fbevnts Studi sulla comunicazione politica - tutti i libri della collana Studi sulla comunicazione politica, Storia e Letteratura - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Storia e Letteratura: Studi sulla comunicazione politica

Lesa maestà all'ombra del Biscione. Dalle città lombarde ad una monarchia europea (1335-1447)

di Federica Cengarle

editore: Storia e Letteratura

pagine: 192

Il libro si sofferma sulla ricorrenza del crimen laesae maiestatis nella produzione normativa lombarda tra gli anni Trenta del XIV secolo e la prima metà del XV secolo. Ora usata, ora evitata da attori politici diversi (la civitas, il dominus, il vicario imperiale ed il principe dell'impero), in tale espressione si condensano riflessioni diverse a proposito degli attributi della sovranità e dei suoi legittimi detentori. La sovranità collettiva riemerge, carsicamente, come resiliente portato di una cultura politica comunitaria, di cui alcune élites urbane sono di certo le ideologicamente più agguerrite portavoci. Di conseguenza, gli stessi Visconti non possono dimostrarsi ad essa del tutto insensibili nel costruire i loro disegni monarchici. Proprio la continua interazione tra sovranità collettiva e sovranità personale, tra la resistenza di alcune città e le sperimentazioni e le scelte individuali dei singoli Visconti, complica decisamente, variegandolo, il passaggio dal comune alla signoria, e dalla signoria al principato in un'esperienza, come quella lombarda, tradizionalmente considerata dalla storiografia come modello di linearità.
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Criminali, martiri, refrattari. Usi pubblici del passato dei comunardi

di Enrico Zanette

editore: Storia e Letteratura

pagine: 192

Subito dopo il sanguinoso epilogo della Comune di Parigi, giornalisti, scrittori e sedicenti storici diedero il loro contributo alla repressione, usando la loro penna per scrivere biografie denigratorie dei comunardi sconfitti. I fautori della Comune, al contrario, ripresero lo stesso genere letterario per creare medaglioni eroici, ritratti ideali disposti in una galleria edificante, che doveva tener alto l'ideale e lo spirito rivoluzionario. È quel che accadde per esempio in Italia, sulle pagine di due giornali del primo socialismo: "Il Gazzettino Rosa" e "La Plebe". Solo più tardi, tra la fine degli anni 1870 e i primi anni 1880, coloro che avevano preso parte all'esperienza della Comune, in particolare Jules Vallès e Louise Michel, si inserirono in questo insieme eterogeneo di narrazioni, prendendo la parola per raccontare le rispettive autobiografie. La ricerca di Enrico Zanette prende in esame questi vari scritti, che per un breve periodo ebbero una straordinaria diffusione, nella loro specifica qualità di strumenti di comunicazione politica. Attraverso biografie e autobiografie, il passato dei comunardi diventava il materiale su cui fondare e propagandare strategie delegittimanti e legittimanti, condanne e apologie, per veicolare convinzioni politiche, suggerire stili di vita e modelli rivoluzionari, promuovere simboli ed estetiche attinenti a una varietà di culture politiche.
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