paesi europei, in Cina e in America, per offrire spunti e idee didattiche nuove ai docenti di tali discipline, con la consapevolezza comunque che, nella deriva del mondo moderno, è ancora necessaria una guida antica per superare la falsa percezione di un'antitesi tra umanesimo e tecnica. In questo senso il libro, che contiene un'ampia sezione di proposte didattiche innovative, si conclude con una sezione filosofica che riconosce la rilevanza del classico anche nella storia della scienza, smentendo la presunta contrapposizione tra le "due culture".
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Si può salvare la scuola italiana?
editore: Il mulino
pagine: 214
Un paese che vuole crescere deve scommettere sulle proprie risorse più feconde, e fra queste la scuola e i giovani giocano un ruolo fondamentale. Cosa si è fatto in questi anni, e cosa ancora si può e si deve fare, per far sì che la scuola italiana compia un passo in avanti e diventi a pieno titolo il luogo di formazione degli italiani del futuro? In un'ottica propositiva, ma anche lucidamente critica, questo volume analizza il nostro sistema scolastico, evidenziandone punti di forza e punti deboli e invitando chi si occupa di scuola a trovare le soluzioni più adatte a valorizzare i primi e rafforzare i secondi. Il libro si sviluppa in due parti. La prima parte riprende un dibattito svoltosi di recente a Torino, cui hanno preso parte personalità di varia provenienza culturale: il ministro Francesco Profumo nel suo primo intervento pubblico, Luciano Canfora, Alessandro Rosina, Giusi Marchetta, Sandro Graffi, Andrea Ichino, Chiara Saraceno, Raffaele Simone. Tutti prendono in esame, ciascuno dalla propria angolazione, limiti e prospettive di un'istituzione che dovremo essere capaci di salvaguardare e rinnovare. La seconda parte affronta le principali antinomie che caratterizzano il dibattito sulla scuola - liberalizzazione/centralismo, scuola pubblica/scuola privata - e i temi cruciali dell'orientamento degli studenti e dell'ingresso delle nuove tecnologie, col contributo di esperti quali Sergio Bettini, Silvano Tagliagambe e Giorgio Rembado.
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A scuola d'italiano a 150 anni dall'Unità. Più lingua più letteratura più lessico: tre obiettivi per l'italiano d'oggi nella scuola secondaria superiore
editore: Il Mulino
pagine: 505
Nei centocinquant'anni dall'unità, l'italiano è riuscito a diventare la lingua del Paese, realizzandosi, per questo profilo, l'auspicio di Massimo d'Azeglio. Ma oggi molte e nuove insidie ne minacciano il futuro. Senza una scuola capace di chiari obiettivi formativi si rischia il naufragio della nostra lingua e di una ben più antica tradizione letteraria. E l'allarme sulla povertà linguistica dei nostri giovani non può essere ignorato, se non ci si vuole arrendere al declino irreversibile della nostra identità. La scuola oggi ha quindi una responsabilità onerosa, ma anche affascinante: trovare un curricolo di studio dell'italiano più adeguato alle generazioni attuali. Quali sono i luoghi formativi indispensabili? Lessico, lingua, letteratura. Arricchire il lessico, possedere la grammatica, sapendo anche riflettere sui vincoli e sulle scelte che essa offre ai parlanti, saper scrivere, coltivare il senso estetico e il mondo dei valori attraverso i classici vecchi e nuovi della letteratura. Obiettivi importanti, e connessi interrogativi, per gli insegnanti di italiano e per coloro cui sta a cuore il mondo dell'educazione. Ai quali offre articolate risposte questo libro a più voci, che vede il contributo dei maggiori specialisti della materia.
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Nuove chiavi per insegnare il classico
editore: UTET Università
pagine: 28
Perché un nuovo libro per lo studio dell'antico? L'idea vincente è quella di associare teoria e didattica: due sezioni che pre
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