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Libri di U. Levra

Cavour, l'Italia e l'Europa

editore: Il Mulino

pagine: 268

Privo del fascino di un Mazzini o di un Garibaldi,e meno amato di loro, Cavour è stato però il vero artefice del processo che ha condotto all'unità d'Italia. Quello che gli stava a cuore era soprattutto, più che l'unificazione, la modernizzazione politica ed economica del paese: il che voleva dire, per lui, l'instaurazione di uno stato liberale, di un'economia di mercato sul modello inglese, di relazioni con la chiesa fondate sulla reciproca autonomia. L'unità d'Italia fu così resa possibile da una politica lungimirante che guardava al di là dei confini, senza indulgere a sogni rivoluzionari o a sterili avventure. Questo volume al quale hanno collaborato alcuni dei maggiori studiosi italiani dell'Otto-Novecento (A. Viarengo, S. Montaldo, M. L. Salvadori, L. Cafagna, F. Traniello, U. Levra, G. Galasso, E. Di Nolfo) delinea i complessi rapporti tra il programma cavouriano e la sua realizzazione, avviando una riflessione sul processo di unificazione del paese e sull'eredità di Cavour.
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L'opera politica di Costantino Nigra

editore: Il Mulino

pagine: 205

Il volume getta luce sull'opera politica di Costantino Nigra, e insieme apporta un prezioso contributo allo studio della politica estera italiana delle ultime quattro decadi dell'Ottocento. Fedele segretario e corrispondente di Cavour, brillante ambasciatore del neonato regno d'Italia, studioso di letterature e tradizioni popolari, raccoglitore e interprete di testi, la figura di Costantino Nigra è rimasta a lungo avvolta da un alone di leggenda, alimentato dal carattere segreto della sua missione parigina negli anni Cinquanta e dall'uso spregiudicato di una diplomazia parallela a quella ufficiale, tra Cavour e l'imperatore Napoleone III. Come, quando e perché negli ultimi centocinquant'anni leggenda e storia si frammischiarono nella figura di Nigra è uno dei quesiti cui il volume cerca di rispondere. Egli fu ai suoi esordi uno sconosciuto per il gran pubblico, e nulla di più, per gli addetti ai lavori, di "quel segretario Nigra" - come lo chiamava senza simpatia Vittorio Emanuele -, fino a diventare nel corso del Novecento un personaggio da feuilleton: bello, abile, romantico seduttore, diviso in una sua presunta avventurosa storia d'amore fra l'imperatrice Eugenia e la contessa di Castiglione. A prescindere dal mito popolare, che lo dipinge talvolta in chiave rosa, talaltra in chiave nera - machiavellico, cinico intrigante -, questo volume, corredato da ampio apparato iconografico, si propone di restituirlo alla storia analizzandone l'opera politica.
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Torino fra liberalismo e fascismo

editore: Franco Angeli

pagine: 624

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