Shake: Tascabili
Vere allucinazioni
di Terence McKenna
editore: Shake
pagine: 250
"Vere allucinazioni" è il diario di un viaggio compiuto in Amazzonia da un gruppo di psiconauti alla ricerca di un mitico allucinogeno chiamato oo-koo-hé. Partiti per esplorare le relazioni tra la psilocibina, il principio attivo contenuto nei funghi della specie stropharia cubensis, e lo sviluppo della consapevolezza e del linguaggio umano, troveranno, o meglio, saranno trovati da "altro". Giordano Bruno e Castaneda, William Blake, mantidi pirata dello spazio e cospirazioni naziste, roventi sedute tantriche e sovraccarichi neuronali, piante aliene e hippy fuorilegge, teorie inquietanti sul destino del pianeta legate a psicofluidi viola. Al racconto di Terence McKenna fanno da supporto una serie di tavole di Matteo Guarnaccia che illustrano in maniera altrettanto visionaria (unita a una precisione enciclopedica nel descriverne gli aspetti botanici) le fasi dell'esperienza nella foresta pluviale Amazzonica.
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Le repubbliche dei pirati. Corsari mori e rinnegati europei nel Mediterraneo
di Hakim Bey
editore: Shake
pagine: 204
Nel periodo tra il XVI e il XVII secolo, i pirati musulmani provenienti dal Nord Africa falcidiarono la navigazione europea, trasformando in schiavi migliaia di prigionieri. Durante questo stesso periodo migliaia di europei si convertirono all'Islam e si unirono alla "Guerra Santa". Erano costoro forse la feccia dei mari o abbandonarono e tradirono il cristianesimo per una forma di resistenza sociale? L'autore si concentra proprio sulla Repubblica corsara di Salé, la forma politica più evoluta tra le comunità di pirati del periodo. Corsari, sufi, pederasti, donne moresche, piratesse, schiavi, avventurieri, ribelli irlandesi, ebrei eretici, spie inglesi, eroi radicali della working-class, sono alcuni dei protagonisti. Tratta degli europei del XVII secolo che si convertirono all'Islam, non sempre pirati, il cui numero stima in migliaia. La sua analisi dei renegados, delle loro idee e della loro pratica politica propende per l'intrigante ipotesi che alcuni di loro possano aver avuto rapporti con i Rosacroce e l'Illuminismo, e che possano aver formato un'iniziale cultura di resistenza composta dei fuggiaschi di una civiltà di miseria e oppressione.
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Con ogni mezzo necessario. Discorsi e interviste
di Malcolm X
editore: Shake
pagine: 233
A più di quarantanni dalla morte, il pensiero di Malcolm X rappresenta un crocevia obbligato, in cui si rispecchiano i problemi relativi all'identità, alle radici del razzismo e, soprattutto, le vie per un possibile riscatto. Oggi il richiamo alla sua figura viene fatto con sempre maggiore puntualità dalla rigogliosa nuova scena intellettuale afroamericana (dal cinema, alla letteratura, per arrivare alla cultura hip-hop), mentre i suoi testi vengono studiati come paradigmatici di una situazione che non ha ancora trovato adeguata soluzione. "Con ogni mezzo necessario", raccolta di testi e scritti del suo ultimo anno di vita, permette di comprendere appieno il tragitto teorico ed esistenziale che lo condusse ad abbandonare la Nation of Islam e con essa la precettistica musulmana, per approdare finalmente a un approccio politico dalle forti tinte d'impegno sociale. Con saggi introduttivi di Steve Clark e Ferruccio Gambino.
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T.A.Z. Zone temporaneamente autonome
di Hakim Bey
editore: Shake
pagine: 182
Il concetto di T.A.Z., ovvero le aree di società temporaneamente liberate dal capitalismo globalista, ha influito sia sulla riflessione dei centri sociaIi sia sulla scena della telematica alternativa. Prendendo spunto dalla storia delle comunità di pirati di Captain Mission, questo testo celebra l'elogio del nomadismo psichico; una delle categorie centrali di questo fine millennio, elaborato attraverso le teorie filosofiche del sufismo, della critica radicale, dell'anarchismo, del situazionismo e del pensiero di Deleuze e Guattari. Utilizzando uno stile provocatorio, Hakim Bey costruisce un'analisi della storia e dell'arte delle controculture degli anni Ottanta e Novanta.
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Il popolo del blues. Sociologia degli afroamericani attraverso il jazz
di Amiri Baraka
editore: Shake
pagine: 251
Scritto a metà degli anni Sessanta, il libro analizza l'inestricabile intreccio che lega il blues e il jazz alla vicenda dei neri, dallo schiavismo alle lotte per l'emancipazione e i diritti civili. Nel delineare tale percorso, Amiri Baraka, pur considerando il peso delle radici africane, sottolinea i processi di ibridazione e meticciato che caratterizzano il blues e le altre forme musicali e culturali afroamericane. Nella Prefazione appositamente scritta per l'edizione italiana, inoltre, l'estetica del blues viene chiamata in causa per riconsiderare le nuove forme della musica black, il rap in particolare.
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