Storia e Letteratura: Chartae vulgares antiquiores
Antichi testi trentini
di Stefano Cristelli
editore: Storia e Letteratura
pagine: 512
In questa raccolta di testi trentini antichi (secoli XIIIXIV), a documenti già noti ma riproposti secondo criteri scientifici,
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Rapporto di Nicola Di Bojano (Morea 1361). Edizione e studio linguistico
di Marcello Barbato
editore: Storia e Letteratura
pagine: 176
Alla metà del Trecento l'attuale Peloponneso (Morea), appartiene agli Angioini di Napoli
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Un'antica versione italiana dell'«Alba» di Giraut de Borneil
editore: Storia e Letteratura
pagine: 136
"L'alba Reis glorios" di Giraut de Borneil è uno dei componimenti più intensi ed enigmatici della letteratura trobadorica
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Un registro trecentesco della Casa di Dio padovana
di Serena Rovere
editore: Storia e Letteratura
pagine: 316
La storia della Ca' di Dio ci è nota attraverso la documentazione ufficiale e i quaderni d'amministrazione tenuti dai gestori
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«Ave Maria, clemens et pia». Una lauda-sequenza bilingue della prima metà del Duecento
di Nello Bertoletti
editore: Storia e Letteratura
pagine: 290
Il volume presenta l'edizione di un componimento mariano trascritto non oltre gli anni Trenta del Duecento e dunque precedente
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Un'antica versione italiana dell'«Alba» di Giraut de Borneil
di Nello Bertoletti
editore: Storia e Letteratura
pagine: 96
"L'alba Reis glorios" di Giraut de Borneil è uno dei componimenti più intensi ed enigmatici della letteratura trobadorica. Questo volume ne rende nota una versione in volgare italoromanzo, trascritta nei primi decenni del Duecento (non oltre il 1239-40) in un codice ora conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Dopo la scoperta della canzone ravennate, del frammento zurighese di Giacomino Pugliese e del frammento piacentino, la poesia italiana delle origini si arricchisce dunque di un nuovo reperto, che è prezioso testimone di un'antica ricezione italiana dell'alba provenzale, cioè di un genere destinato a non avere in séguito alcun successo nella penisola. L'interesse del testo è accresciuto dal fatto che l'analisi linguistica consente di ricondurre questo innovativo esperimento di traduzione poetica in volgare di sì, compiuto in piena autonomia rispetto ai Siciliani, a quell'area cisalpina occidentale, fra Piemonte e Liguria, che ha conosciuto la prima e la più radicata acclimatazione della poesia in lingua d'oc.
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