Libri di V. Sgarbi
Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso
editore: Silvana
pagine: 384
Il volume ripercorre le vicende artistiche del primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne dal duca Erco
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Il tesoro d'Italia
editore: Silvana
pagine: 576
Il catalogo, edito in occasione della mostra ideata da Vittorio Sgarbi al Padiglione Eataly di Expo 2015, costituisce uno strumento per apprezzare la ricchezza del patrimonio artistico dell'Italia, un vero tesoro costruito sulla varietà. Il volume offre così, del nostro paese, un ritratto comparativo del fare arte nelle sue diverse regioni, nei suoi più riposti distretti e nei più disparati tempi, documentando dal Piemonte alla Sicilia la varietà genetica di alcuni grandi capolavori. Per ogni regione sono selezionate poche opere non necessariamente famose ma di grande significato, accompagnate da un'accurata scheda descrittiva che la inquadra nel discorso.
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La scultura al tempo di Mantegna tra classicismo e naturalismo. Catalogo della mostra (Mantova, 16 settembre 2006-14 gennaio 2007)
editore: Mondadori Electa
pagine: 199
Mantegna attribuiva alla scultura una centralità e un ruolo esemplare che avrebbero inciso profondamente sia nell'ambiente pad
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Nunziante. Opere 1975-2007
editore: Mondadori Electa
pagine: 191
È una pittura solo apparentemente di oggetti quella che Antonio Nunziante realizza con grande abilità. Quadri di oggetti antichi riprodotti con tecnica antica, non esattamente come quella delle nature morte seicentesche o settecentesche (sono cambiati i colori e i materiali), ma in una variante aggiornata quasi corrispondente. Il volume - che testimonia lo stile di Antonio Nunziante, tra recupero intellettuale della classicità, rappresentazione simbolica, sogno e mito - è il primo di una vera e propria collana che presenterà l'opera completa del maestro: dipinti a olio, acquerelli, incisioni, tempere e maioliche.
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Borghi. La giostra della vita. Catalogo della mostra (Reggio Emilia, 29 maggio-25 luglio 2010)
editore: Editoriale Giorgio Mondadori
pagine: 128
Dotato di grande sensibilità e rigore tecnico, Alfonso Borghi, in quarant'anni ininterrotti di attività, è approdato ad una sintesi pittorica di indiscutibile fascino. Passando dal figurativo morandiano dei primi anni a un surrealismo lacerante degli anni Ottanta, quindi a un astrattismo di impronta futurista del decennio successivo, l'artista emiliano - nato a Campegine di Reggio Emilia nel 1944 - è arrivato oggi a una sintesi in cui un uso sontuoso della materia si associa ad un senso del colore di estrema efficacia. Una sessantina di opere - tra cui alcune sculture - si alternano, con un ritmo incalzante e coinvolgente, a magnifiche immagini del Palazzo che ha ospitato la mostra. La pittura di Borghi, fatta di rossi vermigli, gialli cromo, azzurri oltremare, trascende il reale quasi a voler rappresentare quella "Giostra della vita" che ha dato il titolo alla mostra e al catalogo.
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Il topo di campagna e il topo di città da Esopo
di Stefano Bordiglioni
editore: EL
pagine: 28
Un giorno un topo di città andò a trovare un suo amico in campagna. Questi era un topino cordiale, dai modi semplici. Per dare il benvenuto a quell'amico che veniva dalla città, organizzò per lui un banchetto con chicchi di grano, patate e po' di lardo. Era quanto di meglio potesse offrirgli. Età di lettura: da 4 anni.
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Tintoretto
editore: Skira
pagine: 300
"Tintoretto fu il pittore più chiacchierato del suo tempo. La sua maniera sperimentale di dipingere, la sua prestezza e prolificità, il suo carattere aggressivo e competitivo suscitarono fra i contemporanei reazioni vivaci, la cui eco è giunta fino a noi, grazie alle loro lettere, ai trattati e alle biografie scritte su di lui. Pietro Aretino arrivò a rimproverargli la sua 'tristizia e pazzia'. Ma questo maestro 'arrischiato' e spericolato, questo genio ghiribizzoso e anticonformista, 'il più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura', fu anche un uomo straordinariamente reticente. Al fiorentino Raffaello Borghini che lo interrogò intorno al 1582, in vista della stesura della sua vita nel Riposo, tacque più di quanto svelò, e ciò che disse non era forse neppure vero. Però resta fondamentale, per capire come lui vedeva se stesso e come voleva essere ricordato. E cioè come un pittore dedito unicamente alla sua professione, che da solo, con lo studio accanito e la forza della volontà, si era conquistato la gloria. Quanti lo avevano conosciuto vollero però ricordarlo anche come un uomo libero - capace di rifiutare l'onorificenza di cavaliere dal re di Francia Enrico III, pur di non doversi inginocchiare davanti a lui, e di negare la figlia alle corti dei principi per il piacere di tenerla con sé." (Melania G. Mazzucco)
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San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra Quattrocento e Seicento
editore: Skira
pagine: 168
Un catalogo che esprime la fortuna di un'iconografia, di una figura apollinea e, allo stesso tempo, eclettica, come quella di San Sebastiano, che testimonia un tempo remoto che oggi qui si ritrova, nella singolarità della sua nuda bellezza, punto di congiunzione tra la civiltà pagana e quella cristiana. Pochi santi quanto San Sebastiano hanno attirato l'attenzione dei grandi artisti, dal Rinascimento al Barocco, riconoscendovi la figura di un nuovo Apollo; il dio della bellezza è diventato infatti il martire che le frecce colpiscono ma non scalfiscono. Nel giovane soldato, convertitosi al cristianesimo, tale rimane la bellezza, la fede, l'integrità fisica e morale come, con tratti di grande raffinatezza, dipingono maestri quali Raffaello, Tiziano, Paris Bordone, Guercino, Guido Reni, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Mattia Preti. Pubblicato in collaborazione con la Fondazione Cosso, il volume propone un percorso di grande rilievo storico-artistico, ideato e curato da Vittorio Sgarbi, con straordinari capolavori tra Quattrocento e Seicento provenienti da importanti musei e prestigiose collezioni. Introdotto dai saggi di Vittorio Sgarbi (Il dolce martirio di San Sebastiano tra tormento ed estasi) e Antonio D'Amico (Sebastiano: martire e Apollo. Indagini iconografiche tra storia e arte), il volume comprende il catalogo delle opere e la bibliografia.
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La Maddalena tra peccato e penitenza
editore: Silvana
pagine: 152
Il volume propone un'ampia selezione di opere, dal Trecento ai primi anni dell'Ottocento, dedicate al tema della Maddalena, la figura femminile più rappresentata nella storia dell'arte dopo la madre di Gesù. "Maddalena", ricorda Sgarbi, co-curatore del libro, "è una donna che non si è distinta per la sua vita castigata, per la preghiera e per le azioni condotte in ordine ai principi cristiani. Esattamente l'opposto. È una donna vissuta nel peccato, anche se è guardata da Cristo come una presenza vicina. Infatti, il loro è un rapporto affettivo e intenso, in cui Gesù rispetta anche la vita peccaminosa della donna. Il suo peccato non è respinto o guardato con riprovazione, ma è una condizione umana, nella natura della donna, che Cristo comprende, ammette e legittima". Sono proprio questi gli elementi esaltanti nell'iconografia che la riguardano, ripresa con variazioni significative da numerosi artisti qui presentati, tra cui Simone Martini, Carlo Crivelli, Domenico Tintoretto, Louis Finson, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci, Mattia Preti, Antonio Cavallucci, Antonio Canova, solo per citarne alcuni.
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Achille Funi. Un maestro del Novecento tra storia e mito
editore: Silvana
pagine: 328
Virgilio Socrate Achille Funi (Ferrara, 1890 - Appiano Gentile, 1972) ha attraversato da protagonista i principali movimenti c
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Pro Biennale 2019. Presentata da Vittorio Sgarbi
editore: Cairo Publishing
pagine: 331
Anche questa nuova edizione della Pro Biennale, nel contesto della 58° Esposizione Internazionale d'Arte, sarà presentata dal
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Spoleto arte 2019
editore: Editoriale Giorgio Mondadori
pagine: 485
"Da molti anni organizzo la mostra Spoleto Arte a cura dell'amico Vittorio Sgarbi, nel contesto del noto Festival di Spoleto,
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