Narrativa contemporanea
Esercizi di sopravvivenza
editore: Guanda
pagine: 138
Lo sa che cosa l'aspetta, se viene arrestato dalla Gestapo? È la domanda secca, diretta, che il ventenne Jorge Semprún, nel 19
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Il fuoco di Jeanne
editore: Guanda
pagine: 185
Nata a Domremy o a Parigi? Morta sul rogo nel 1431 o nel suo letto nel 1450? Pastora o principessa, santa o indemoniata? La vi
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Un bambina e basta
editore: E/O
Questo è la storia di una bambina ebrea e del suo rapporto con la madre
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La bella di Buenos Aires
editore: Feltrinelli
pagine: 156
Una ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l'Emmanuelle argentina, fugge in Spagna inseguita dai militari
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Viva la vida!
editore: Feltrinelli
pagine: 77
Si tratta di un monologo che mette in scena l'appassionata esistenza di Frida Kahlo "detta" dalla protagonista dal vertice est
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Note a margine di una sconfitta
editore: Feltrinelli
pagine: 389
Le tribolate vicende di questo romanzo, ambientato tra il Pakistan e l'Afghanistan invaso dagli americani dopo l'11 settembre,
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Il talento
editore: Feltrinelli
pagine: 283
Fin dall'infanzia, il protagonista di questo romanzo rivela un'estrosa inventiva nella ricerca della felicità: e se alle volte
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Il torto del soldato
editore: Feltrinelli
pagine: 88
Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire
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Il re cervo
di Carlo Gozzi
editore: Marsilio
pagine: 325
Nel 2006, in occasione delle celebrazioni del secondo centenario della morte di Carlo Gozzi (1720-1806), la Biblioteca Naziona
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Il pugile polacco
di Eduardo Halfon
editore: Rubbettino
pagine: 121
Nel libro "L'angelo letterario", durante l'incontro con lo scrittore Andrés Trapiello, a Madrid, Eduardo Halfon accenna a un misterioso pugile polacco. "Il tuo cognome, Eduardo, da dove viene? Libano, risposi. Mio nonno era un ebreo libanese identico ad Alfred Hitchcock. E il tuo nonno materno? Polacco. Anche lui ebreo? Sì, anche lui ebreo e gli parlai un po' di Lodz, di Sachsenhausen, di Auschwitz, del pugile. Guarda, amico, esclamò alzandosi per rispondere al telefono, tutto questo o lo scrivi tu o lo scrivo io. Spero che lo scriva lui". Da allora, e attraverso altri personaggi, come un filo ininterrotto si susseguono e si intrecciano altre storie. Quella di un poeta indigeno immerso in un mondo avulso; quella di un accademico nordamericano esperto di Mark Twain; quella di una hippie israeliana in viaggio per il Centroamerica; quella segreta, unta di jazz, di un pianista serbo; quella di un ragazzo imprigionato in una realtà che non lo comprende; quella di un regno sottomarino ormai privo di vita; quella di una madre che cerca di sopravvivere al suo dolore. Da tutte queste storie quella del pugile polacco inizia a germinare, a imporsi, a chiedere di essere scritta da un nipote che a sua volta vorrebbe non scriverla. E che però sa che dovrà farlo. "Voi ebrei, mi disse Andrés sedendosi, nascete con un romanzo già scritto sotto il braccio."
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