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Neri Pozza: I NARRATORI DELLE TAVOLE

La casa di vetro

di Simon Mawer

editore: Neri Pozza

pagine: 451

Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. La famiglia ebrea di Viktor possiede un impero industriale che produce automobili e motociclette, Liesel appartiene all'alta borghesia tedesca. Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt si impegna con Viktor in un'appassionate conversazione sull'architettura moderna. Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l'acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente. Una volta finita, la casa diviene il centro dell'esistenza dei Landauer. E nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata. Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l'avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora.
18,00

Un giorno come questo

di Peter Stamm

editore: Neri Pozza

pagine: 154

Andreas vive a Parigi dove insegna tedesco e conduce un'esistenza in cui "il vuoto è la sua condizione naturale". Ma è un vuoto che gli piace. Spesso vede Nadja, che accoglie le sue carezze senza ricambiarle. E Sylvie, che a letto gli parla del marito e dei figli e delle sue piccole catastrofi quotidiane. Qualche volta gli capita di intrattenersi con sconosciute dai grandi seni che mugolano il suo nome mentre fanno l'amore. Giornate, sere, notti sempre uguali, senza mai avvicinarsi a niente, senza mai fare esperienza di niente, nella piacevole ripetizione del vuoto. Poi, un giorno, una tosse troppo insistente, la visita dal medico, la TAC, la biopsia ai polmoni e la fredda sala d'attesa... Andreas se ne va senza ritirare il responso. Scappa davanti alla malattia e dalla sua vita, dal lavoro, dalla sua casa, dai suoi amici e dalle sue donne. Si rifugia nel piccolo paese in Svizzera dove è nato e dove, nel bosco vicino a un laghetto, in una giornata afosa di tanti anni fa ha baciato la bellissima Fabienne, la ragazza di Manuel, il suo più caro amico di allora. Se la morte può annunciarsi così, senza preavviso, con un colpo a effetto inaspettato, che senso ha, infatti, continuare a vivere una vita segnata dal vuoto? Non è forse meglio rimettersi in cammino, avere il coraggio di ritornare ai sogni della giovinezza, quando la felicità o l'infelicità, l'amore o la paura riempiono davvero le ore?
15,00

Il cottage sull'oceano

di Dorothy Hewett

editore: Neri Pozza

pagine: 237

In una giornata di pioggia e mare grosso Jessica arriva a Zane, un piccolo villaggio sulla costa meridionale dell'Australia. In cima all'altura, dove si trova il cottage in cui ha deciso di andare a vivere, vede lo scintillio del mare e pensa che è proprio quello che voleva quando è partita da Melbourne: cielo, nuvole, granito e acqua, e nulla a interrompere. All'interno della casa scorge un salotto con un riquadro di moquette sbiadita, un divano e due poltrone in finta pelle marchiata da anni di bruciature di sigaretta, una cucina senza pretese, un bagno con la vasca macchiata e una camera da letto ammobiliata con pezzi scadenti e graffiati. Mentre il vento scaglia contro i vetri gocce di pioggia grosse come chicchi di ghiaia, Jessica contempla ipnotizzata la spiaggia dove un bungalow bianco si ripara sotto il promontorio di fronte, le nuvole si rincorrono sull'acqua e il mare sospira e ondeggia vorticoso. C'è qualcosa di quasi confortante in quella desolazione. Sembra davvero una metafora del suo Io, l'Io di una donna che ha avuto un primo marito suicida, una figlia lontana e poco amata, un secondo marito, narcisista e distratto. Una donna che, nella quiete di quel promontorio lambito dalle maree, cerca la calma necessaria per rimettere insieme i pezzi della propria vita. Quello che Jessica, tuttavia, non sa è che la casa sul promontorio non è abitata soltanto dal mare, ma dall'inquietante memoria di una tragica passione, nelle cui trame si troverà sempre più avvinta.
16,00

Nei campi azzurri

di Claire Keegan

editore: Neri Pozza

pagine: 173

Ambientate per la maggior parte nell'Irlanda rurale, queste storie narrano di gente comune che vive un momento drammatico e cruciale della propria esistenza, uno di quei momenti in cui ne va del senso stesso della propria vita. C'è, ad esempio, come in "Il regalo d'addio", la ragazza che, in una magnifica giornata per la raccolta del fieno, lascia la casa paterna ed entra per l'ultima volta nella stanza del padre, quella camera in cui, almeno una volta al mese, entrava quando era poco più che bambina, e dove il padre-padrone giocava con lei e le diceva che era brava e intelligente, e le metteva il braccio attorno al collo e la toccava con le sue mani così grandi e forti per la mungitura. C'è il prete, come nel racconto che dà il titolo alla raccolta, che alla fine di una cerimonia di nozze attraversa il tappeto rosso e va a stringere la mano dello sposo e non osa fare lo stesso con la sposa, bellissima con le spalle lentigginose, nude, un lungo filo di perle che le pesa sulla pelle, il bouquet che le trema in mano. Il prete fissa soltanto lo sguardo sulla riga bianca che le spartisce i capelli e ricorda il tempo in cui trascorreva ore a guardarla, quella riga. C'è il guardaboschi, nella "Figlia del guardaboschi", che ipoteca la casa, indossa un gessato azzurro e, la barba spuntata, si reca in una sala da ballo per trovare moglie, e la trova davvero: una donna dai fianchi larghi, la pelle liscia come un piatto e il profumo che gli ricorda il ginestrone quando brucia.
15,00

Vita dura

di Flann J. O'Brien

editore: Neri Pozza

pagine: 156

È il 1890 e un grande cambiamento sta per avvenire nella vita di Finbarr e Manus, piccoli orfani irlandesi. La madre è appena volata, come ha detto Manus, verso "una terra migliore", e i due fratellini sono stati subito condotti nella zona meridionale di Dublino, dove Mr Collopy, fratellastro della madre, dovrà provvedere alla loro educazione col soccorso di Mrs Crotty, la sua seconda moglie. Che educazione può, tuttavia, offrire un uomo che se ne sta seduto per ore in cucina in una specie di poltrona di vimini, storta e sfondata, e si guarda minacciosamente intorno con due occhietti rossicci e la testa piegata in avanti? Un uomo che ha lunghi capelli grigi appiccicati sulla calotta cranica, la bocca nascosta da baffi scoloriti, il mento sfuggente che fa tutt'uno col collo fibroso e degli abiti che sembrano buttati a casaccio su una carcassa di bassa statura? Un uomo, infine, che nutre un fervente interesse per la dottrina e i dogmi della Chiesa e trascorre le giornate a discutere e ingollare whiskey con un sacerdote tedesco della Compagnia di Gesù?
15,00

Il marchese di Montespan

di Jean Teulé

editore: Neri Pozza

pagine: 252

È il 20 settembre del 1668 e il marchese di Montespan è appena arrivato alla corte di Saint-Germain-en-Laye, dove Luigi XIV tiene il suo gran Consiglio. Il suo arrivo non è passato di certo inosservato. Tutti sanno che la sua magnifica consorte, Françoise de Rochechouart de Mortemart, dama d'onore della regina, è rimasta "ferita sul campo". Di ritorno da una delle sue guerre in cerca di fortuna, Louis-Henri l'ha trovata col ventre rigonfio, e non certo della sua spada. La marchesa di Montespan, infatti, è diventata non solo uno dei più bei fiori che Sua Maestà ha colto nel "giardino" della regina, ma la sua favorita. Il marchese di Montespan è sceso dalla sua vettura al centro della corte lastricata e lo sgomento è calato sui volti dei cortigiani. La sua carrozza è stata ridipinta di nero e i quattro pennacchi che ornavano gli angoli del tetto sono stati sostituiti con gigantesche corna di cervo. Le guardie, impressionate, lo lasciano passare e Louis-Henri, bardato anche lui di nero, raggiunge la Sala dei passi perduti. Seguito da ministri e dignitari di corte, il re si ferma al cospetto del marchese e gli chiede il perché del suo abito nero. Dato che l'etichetta impone di scoprirsi il capo al cospetto di Sua Maestà, Louis-Henri si mette in testa un cappello grigio e risponde che porta il lutto per il suo amore, "ucciso da una canaglia". Così comincia la ribellione di Louis-Henri de Montespan, il suo crimine di lesa maestà nei confronti di un dio vivente con la pelle butterata cui tutto è sottomesso.
16,50

Un minuto di silenzio

di Siegfried Lenz

editore: Neri Pozza

pagine: 125

Christian e Stella sono usciti in mare con un dinghy, una piccola imbarcazione a vela perfetta per il vento forte e teso del Mare del Nord che increspa magnificamente quelle acque cristalline, e spazza chilometri e chilometri di maestose falesie e spiagge di sabbia finissima. Giunti sulla spiaggia dell'Isola degli uccelli, una minuscola striscia di terra in mezzo al mare su cui volteggiano come un turbine bianco centinaia di uccelli marini, i due giovani sono stati sorpresi da un'improvvisa tempesta di vento e pioggia. Christian ha condotto Stella in una baracca rivestita di canne sulla spiaggia, un rifugio dove un vecchio ornitologo è solito andare durante la bella stagione. La porta era ancora appesa sui cardini, sulla stufa di ferro vi erano ancora una pentola e un bicchiere d'alluminio, e al centro un giaciglio fatto di alghe secche e tavole di legno inchiodate. Stella si è messa subito a sedere su quel letto improvvisato, la sigaretta in bocca e una canzone sconosciuta sulle labbra. Bellissima, i capelli neri e gli occhi chiari e splendenti, ha sorriso a Christian e l'ha invitato a sedersi accanto a lei. Christian le è scivolato accanto, le ha posato una mano sulla spalla e, desiderando che quel contatto fisico durasse più a lungo possibile, le ha accarezzato la schiena. Solo allora Stella ha gettato la testa all'indietro e l'ha guardato sorpresa, come se avesse sentito o scoperto qualcosa d'inatteso, qualcosa che non aveva previsto, qualcosa che pensava impossibile.
14,50

L'inverno più lungo

di Chris Bohjalian

editore: Neri Pozza

pagine: 381

È il gennaio del 1945 nella regione della Prussia orientale, un mese glaciale in cui tremende tempeste si alternano a giornate calme, col cielo color grigio ardesia e la neve, bianchissima, che offusca la vista. Lungo una strada circondata da cumuli di neve e ghiaccio avanza una carovana. Sono civili prussiani che hanno fatto salti di gioia quando i carri armati di Hitler hanno invaso la Polonia nel 1939, rendendoli di nuovo cittadini tedeschi. Ora sono in fuga verso ovest. In fuga dai russi, che hanno occupato già buona parte della regione e inseguono a colpi di artiglieria i profughi. La carovana si arresta davanti alla Vistola. Il fiume è ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio e brilla come una pista di pattinaggio. Le granate squassano il terreno e, a ogni esplosione, i cavalli si imbizzarriscono e i bambini, affamati e congelati, strillano. Anna Emmerich ha diciotto anni e i capelli dorati come le pannocchie. È la giovane figlia di un'influente famiglia tedesca con una bella casa e una vasta tenuta nei pressi di Thorn, nella quale probabilmente già bivaccano i russi. Suo fratello maggiore è a combattere da qualche parte nel sud, nei dintorni di Budapest, il secondo è stato spinto a unirsi al Volkssturm e il terzo ha appena smesso i calzoni corti. Anna dovrebbe temere per la sua sorte, visto che i russi non scherzano con le giovani donne prussiane. Anna però non può fare a meno di cedere alla spensieratezza del suo carattere e della sua età.
18,00

La follia di una donna innamorata

di Susan Fromberg Schaeffer

editore: Neri Pozza

pagine: 660

A North Chittendon, un piccolo centro a quaranta chilometri da Montpelier, nel Vermont, è opinione diffusa che Agnes Dempster sia una ragazza molto fortunata. È la figlia di un facoltoso proprietario terriero e la nipote della donna più ricca della contea. Come se non bastasse, discende da Cecilia Druitt, la cui straordinaria bellezza si è tramandata a tutte le femmine della stirpe, di generazione in generazione. Bella era la nonna di Agnes, Eurydice. Bella è sua madre, Helen, che ha i capelli come tutte le Druitt, folti e scuri, come se a tingerli sia stata una nuvola o la foschia. Incantevole è anche Agnes, al punto tale che le capita spesso di incrociare sguardi increduli di poterla ammirare. Nessuno a North Chittendon sa, tuttavia, che, in casa Dempster, Agnes è sempre stata nient'altro che una creatura insignificante. È nata dopo la tragica morte di sua sorella Majella, di cui sua madre conserva gelosamente un ritratto sopra il camino in salotto che non permette a nessuno di toccare. È nata in un giorno di dicembre con facilità e senza timori. Quando, però, sua nonna la mostrò a sua madre, Helen scosse il capo e disse: "Prendila tu". Cosa può fare una giovane donna con un simile destino se non decidere un giorno che niente del suo universo familiare le appartiene? E cosa può fare quando incontra Frank Holt, un affascinante seduttore desiderato da tutte le ragazze di Montpelier, se non innamorarsi completamente e perdutamente?
19,00

Strane creature

di Tracy Chevalier

editore: Neri Pozza

pagine: 287

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex. Un giorno sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista. Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.
16,50

Le notti al Santa Caterina

di Dunant Sarah

editore: Neri Pozza

pagine: 439

il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni
18,00

La rilegatrice dei libri proibiti

di Belinda Starling

editore: Neri Pozza

pagine: 467

È il 1859 a Londra e davanti alla legatoria Damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante, i fanali dorati e uno stemma sulla portiera. Dalla carrozza scende Sir Jocelyn Knightloey che, con la sua cerchia di amici coltiva il sogno di liberare la società dalle "pastoie del ritegno" e della morale. Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, Sir Knightloey e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell'epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell'inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l'Ars Amatoria di Ovidio. A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L'artrite reumatica sta deformando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora ha preso il suo posto. Le sue originali rilegature suscitano l'entusiasmo di sir Knightloey e dei suoi amici. Dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo con l'aiuto di Jack, un giovane apprendista, e di Din, uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua Lady Sylvia, la moglie di Sir Knightloey. Ma non finisce forse puntualmente nei guai chi entra in una "società del vizio"? Un'eroina moderna che non esita a infrangere le regole e i tabù della Londra del XIX secolo, in cui gli ideali più nobili si accompagnano alle miserie più sordide.
18,00

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