Politica e attualità
Artigianato e politiche industriali. Secondo rapporto sull'artigianato in Italia
editore: Il mulino
pagine: 288
Con questo secondo rapporto sull'artigianato, Artigiancassa fa il punto sulla situazione, le tendenze ed i fenomeni che caratterizzano il settore delle imprese artigiane in Italia. I temi centrali del volume riguardano gli effetti delle politiche di sostegno attivate in Italia, e gli orientamenti delle imprese artigiane per quanto concerne gli investimenti, l'innovazione e la ricerca. Il quadro delineato dall'Osservatorio Artigiancassa descrive la situazione delle imprese artigiane sia a livello nazionale, sia a livello locale, esaminando le realtà di ciascuna regione italiana e delle due province autonome, con riferimento ad una batteria piuttosto vasta di indicatori; tra questi, l'andamento del fatturato delle imprese artigiane, l'analisi dei fattori che ne penalizzano lo sviluppo nei vari territori, la capacità di fare innovazione dimostrata dagli artigiani, gli strumenti di agevolazione locali, nazionali ed europei utilizzati, gli investimenti e gli effetti ottenuti dalle agevolazioni pubbliche destinate e pensate per il mondo dell'artigianato. A completamento dell'analisi generale sul settore, vengono presentati una indagine specifica sugli effetti prodotti sulle imprese artigiane agevolate con il primo bando della L. 488/92 Artigiani e tre saggi monografici su "artigianato e credito in Italia", "politiche industriali, ricerca e innovazione e imprese artigiane", e "mercato del lavoro e imprese artigiane".
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 192
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione. Questo numero presenta, tra gli altri, gli articoli di: Giorgia Rebuffa, Piero Cipollone e Ignazio Visco, Bernardo Giorgio Mattarella, Stefano Nespor, Mario Dal Col.
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 180
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione. Questo numero presenta, tra gli altri, gli articoli di: Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Tommaso Padoa-Schioppa, Sergio Fabbrini, Cristiano Antonelli, Paolo Legrenzi, Giuliano Segre, Alessandro Pescarolo, Luigi Manconi.
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 186
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione. Questo numero presenta, tra gli altri, gli articoli di: Roberto Mania, Pierangelo Giovanetti, Donato Bendicenti, Mattia Mani, Francesco C. Billari, Gian Enrico Rusconi.
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Il Mulino
editore: Il mulino
pagine: 200
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione. Questo numero presenta, tra gli altri, gli articoli di: Gianfranco Baldini, Giuseppe Berta, Paola De Vivo, Paolo Segatti.
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Territorialità e delocalizzazione nel governo locale
editore: Il mulino
pagine: 806
La ricerca qui presentata si propone di mettere a fuoco le evidenti tensioni in atto tra i processi istituzionali di decentramento amministrativo, fortemente incentrati sugli enti territoriali, e le dinamiche di allentamento o di vera e propria "cedevolezza" del rapporto con il territorio dalle quali sono interessati, con diversa intensità, i sistemi e i governi locali. Si tratta di realtà riscontrabili, in vario modo, nella maggior parte dei paesi europei ma certo peculiari nel caso italiano perché la perdita di aderenza rispetto alla dimensione territoriale di una parte delle attività delle imprese private e delle politiche pubbliche e le crescenti manifestazioni di analoghe tendenze nell'ambito della pubblica amministrazione (emblematici esempi, fenomeni come l'e-government, o il federalismo competitivo) avvengono nello stesso tempo in cui le riforme amministrative (leggi Bassanini, decreto 112/1998) e costituzionali (riforma del Titolo V della Costituzione) rilanciano fortemente regioni, province e comuni, vale a dire soggetti che nella "territorialità" trovano il loro elemento identificante e costitutivo.
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Tutti gli scritti
di Mario Albertini
editore: Il mulino
pagine: 845
Mario Albertini ha dedicato la sua vita di studioso e di militante al federalismo, dando un contributo innovativo alla teoria e alla prassi politica. Calando nella realtà della battaglia per la Federazione europea le categorie della politica sulle quali si è concentrato il suo lavoro teorico, ha offerto la chiave di lettura che consente di comprendere il senso profondo della fase storica che stava vivendo. Questo volume comprende gli scritti relativi agli anni 1962-1964, anni di crisi e di serrato confronto per il Mfe sovranazionale dopo il fallimento del Congresso del popolo europeo. Albertini riteneva che per i federalisti sarebbe iniziata una lunga marcia nel deserto e che il loro compito dovesse essere quello di favorire la nascita di un'opinione pubblica europea attraverso il Censimento volontario del popolo federale europeo. In questo clima nacque la corrente di Autonomia federalista. Proseguivano intanto le riflessioni di Albertini sulla natura del federalismo, a cui diede forma definitiva, e sul corso della storia, attraverso l'elaborazione di una teoria capace di conciliare libertà e necessità nell'agire umano.
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Per far funzionare il Parlamento. Quarantaquattro modeste proposte
editore: Il mulino
pagine: 211
Nessun paese democratico può fare a meno di un Parlamento efficiente (per approvare buone leggi, per controllare il Governo e l'amministrazione), quale che sia la sua forma di governo. Ma il Parlamento italiano funziona male. Molto si discute della sua riforma, poco finora si è riusciti a fare. Un gruppo di esperti di Astrid ha ragionato per alcuni mesi su una serie di piccole riforme, capaci di farlo funzionare meglio: ne sono uscite quarantaquattro proposte, concrete e facilmente realizzabili. Questo nuovo "Quaderno di Astrid" le illustra, unitamente a una proposta elaborata su incarico del Cnel per trovare una soluzione al grande ingorgo della legge finanziaria.
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Il peso della armi leggere. Analisi scientifica della realtà italiana
editore: Emi
pagine: 160
Per la loro rilevanza sociale e politica e per il fatto che l'Italia è tra i primi dieci esportatori mondiali di piccole armi, esse meritano un'attenzione particolare, uno sguardo approfondito sulle tecniche di produzione, sul mercato "legale" - che concerne sia il comparto sportivo che quello militare e della sicurezza personale - e anche sull'ampia circolazione "illegale" delle armi leggere. Le armi leggere (small arms and light weapons¸ SALW nella definizione adottata dagli organismi internazionali) sono da anni al centro del dibattito politico e della riflessione etica: prima bersaglio del movimento contro la caccia, poi indicate come strumenti devastanti nelle mani di miliziani e ribelli che si sono macchiati di genocidi e crimini contro l'umanità, infine tra le cause che nelle periferie e nelle metropoli di tutto il mondo portano a registrare 1000 morti al giorno per armi da fuoco. Noto soprattutto per i suoi fucili da caccia e da tiro sportivo, il distretto armiero bresciano-gardonese non è solo la principale area produttiva delle small arms made in Italy, ma anche uno dei più competitivi centri industriali d'Europa per la produzione di armi leggere militari, adottate dalle forze armate e dell'ordine italiane e anche scelte per la loro affidabilità dagli eserciti di mezzo mondo, a cominciare da quello statunitense, che ha optato per la pistola Beretta sin dal 1985.
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Sotto Berlusconi. Diario di un'americana a Roma 2001-2006
di Alice Oxman
editore: Editori Riuniti
pagine: 327
"Il diario di Alice Oxman comincia in un turbinio di pettegolezzi che si mischiano con le manovre politiche. Ti viene in mente St. Simon alla corte del Re Sole. La differenza è questo luccicante Re Sole italiano, il primo ministro di queste pagine, Silvio Berlusconi, ha tutta l'aria di essere vicino al tramonto. Una delle domande di questo libro è sempre la stessa di tanti, non solo in Italia: alla fine andrà o non andrà in prigione? In questo diario le voci non si spengono. Cantante sui transatlantici, trafficone ai bordi del successo, poi all'improvviso, proprietario di un bel po' di editoria italiana e di televisioni. Oxman coglie questa storia italiana con il suo occhio americano attento a certi particolari che gli altri trascurano, e certo le è servito lo stare vicino a uno scrittore e politico come Furio Colombo, suo marito, quando era direttore dell'Unità. C'è un punto di vista tagliente, in questa narrazione di un piccolo Cesare brillante e fatuo". (Gore Vidal)
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Olof Palme. Vita e assassinio di un socialista europeo
di Aldo Garzia
editore: Editori Riuniti
pagine: 223
Il 28 febbraio 1986 il premier Olof Palme venne ucciso a colpi di pistola nel centro di Stoccolma. La sua vita si spezzò a soli cinquantanove anni. La regia e il killer dell'omicidio sono tuttora avvolti dal mistero. Ma di Palme si continua a discutere perché le sue idee hanno segnato la storia contemporanea della sinistra europea. Sensibile alle cause del Terzo mondo, fortemente critico del comunismo di Mosca e dell'imperialismo di Washington, fautore del "neutralismo attivo" capace di farsi ascoltare a Est e a Ovest come a Nord e a Sud, in prima fila nella lotta per il disarmo, tra i primi a considerare la liberazione della donna e le compatibilità ambientali come priorità di una sinistra moderna, Olof Palme è stato tra gli innovatori della socialdemocrazia del secondo dopoguerra. Ha cercato anche il dialogo con i comunisti italiani, in particolare con Enrico Berlinguer, che vedeva allontanarsi positivamente dall'Unione Sovietica. Questa biografia - che ne ricostruisce la vita e la misteriosa morte - è la prima del leader svedese a essere pubblicata in Italia.
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