Comunicazione
Islam e cinema
editore: Centro Ambrosiano
pagine: 240
Il volume è il terzo dei tre previsti - il primo dedicato al Buddismo e il secondo all'Ebraismo, già pubblicati - che propongono una nuova interpretazione delle immagini e del cinema in rapporto alle grandi religioni, nella convinzione che "la spiritualità alimenta la cultura e le culture fanno respirare il cinema".
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Totally wired. "Post-punk". Dietro le quinte
di Simon Reynolds
editore: I Libri di Isbn/Guidemoizzi
pagine: 485
"Il modo migliore di pensare al post-punk non è nei termini di un genere ma in quelli di uno spazio di possibilità dal quale è emerso uno spettro di nuovi generi: dark, industrial, synthpop, mutant disco, eccetera" afferma Simon Reynolds nell'intervista a se stesso che chiude doverosamente questo volume. L'autore di "Post-punk" riapre gli archivi di quel monumentale racconto di una delle epoche più avventurose della musica rock, tra il 1978 e il 1984, selezionando le trentadue interviste che hanno rappresentato il cuore del suo lavoro.
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L'ultimo Beethoven. Musica, pensiero, immaginazione
di Maynard Solomon
editore: Carocci
pagine: 364
Quali sono le fonti letterarie e filosofiche della Nona sinfonia? Quali letture accompagnarono gli ultimi quindici anni di vita di Beethoven? In sostanza: quale fu il clima culturale ed emotivo in cui visse e lavorò il grande compositore tedesco nell'ultima fase della sua esistenza? Servendosi prevalentemente dell'epistolario, dei diari e dei quaderni di conversazione, Maynard Solomon ricostruisce uno dei periodi più intensi ed enigmatici della produzione beethoveniana, quello, per intenderci, delle Variazioni Diabelli e delle ultime cinque sonate per pianoforte, degli ultimi sei quartetti, delle ultime tre sinfonie e della Missa solemnis. Si profila così un mondo interiore in cui si mescolano filosofia ed esoterismo, mitologia pagana e massoneria, estetica classica e religioni orientali... L'ultimo Beethoven rappresenta un contributo sostanziale alla conoscenza di quello straordinario "sviluppo spirituale" che rese possibili alcune fra le opere immortali del grande musicista tedesco.
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La comunicazione
Maestri e paradigmi
di Ricciardi Mario
editore: Laterza
Il manuale affronta la comunicazione non da un punto di vista disciplinare, ma come crocevia di saperi che in tempi diversi ne
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Culture partecipative e competenze digitali
Media education per il XXI secolo
di Jenkins Henry
editore: Guerini e associati
pagine: 191
La maggior parte dei ragazzi che usa Internet fa esperienza attiva delle culture partecipative: scrive e condivide post sui bl
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La mia storia
di Marilyn Monroe
editore: Donzelli
pagine: 221
All'inizio del 1954 Charles Feldman, agente di Marilyn Monroe, contatta Ben Hecht, uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood, per incaricarlo di scrivere "la prima autobiografia di Marilyn". Per un paio di mesi l'attrice e il suo ghostwriter si incontrano. E quella che doveva essere soltanto un'operazione commerciale per la diva in ascesa si trasforma in una lunga confessione senza filtri: l'infanzia negata, le prime esperienze sessuali, la contraddittoria consapevolezza della propria bellezza, l'ingresso a Hollywood, il matrimonio con Joe Di Maggio e il tour in Corea in visita alle truppe americane. Pubblicata solo nel 1974, dodici anni dopo la tragica scomparsa, "My Story" tesse una sorta di controcanto alla cornice aneddotica del mito che da sempre ha circondato Marilyn: la bambina ferita, l'adolescente abusata, la ragazza sfruttata, la donna depressa. In realtà lo sguardo della piccola Norma Jean, che Marilyn cerca per tutta la vita di coprire, non è diverso da quello dell'attrice che tenta disperatamente di sfondare a Hollywood. C'è la stessa levità dei sogni a occhi aperti di Norma nel modo in cui Marilyn descrive il mondo luccicante del cinema, non meno cinico di quello che aveva conosciuto da bambina, ma verso il quale nutre comunque una benevola comprensione. In fondo consapevole che dietro il volto patinato di Hollywood si nasconde una tragica fragilità, la stessa che c'è in lei, dietro la bellezza accecante che l'ha resa famosa. Prefazione di Joshua Greene.
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Il trascendente nel cinema. Ozu, Bresson, Dreyer
di Paul Schrader
editore: Donzelli
pagine: 176
Se lo stile trascendentale rappresenta un elemento di universalità all'interno delle molteplici possibilità di espressione che prendono corpo nella forma cinematografica, esso, insiste Schrader, può essere per così dire "isolato", estratto dalle sue manifestazioni particolari, analizzato e definito ad opera del critico. Lo stile trascendentale si sforza di raggiungere l'ineffabile e l'invisibile, ma non è esso stesso tale, in quanto lo svolgimento della rappresentazione della trascendenza si svolge entro dinamiche temporali determinate. Così, nel volume di Schrader le differenze tra i film di Ozu, Bresson e Dreyer sono culturali e personali, mentre le loro similarità sono stilistiche, e rappresentano una riflessione sul trascendente nel cinema.
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Cahiers du cinéma. La politica degli autori. Vol. 1: Le interviste.
Le interviste
editore: Minimum fax
pagine: 330
La "politica degli autori" è la straordinaria, provocatoria teoria critica che negli anni Cinquanta e Sessanta rivoluzionò il
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Introduzione al linguaggio del film. Con DVD
editore: Carocci
pagine: 147
Il volume si propone quale punto d'inizio per lo studio del cinema e prende in esame tutte le componenti del linguaggio cinema
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La deontologia del giornalista
editore: Centro Doc. Giornalistica
pagine: 207
Questo volume è dedicato a chi vede nel giornalismo un insostituibile strumento per la crescita della società
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La TV che non c'è
Come e perché riformare la Rai
di Squizzato Gilberto
editore: Minimum fax
pagine: 239
Se fossimo in un paese normale o almeno seminormale, i dirigenti della Rai dopo aver letto queste pagine dovrebbero alzare il
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