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Mondadori Electa: Brera mai vista

Sironi

di Flavio Fergonzi

editore: Mondadori Electa

6,20

Brera mai vista

editore: Mondadori Electa

6,20

Brera mai vista

editore: Mondadori Electa

6,20

Brera. Guida alla Pinacoteca. Ediz. giapponese

editore: Mondadori Electa

pagine: 84

8,20
8,00

Brera. Guida alla Pinacoteca. Ediz. francese

editore: Mondadori Electa

pagine: 84

8,20

Il Cenacolo. Guida al refettorio. Ediz. francese

di Pietro C. Marani

editore: Mondadori Electa

pagine: 48

8,00

Il Cenacolo. Guida al refettorio

di Pietro C. Marani

editore: Mondadori Electa

pagine: 48

8,00

Brera mai vista

editore: Mondadori Electa

6,20

Giovanni Contarini. Un pittore aristocratico sulle orme di Tiziano. Catalogo della mostra (Milano, 29 marzo-10 settembre 2007)

editore: Mondadori Electa

pagine: 47

Il volume presenta al pubblico della Pinacoteca il San Gerolamo penitente di Giovanni Contarini (Venezia, 1549 - ante 1604), dopo il restauro effettuato da Barbara Ferriani. Nato in una famiglia agiata e dedicatosi agli studi letterari, divenendo notaio, il Contarini, sedotto dall'arte di Tiziano, scelse la pittura per vocazione. Tardomanierista non indistinto, produsse ritratti, racconti biblici e favole mitologiche, che gli valsero notevole popolarità, tanto da essere accolto come pittore alla corte di Rodolfo II a Praga e dell'Arciduca Ferdinando II a Innsbruck; nominato cavaliere, tornò a Venezia prima della metà degli anni novanta del Cinquecento; dipinse molti quadri da cavalletto (quasi del tutto perduti) per amici intellettuali e ricchi mercanti ed esibì il suo stile dai colori preziosi su grandi pale per chiese della città e su teleri celebrativi in palazzo Ducale. Nel San Gerolamo penitente della Pinacoteca di Brera il Contarini ottiene effetti di grande naturalezza, grazie all'impiego di una luce morbida, che percorre il corpo del vecchio in preghiera, indugia sul bel ritratto, penetra con toni profondi la veste e trascorre in un cielo tormentato, tutto tizianesco. Il dipinto pervenne alla Pinacoteca di Brera nel 1811, sottratto all'altare maggiore della chiesa di San Girolamo di Serravalle presso Treviso, a seguito della soppressione del convento di monache benedettine.
6,20

Brera mai vista

di Cristina Quattrini

editore: Mondadori Electa

pagine: 55

Bernardino Luini (Bernardino Scapi, documentato a Milano dal 1501 - Milano 1532) fu uno degli pittori più importanti e affermati nella Milano dei primi decenni del Cinquecento, all'epoca del dominio francese e al tempo della restaurazione di Francesco II Sforza. Fra gli anni Dieci e gli anni Venti lavorò per chiese di pressoché tutti gli ordini religiosi, per confraternite e luoghi pii e per committenti aristocratici Lo Scherno di Cam è una delle sue opere meno note. A lungo rimasto nei depositi della Pinacoteca, esso ha acquistato una nuova leggibilità grazie al restauro di Carlotta Beccaria, che è stato offerto dal Centro Studi Andrea Palladio di Vicenza per la mostra Andrea Palladio e la villa veneta nel 2005. Il soggetto è tratto dalla Genesi e si svolge dopo il diluvio universale.
6,20

Le «gentilissime tavole». Una proposta per Pietro Orioli

editore: Mondadori Electa

pagine: 55

La diciottesima edizione di "Brera mai vista" riguarda due pittori senesi del tardo Quattrocento, Pietro Orioli e Guidoccio Cozzarelli, a lungo confusi tra loro. Per la tavola braidense con la Madonna con il Bambino e due angeli, finora assegnata al senese Guidoccio Cozzarelli, viene invece proposto il nome di Pietro Orioli, altro pittore senese di poco più giovane. Il dipinto venne acquistato nel 1900 come opera di Giacomo Pacchiarotti da Corrado Ricci, il quale lo comprò dal pittore senese Alessandro Franchi. L'acquisto venne espressamente fatto per colmare un vuoto nelle collezioni della pinacoteca milanese. Nato nel 1458, il raffinato Orioli morì prematuramente nel 1496, probabilmente di peste; si formò verosimilmente nella bottega di Matteo di Giovanni, presso la quale crebbe anche lo stesso Cozzarelli. Da questa comune vicenda formativa, nonché dall'accostamento di Guidoccio ai modi di Pietro già a partire dagli anni Ottanta, deriva la difficoltà di distinguere talvolta le opere dei due artisti. Nell'arco della breve carriera, Pietro Orioli si dimostra il più innovativo tra i pittori senesi attivi nell'ultimo quarto del Quattrocento, fortemente caratterizzato da interessi spaziali, che si traducono nella riproduzione prospettica delle architetture entro le quali sono collocate le figure. Il dipinto di Brera viene messo a confronto proprio con una tavola di Guidoccio Cozzarelli conservata nel Museo Diocesano di Pienza, così da evidenziarne affinità e differenze.
6,20

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