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Ponte alle Grazie: Romanzi

Il toro non sbaglia mai

di Matteo Nucci

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 337

Un italiano non più giovanissimo ha esplorato per anni la Spagna mosso dalla fede che il senso iberico della festa, della mort
16,80

Il cane nero

di Rebecca Hunt

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 251

Il 22 luglio 1964, nella sua dimora tra le tranquille colline del Kent, Winston Churchill si sveglia di buon'ora e si ritrova in compagnia di una vecchia conoscenza, un ospite tutt'altro che gradito. È un gigantesco cane nero e, dal buio del suo angolo, non gli toglie gli occhi di dosso. Qualche ora più tardi, nella sua casetta a schiera, la giovane Esther si prepara ad accogliere un aspirante inquilino. Le basta però scorgerne la sagoma attraverso il vetro della porta per inorridire: sembra un materasso, tanto è imponente. È il cane nero e ha in mente un solo obiettivo: installarsi a casa sua. Invadente, impertinente, a tratti maligno, all'occorrenza il cane nero sa dar prova di un carisma irresistibile. Fiuta le sue vittime, ne addenta le coscienze, gioca sadicamente con i loro destini, ma può anche essere una presenza seducente che riempie la giornata. In una storia surreale e sorprendente, l'autrice affronta con leggerezza e ironia il tema del lutto e della perdita, e non ha paura di raccontarne gli aspetti più dolorosi. Quello che ci restituisce è un romanzo umano e profondo, che mette a nudo tutte le ambiguità del rapporto tra la depressione e le sue vittime, i silenzi, la vergogna, ma è anche un potente annuncio di speranza, l'invito a resistere eroicamente, a vedere nel male oscuro del nostro tempo una battaglia che si comincia a vincere nel momento stesso in cui si accetta di combatterla.
16,00

Una testa selvatica

di Marie-Sabine Roger

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 189

Qui si racconta la storia di Germain, lo "scemo del villaggio"
14,80

Vita e morte di un giovane impostore scritta da me, il suo migliore amico

di Cristiano de Majo

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 283

D.D., napoletano, borghese, viziato, megalomane, inadatto alla felicità, e per tutto ciò inevitabilmente scrittore, muore di tumore a trentadue anni lasciando dietro di sé opere minori e documenti inaffidabili: cartoline infantili, pagine di diario, monologhi incisi su nastro, comunicazioni amorose, lettere ad avvocati o redazioni di giornali, recensioni impubblicabili di libri sul cancro. Un materiale sfuggente, difficile da interpretare: non per nulla D.D. è figlio dei Novanta, di quella bolla di storia che sta fra la caduta del Muro e l'11 settembre, del decennio in cui la parodia ha sostituito la tragedia, in cui è stato più facile indossare maschere che cercare il proprio destino. A ricostruire il senso di questa breve vita, di quest'opera incerta, di questa carriera promettente e fallita, s'ingegna il suo amico d'infanzia Massimiliano Scotti Scalfato, filologo zelante, frustrato, rancoroso, infondendo nelle pagine biografiche la propria smodata ambizione di rivincita. Sull'onda delle biografie immaginarie di Nabokov, Borges, Bolano, Wallace, ma con una voce inedita, sapiente, divertita, de Majo ci offre assieme una commedia (o una farsa?) sull'amicizia, un'indagine sulle possibilità infinite della letteratura, un'indimenticabile parabola sulla debolezza umana.
17,50

L'anno del diluvio

di Margaret Atwood

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 480

In un mondo pericolosamente vicino al nostro, la Creatura si è sostituita al suo Creatore e, grazie all'ingegneria genetica, h
19,60

Bambini bonsai

di Paolo Zanotti

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 229

In un futuro non così remoto, i bambini sono creature diafane e solitarie, costrette a ripararsi dal sole perenne e feroce, ri
17,00

La gloria è il sole dei morti

di Massimo Nava

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 302

Parigi, autunno 1872
18,60

Gli informatori

di Juan G. Vásquez

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 300

Gabriel Santoro è un illustre avvocato colombiano, un oratore encomiabile, un uomo tutto d'un pezzo. Di colpo, però, qualcosa nel suo mondo di certezze comincia a scricchiolare: un libro, scritto dal figlio giornalista, diventa per lui un'insidia intollerabile. Perché mai la biografia di un'ebrea tedesca rifugiatasi in Colombia quarant'anni prima per scampare al regime nazista dovrebbe costituire per lui una minaccia? Che cosa induce un patriota esemplare come Gabriel a stigmatizzare la ricostruzione della catena di delazioni, sospetti e denunce che ha annientato i destini di tante famiglie nella Colombia degli anni Quaranta e a gettare discredito sul figlio? Incrociando romanzo storico, genere noir e dramma psicologico in un'architettura a matrioska fatta di spie, abusi, liste nere e condanne, Juan Gabriel Vàsquez mette a nudo un capitolo scomodo della storia colombiana, scavando senza riserve nel torbido della coscienza nazionale e riscattandone una memoria disconosciuta, insabbiata, prostituita.
18,60

Una testa selvatica

di Marie-Sabine Roger

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 189

Qui si racconta la storia di Germain, lo "scemo del villaggio". Centodieci chili di muscoli per sorreggere una testa selvatica, un passato di mancata educazione sentimentale e un presente di conta dei piccioni e pomeriggi spesi al bar. Qui si racconta di un incontro straordinario nel più ordinario dei luoghi, un parco pubblico. Si traccia il delicato resoconto della più improbabile delle complicità, quella tra un gigante semi analfabeta e una vecchina con i capelli viola e la passione per i libri. Si dimostra che l'intelligenza è altra cosa dalla cultura. Quando le vite di Germain e Margueritte si accomodano sulla medesima panchina, ogni cosa, dentro e fuori, comincia a cambiare. E così questa può anche essere una storia che parla di avventure o di amore... o di indiani. Perché no? I sentimenti, come le parole, non sono innati. Bisogna acquisirli, piano piano. E quando sbocciano non conta più il vuoto che c'è ancora da riempire, ma tutto il pieno che invade il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare. Il mondo in cui pianta le sue radici un'altra selvatichezza, fatta di affetti, fatta di parole. Come quella di Germain e Margueritte, e del vocabolario che ne riscrive i destini.
13,00

L'altra Grace

di Atwood Margaret

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 563

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l'omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua
20,00

Il giardino dei melograni. Vita di don Giovanni

di Giorgio Taborelli

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 329

Don Juan Tenorio y Rodriguez de Urtago, nato a Siviglia, rampollo dei re di Toledo, cavaliere di illustre lignaggio, ucciso dalla lama di luce proveniente dalla statua di un morto, più conosciuto in Occidente col nome di Don Giovanni, protagonista di capolavori letterari e musicali: questo è il romanzo della sua vita, raccontata da lui stesso. È un viaggio che ha inizio nel 1598, un instancabile andare verso paesi e genti sconosciuti. Don Giovanni è sospinto in questo suo peregrinare da una doppia onda: se da una parte il destino che si addice al suo rango e al suo ruolo lo porta a visitare antiche e nuove terre, dall'altra lo incalza un'infantile meraviglia per le cose del mondo, un desiderio di libertà, di conoscenza, una sete di incontri, esperienze, emozioni. In una ricostruzione storica che ha la potenza di un incantesimo per vividezza e magia, che riesce a restituire le atmosfere, la natura, gli uomini e i loro costumi, Giorgio Taborelli forgia personaggi, affresca città e campagne, cesella un'epoca storica con la perizia di un raffinato e abile artista della parola. Come il suo personaggio che non si stanca di viaggiare e di praticare l'erotismo in tutte le sue forme, l'autore ama di un amore quasi fisico la scrittura e attraverso questa sensualità racconta carnalmente il mito moderno di Don Giovanni, uomo inquieto, laico e libero.
15,00

La nipote del signor Linh

di Philippe Claudel

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 116

Il signor Linh viene da un Paese lontano: il suo villaggio è stato distrutto dalla guerra, e tutti i suoi cari sono stati uccisi dalle bombe. Porta con sé sua nipote, che ha solo pochi mesi e di cui si prende amorosamente cura. Giunto in una città francese, dove viene ospitato in un centro di accoglienza, ogni giorno esce a passeggiare con la bimba, finendo per sedersi sempre sulla stessa panchina. Lì incontra il signor Bark, vedovo e altrettanto solo. Il signor Bark parla, parla... e il signor Linh, pur non conoscendo neppure una parola della sua lingua, comprende tutto. Tra i due nasce un'amicizia profonda e indispensabile, che sarà capace di sfidare la solitudine, l'indifferenza, e una stupefacente bugia...
10,00

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