Mondadori Electa: Cataloghi di mostre
Boom 60! Era arte moderna. Catalogo della mostra (Milano, 18 ottobre 2016-12 marzo 2017)
editore: Mondadori Electa
pagine: 263
Il filo conduttore della mostra e del catalogo è il mondo dell'arte - nel decennio a cavallo del 1960 (1955-1965) - raccontato
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Sandro Luporini, pittore scrittore. Catalogo della mostra (Roma, 9 giugno-11 settembre 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 253
Sandra Luporini è un riferimento importante nella cultura contemporanea, attraverso l'opera pittorica e l'attività di scrittore-coautore dei testi negli spettacoli teatrali di Giorgio Gaber. In questo volume, l'album visivo e i testi critici correlati alla pittura si completano con un compendio sul Teatro-Canzone di Gaber-Luporini, e restituiscono lo figura di un artista insolito per il rigore della sua esperienza pittorica, per lo continuità del suo impegno intellettuale nell'attività letteraria e teatrale e per lo complessità del suo pensiero politico-esistenziale.
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La coscienza del vero. Capolavori dell'Ottocento. Da Coubert a Segantini. Catalogo della mostra (Trento, Rovereto, 5 dicembre 2015-3 aprile 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 192
"L'idea che abbiamo di museo contemporaneo e di museo pubblico è quella di un luogo nel quale si possa incontrare la bellezza e ci si possa arricchire, nel quale si entri per curiosità e diletto e si attraversi un'esperienza educativa. La mostra centra quest'obiettivo, accontentando nel contempo il pubblico più attento e colto, che riconoscerà i pregiati capolavori e il rigore scientifico del progetto espositivo, e quello meno esperto che si smarrirà nella bellezza delle pitture e nell'armonia delle composizioni. I quadri e le fotografie esposti in questa mostra ci raccontano di un mondo che non c'è più, nel quale affondiamo le nostre radici identitarie. I pittori della seconda metà dell'Ottocento tratteggiarono con minuziosa attenzione il mondo che vedevano, interpretando la propria epoca e descrivendo le diverse stratificazioni della società. La coscienza del vero è un viaggio nel tempo, la scoperta di un mondo che, a ben guardare, non è del tutto scomparso. È una realtà alla quale ancora apparteniamo, lontana nel tempo ma tuttora vicina." (Tiziane Mellarini)
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Henry Moore. Catalogo della mostra (Roma, 24 settembre 2015-10 gennaio 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 219
Il volume si apre con un saggio di Stephens che indaga la produzione di Moore nel suo peculiare rapporto tra pieni e vuoti in un senso di continuità tra dentro e fuori, così che le sculture, come le celebri figure femminili sdraiate espressione di un'eterna femminilità, non vivono solo nello spazio ma al contempo lo creano. Originale attenzione è riservata al contesto inglese della prima metà del XX secolo e all'influenza che Moore ha esercitato sui giovani artisti britannici. Coerentemente con l'aura della sede espositiva, si approfondisce inoltre lo stretto rapporto dello scultore con l'antico, si ripercorrono le sue storiche mostre in Italia e la loro ricezione da parte della cultura artistica dagli anni cinquanta. Seguono testi incentrati su alcune tematiche proprie della poetica dell'autore, quali il binomio surrealismo e astrattismo, guerra e pace (con gli Shelter Drawings), l'arte pubblica con le realizzazioni monumentali in dialogo con i luoghi. Particolarmente folta la serie degli apparati con un'utile biografia illustrata e una nutrita antologia critica che comprende testi classici su Moore e una esaustiva raccolta di scritti di Moore dedicati all'Italia.
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Giotto, l'Italia. Catalogo della mostra (Milano, 2 settembre 2015-10 gennaio 2016)
editore: Mondadori Electa
pagine: 205
"La mostra 'Giotto, l'Italia' conclude il programma che Palazzo Reale ha ideato in occasione di Expo 2015 e che ha riscosso un notevole apprezzamento sia della comunità scientifica che di pubblico. La straordinarietà di questa mostra, curata da Serena Romano e da Pietro Petraroia, consiste, innanzitutto, nel fatto che, per la prima volta in assoluto, è stato possibile raccogliere, in un unico luogo, un numero così alto di opere autografe di Giotto, provenienti da contesti certi e documentati. Cosa ha reso possibile il raggiungimento di questo obbiettivo che, all'inizio, sembrava utopistico? Sicuramente - e prima di tutto - la feconda collaborazione interistituzionale tra il Comune di Milano e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Questa sinergia ha consentito il decisivo coinvolgimento dell'Opificio delle Pietre Dure e di numerose Soprintendenze e Direzioni di Musei che hanno lavorato, in una ammirevole comunità di intenti, con Palazzo Reale, i curatori e il prestigiosissimo comitato scientifico, presieduto da Antonio Paolucci. Gli straordinari prestiti, in alcuni casi - si pensi al Polittico Stefaneschi dei Musei Vaticani - mai spostati dalla loro storica collocazione, sono stati resi possibile in virtù di un serio e rigoroso controllo scientifico sulle condizioni di conservazione delle opere, talvolta accompagnato da indagini diagnostiche preventive e da interventi di restauro." (Dal testo di Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale)
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Castello di San Giorgio. La Collezione Freddi
editore: Mondadori Electa
pagine: 191
Il castello di San Giorgio è un nobile e armonioso maniera che accoglie il visitatore che raggiunge Mantova attraverso il ponte omonimo. Fu costruito, sul finire del Trecento, per commissione gonzaghesca, da Bartolino Plati illustre architetto novarese che aveva già dato prova di eccellenza nella realizzazione dell'imponente castello di Ferrara. Nella seconda metà del Cinquecento i vari edifici di proprietà dei Gonzaga vennero collegati gli uni agli altri attraverso corridoi, gallerie, giardini, al fine di costituire un "palazzo in forma di città" chiuso in se stesso e perfettamente autonomo dal centro urbano: un microcosmo di cui anche il castello ne venne a far parte. Diversamente dal maniero ferrarese, il riconoscimento storico e artistico dovuto al castello di San Giorgio è passato in second'ordine a fronte dell'interesse prorompente di ciò che al suo interno si conserva, la Camera Dipinta, capolavoro del Mantegna. Troppo importante, troppo unica quella pittura che simula l'architettura, esempio irripetibile di quel rinascimento particolare fiorito nelle Corti italiane. La valorizzazione strillata di una sola parte rispetto al tutto a cui appartiene, quale la Camera nei confronti del Castello, ha portato alla fine a decontestualizzarla completamente dalla sua storia e dal luogo in cui è nata e che ne giustifica l'esistenza.
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Arts & foods. Rituali dal 1851. Catalogo della mostra (Milano, 9 aprile-1 novembre 2015). Ediz. italiana
editore: Mondadori Electa
pagine: 960
Sin dagli inizi della sua storia l'esposizione universale ha dimostrato una particolare attenzione per l'arte. Nella prima edizione, a Londra nel 1851, le rare sculture comparivano come isole nell'immenso paesaggio enciclopedico della produzione artigianale e industriale dell'epoca. In seguito la ricerca artistica si è ritagliata uno spazio sempre crescente e autonomo. Già a Dublino nel 1853 fu allestita un'imponente e spettacolare mostra che comprendeva preziose opere datate dal XIII al XVII secolo. L'interesse per gli aspetti culturali, artistici ed educativi si è protratto e ampliato nel corso del tempo, tanto che Expo Milano 2015 ha deciso di dedicare un suo padiglione a una grande e importante mostra ispirata al tema della manifestazione: "nutrire il pianeta, energia per la vita". Il progetto, che ha trovato il suo habitat nella triennale di Milano, è diventato "Arts & foods. Rituali dal 1851 " e si presenta come un'indagine sul rapporto tra i diversi linguaggi della creatività - dalla pittura al design, dalla fotografia alla moda, dall'architettura al cinema, dalla musica alla scultura - e i molteplici rituali del cibo in tutto il mondo. La pubblicazione si ispira al percorso e alle tematiche dell'esposizione. Il suo obiettivo è coinvolgere il lettore in un continuum di idee e immagini invitandolo a entrare nell'universo delle relazioni tra arti e cibi.
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Klein, Fontana. Milano-Parigi (1957-1962). Catalogo della mostra (Milano 16 ottobre 2014-15 marzo 2015)
editore: Mondadori Electa
pagine: 267
Al Museo del Novecento una mostra che indaga secondo una prospettiva inedita il percorso parallelo - tra il 1957 e il 1962, tr
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La guerra che verrà non è la prima 1914-2014. Catalogo della mostra (Rovereto, 4 ottobre 2014-20 settembre 2015)
editore: Mondadori Electa
pagine: 643
"L'arte entra in contatto con la quotidianità, i capolavori delle avanguardie dialogano con la propaganda, la grammatica espositiva completa e rinnova il valore di documenti, reportage, testimonianze. Installazioni, disegni, incisioni, fotografie, dipinti, manifesti, cartoline, corrispondenze, diari condividono gli oltre tremila metri quadrati del piano superiore del Mart e si misurano con sperimentazioni artistiche più recenti, installazioni sonore, narrazioni cinematografiche: documentari originali, video e film. Esposti anche numerosi reperti bellici impiegati nella Prima guerra mondiale, il cui ritrovamento è il capitolo più recente di una vicenda ancora attuale, nella quale ogni oggetto racconta la propria storia".
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El Lissitzky. L'esperienza della totalità. Catalogo della mostra (Rovereto, 15 febbraio-8 giugno 2014)
editore: Mondadori Electa
pagine: 199
La mostra ripercorre, attraverso circa 140 opere, lo sviluppo dell'arte di El Lissitzky nei differenti media che impiegò e che lo condussero all'idea di una nuova arte rivoluzionaria e collettiva: pittura, fotografia, fotomontaggio, disegno e illustrazione, scultura, progetti architettonici e manifesti. Pittore prolifico, disegnatore, architetto e fotografo, El Lissitzky è stato una figura paradigmatica del XX secolo: oltrepassare i confini fu una caratteristica della sua biografia e della sua opera, connettendo paesi e culture diverse, arti e disegno, Oriente e Occidente. La corrispondenza fra lavoro e arte è stata l'aspetto essenziale della sua poetica che intendeva le arti visive come campo di costante confronto col lavoro architettonico, costruttivo e progettuale. L'espansione dell'attività artistica, dunque, corrispose al superamento dell'idea convenzionale di arte come sfera di espressione personale e produzione di oggetti preziosi. Dal 1917 muovendosi sul crinale fra arte e lavoro, l'artista divenne un fervente attivista sociale, intento a diffondere internazionalmente il suo messaggio politico. Come i costruttivisti, egli orientò la sua energia creativa verso l'utopia di una nuova struttura sociale "disegnata" dal nuovo artista/ingegnere/architetto.
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Mario Radice. Architettura, numero, colore. Catalogo della mostra (Rovereto, 15 febbraio-8 giugno 2014)
editore: Mondadori Electa
pagine: 178
Il catalogo della mostra mette a fuoco alcune questioni centrali per la comprensione della figura di Mario Radice
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Monumentale. Ediz. italiana e inglese
editore: Mondadori Electa
pagine: 128
Inaugurato nel 1872, iI Gran Camposanto di Messina fu concepito sin dall'inizio come un vero "parco urbano" ed è tuttora uno d
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