Storia
Credito e società romana nell'età moderna
di Francesco Calcaterra
editore: Armando editore
La storia romana ha finalmente le pagine dedicate a un suo aspetto poco indagato: quello finanziario
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The transition in Europe between XVII and XVIII centuries. Perspectives and case studies
editore: Franco Angeli
pagine: 398
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Tra Venezia e l'Impero. Dissenso e conflitto politico a Brescia nell'età di Carlo V
di Enrico Valseriati
editore: Franco Angeli
pagine: 192
Nel 1547 Ferrante Gonzaga, in qualità di governatore di Milano, proponeva a Carlo V uno spregiudicato progetto politico, volto a ricostituire la "grande Lombardia" degli Sforza. Suo intento era occupare militarmente città e territori collocati in aree strategiche e poste ai confini del Ducato milanese. Nel mirino rientravano le tre città lombarde della Repubblica di Venezia: Crema, Bergamo e Brescia. Nonostante il rifiuto dell'imperatore, concentrato nell'impresa di Piacenza, a Brescia un giurista di nome Cornelio Bonini tentò una congiura anti-veneziana, finalizzata a consegnare la città a Carlo V e destinata a un inevitabile fallimento, a discapito dell'appoggio di personaggi di rilievo a livello internazionale. Il libro, diviso in tre parti, si propone di fare luce sugli eventi che anticiparono la sedizione di Bonini e di mostrare come questo evento abbia rappresentato l'apice - e al contempo la fine - delle velleità politiche del partito filo-imperiale bresciano. Grazie all'incrocio di fonti giudiziarie e narrative, Brescia perde la sua immagine di città "fedelissima" alla Dominante, mostrando la forte vitalità della fazione antimarciana, attiva durante tutta la prima metà del Cinquecento per riconquistare un primato politico perso inesorabilmente nel secolo precedente.
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Desiderio. Il progetto politico dell'ultimo re longobardo. Atti del 1° Convegno internazionale di studio (Brescia, 21-24 marzo 2013)
editore: Fondazione CISAM
pagine: 784
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La diva nicotina. Come il tabacco ha sedotto il mondo
di Iain Gately
editore: Donzelli
pagine: 300
Nel 1492, al suo sbarco sulle coste americane, Cristoforo Colombo venne accolto con offerte di pane, frutta e foglie secche. Colombo gettò le foglie in mare, ridendo del bizzarro dono, ma ben presto lui e i suoi uomini compresero il potere di quelle foglie, rimanendone affascinati. Pianta medicinale capace di produrre allucinazioni, inducendo stati di trance, il tabacco era al centro dei riti sciamanici e magici dei popoli americani. Quando arrivò nel nostro continente, riscosse un immediato successo: i francesi sottolineavano le sue proprietà benefiche, gli inglesi lo consideravano la panacea di tutti i mali, i tedeschi lo studiavano dal punto di vista scientifico e gli svizzeri lo testavano sui cani prima di dichiarare che poteva essere assunto dagli uomini. In Italia, il commercio del tabacco era inizialmente gestito dal clero. Ma insomma, si chiede l'autore, la diva nicotina chi è? È una musa ispiratrice, seducente e maliarda, o una strega affascinante, che rende schiavi i suoi amanti? Iain Gately ci presenta, attraverso i secoli, i più famosi sostenitori e avversari del tabacco. I fumatori, racconta l'autore, sono stati messi in prigione, torturati e perfino giustiziati per aver acceso le loro sigarette. La diva nicotina traccia lo sviluppo di questi due universi, mostrando la capacità del tabacco di mettere insieme uomini e donne di ogni provenienza ed estrazione sociale, uniti nella passione per il fumo, o nella sua condanna. Passando dagli sciamani agli artisti, da Casanova a Hitler e Einstein, il libro analizza i ruoli che il tabacco ha rivestito nella nostra cultura, in relazione ai rapporti tra i popoli, alla sessualità maschile e femminile, ma anche all'impatto economico che la seduzione del tabacco ha avuto nella storia. Ripercorrere l'ascesa del tabacco vuol dire anche, infatti, ricostruire la storia sociale, economica, politica e culturale del nostro mondo.
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Cronache ottomane di Renato La Valle
di Raniero La Valle
editore: Bordeaux
pagine: 220
Renato La Valle, padre di Raniero, giunge a Costantinopoli nel 1908, appena in tempo per raccontare ai lettori del Giornale d'Italia le trasformazioni in atto nell'Impero Ottomano: la caduta dell'ultimo vero Califfo rovesciato dai Giovani Turchi nel 1908 e l'agonia dello stesso Califfato, liquidato da Kemal Ataturk nel 1924. Attraverso le corrispondenze originali del padre, Raniero La Valle ricostruisce le strategie politico-economiche che fin dai tempi di Giolitti hanno contribuito alla costruzione di un "nemico" dell'Occidente: l'Islam. Ancora oggi l'idea dell'"arabo" come "nemico", complice il terrorismo globalizzato, è fortemente presente in diversi settori dell'opinione pubblica occidentale. Ma la maschera del conflitto di religione non tiene più: per fare una guerra non basta dire che la si combatte in nome di Dio o dei valori dell'Occidente perché, come ha detto papa Francesco, «il Dio della guerra non esiste».
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Mao. La storia sconosciuta
editore: Tea
pagine: 960
Questo saggio è ricco di rivelazioni che tra l'altro smontano il mito della Lunga Marcia, e mostra un Mao sconosciuto: complet
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Sorvegliare e premiare. L'Accademia d'Italia (1926-1944)
di Gabriele Turi
editore: Viella
pagine: 224
L'Accademia d'Italia, che assorbì nel 1939 l'Accademia dei Lincei, fu fondata nel 1926 dal fascismo e promosse gli studi umanistici, scientifici e tecnologici. Ma fu soprattutto uno strumento del regime: sotto il suo controllo e con il suo aiuto finanziario partecipò alla costruzione di un'identità nazionale, alla lotta antisemita e alla politica estera del governo. Retta da presidenti di grande prestigio - Marconi, D'Annunzio, Federzoni, Gentile -, annoverò fra i suoi membri-funzionari alcuni dei più noti intellettuali italiani, scelti con criteri prevalentemente politici: accanto all'unica donna Ada Negri, De Stefani, Fermi, Marinetti, Mascagni, Papini, Piacentini, Pirandello o Volpe. I numerosi premi conferiti furono usati spesso come un'arma di ricatto per ampliare il consenso. Giudicata dal primo antifascismo «corruttrice» degli intellettuali, l'Accademia si avvalse in realtà del loro sostegno spontaneo e consapevole. Una storia letta finora solo in ottica culturale e di fatto dimenticata viene qui ricostruita per la prima volta nella sua complessità e nella sua dimensione politica.
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Hitler vivo o morto
di Mario Bussoni
editore: Mattioli 1885
Era il dicembre 1977 quando, dopo un lungo lavoro di ricerca, l'autore pubblicava sul mensile Historia una corposa inchiesta sulle circostanze della morte di Hitler con l'obbiettivo di contestare la tesi consolidata del suicidio del Fuhrer mediante lo sparo in bocca e di dimostrare l'impossibilità fisico-psichica di quest'ultimo a togliersi la vita e, di conseguenza, l'inevitabile intervento della moglie Eva Braun. Questo nuovo volume nasce da ulteriori decenni di ricerche e raccolta di informazioni sulla sorte del dittatore tedesco e del suo cadavere: un mistero reso più fitto dall'inganno colossale, perpetrato per ordine del Cremlino ai danni dell'Occidente, che va sotto il nome di "Operazione Mito". Il resoconto serrato dei fatti va dagli ultimi drammatici giorni vissuti nel Bunker della Cancelleria fino all'ultima battaglia per la difesa di Berlino ed alla finis Germaniae e si affianca all'analisi di progetti irreali come l'Alpenfestung e di ipotesi come quella che persino i resti mortali di Hitler, presentati dai russi, siano semplicemente dei falsi. Inoltre viene analizzata la "pista argentina", per verificare quanto di vero ci sia nell'ipotesi di una fuga in Sudamerica del dittatore tedesco, sopravvissuto al rogo di una Berlino devastata.
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Il pane tra sacro e profano. Metafore dell'alimentazione nel mondo mediterraneo
di Alberto Jori
editore: Nuova ipsa
pagine: 269
L'opera si accosta con un approccio originalissimo di ermeneutica semantica all'alimentazione mediterranea, e in particolare a uno dei suoi cardini: il pane. L'autore esplora innanzitutto i significati che in vari contesti del mondo antico sono stati attribuiti al pane, allo scopo di individuarne non solo le differenze, ma anche gli eventuali punti di tangenza reciproci. In questo esperimento ermeneutico, condotto con l'ausilio dei più raffinati strumenti interpretativi, emerge, pur nel variare dei quadri culturali indagati, un valore simbolico unitario. Il pane si configura - sia all'interno di discorsi 'laici', come quelli svolti dai filosofi presocratici e dagli autori della Collezione Ippocratica - sia in discorsi ispirati invece da preoccupazioni eminentemente religiose e teologiche - come emblema e archetipo dell'unità, intesa quale feconda armonizzazione di una preesistente molteplicità conflittuale. Questa valenza simbolica costituisce a sua volta la spia di un dominante interesse di carattere politico. Su tale base, nella seconda parte dell'opera viene ricostruita la filosofia della cultura di uno dei pensatori più arditi e profondi della Grecia antica: si tratta dell'autore del trattato ippocratico "Sull'antica medicina". L'esame di questo trattato permette di riscoprire una proposta speculativa di sorprendente modernità, alla luce della quale la pratica gastronomica, vista come una forma di proto-medicina, si configura quale processo storico di autopoiesi dell'uomo. In tal modo, l'antico trattato può offrire stimoli preziosi anche alla riflessione attuale sui rapporti tra uomo e ambiente e tra uomo e alimentazione.
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Il monachesimo. Dalle origini a Benedetto da Norcia
di Cogoni Gianluca
editore: Arkadia
pagine: 112
Chi erano gli uomini che fondarono i primi monasteri? Quali le loro esigenze? Perché ben presto gli ordini monastici divennero
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Come le armadure e l'armi. Per una storia delle antiche biblioteche della Compagnia di Gesù. Con il caso di Perugia
editore: Olschki
pagine: XXII-292
Mentre larga parte degli studi precedenti si era concentrata principalmente sull'analisi dei patrimoni librari gesuitici sette
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