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Textus: I romanzi della realtà

La Bibbia in Spagna

di George-Henry Borrow

editore: Textus

pagine: 712

Molto più di un diario di viaggio, "La Bibbia in Spagna" è un inno all'incontro, un invito alla curiosità verso tutto ciò che è diverso e sconosciuto. Nel caso di Borrow, che noia, il già noto! Spirito irrequieto, cresciuto in Scozia e in Irlanda e non solo nell'Inghilterra dominante, buon conoscitore del Galles, dotato di una grande facilità per le lingue, traduttore dal tedesco e dal danese, viaggiatore in Russia e in Oriente e dopo la Spagna anche in Marocco, autore in più fasi di un grande vocabolario-dizionario di lingua zingara, e dunque il contrario del razzista dominato dai pregiudizi, dichiara nelle prime pagine di "La Bibbia in Spagna" "di rifiutarsi di parlare una lingua diversa da quella del paese" in cui si trova. Prefazione di Goffredo Fofi.
29,50
14,50

Processo a Jean-Marie Le Pen

di Mathieu Lindon

editore: Textus

pagine: 98

Questo libro è stato un "caso", in Francia, più politico che letterario. Tocca un nervo scoperto, che è quello delle "ragioni" del razzismo. La vicenda è semplice: un giovane militante del Front National assassina brutalmente una mattina, a Parigi, un altro giovane di origine maghrebina, ma cittadino francese. Solo perché quest'ultimo si era messo a scappare, gli spara come se fosse selvaggina. Un avvocato di sinistra, tra lo scandalo dei conoscenti e degli amici, decide di assumersi la difesa dell'assassino nazionalista di destra, con lo scopo dichiarato di trascinare sul banco degli imputati colui che egli considera il "mandante" dell'omicidio, cioè il presidente del Front National, Jean-Marie Le Pen. Nel libro ascoltiamo le argomentazioni astute, retoricamente intelligentissime, di Le Pen, e le frasi disarmanti, memorabili proprio perché stupidamente indifese, del giovane assassino razzista. Al razzismo, insomma, viene data la parola. Che è uno dei gravi problemi della nostra democrazia: la tolleranza deve spingersi al punto di concedere spazio e attenzione agli intolleranti, ai razzisti, ai terroristi? Lindon non risponde al quesito con un trattato teorico, ma con un racconto non privo di leggerezza e di ironia; dando all'avvocato difensore una vita privata contraddittoria e insolita, e alla narrazione la scansione emozionante del "romanzo processuale".
11,60

Tre mesi di febbre. Storia del killer di Versace

di Gary Indiana

editore: Textus

pagine: 312

Un ragazzo filippino (di madre siciliana) si vergogna della propria nazionalità e della propria bassa estrazione sociale; a scuola, in California, si fa passare per un nobile di origine portoghese. È bello, è molto intelligente, è omosessuale. Ricercatissimo nelle feste, comincia a farsi pagare per le sue prestazioni; amanti ricchi, vestiti firmati, droga, macchine di lusso. Ma qualcosa non va nella sua testa. Si innamora di un ragazzo di Minneapolis, un banale impiegato, con cui si abbandona a giochi sadomaso; il "giro" lo abbandona, comincia ad avere problemi economici. Senza capire come, né perché, uccide il povero ragazzo che ama. Da lì partono i "tre mesi di febbre" di cui parla questo libro: Andrew Cunanan, il giovane e bel filippino, diventa un temuto assassino seriale, degli uomini ricchi (i "maschi alfa") che ha conosciuto e che a suo tempo lo hanno aiutato. La sua ultima vittima, però, è un uomo che lui forse non ha conosciuto mai, lo stilista italiano Gianni Versace. Forse ha voluto uccidere l'icona di successo, il rappresentante di quel glamour internazionale che ha sempre invidiato. O forse le ragioni erano più misteriose, non lo sapremo mai: Cunanan viene ucciso dalla polizia dentro una casa galleggiante, in circostanze cbe lasciano più di un dubbio. Che qualcuno, magari, abbia voluto farlo tacere. Gary Indiana, più che insistere sul giallo, ci offre un ritratto veritiero e impietoso della fragilità umana di un serial killer, e della "società delle apparenze" che lo circonda.
17,50

I miei fratelli assassini. Come mi sono infiltrato in una cellula di Al-Qaeda

di Mohamed Sifaoui

editore: Textus

pagine: 140

Scampato, nel febbraio del 1996, a un attentato terroristico che uccide numerosi suoi amici e colleghi, il giornalista algerino Mohamed Sifaoui, musulmano, si impegna, con i mezzi che il suo mestiere gli consente, contro gli eccessi dell'ideologia Islamista e chi la sostiene. Seguendo, a Parigi, il processo ad alcuni membri del GIA algerino entra in contatto con alcuni esponenti di una cellula parigina di Al-Qaeda. Sfruttando alcune ambiguità iniziali riesce a vincere la loro diffidenza e a conquistarne la fiducia. Usando una falsa identità e fingendo di professare lo stesso integralismo riesce a farsi accettare nel gruppo e, per circa tre mesi, dall'ottobre 2002 al gennaio 2003, ne condivide le esperienze, gli incontri, le discussioni. E ne prende nota. Questo libro è il resoconto di una esperienza inquietante e drammatica; al pari di un diario registra quotidianamente i fatti del giorno; con uno stile secco e diretto documenta gli incontri con "i fratelli assassini", la loro guerra contro l'Occidente, contro i suoi valori, le sue istituzioni, le sue città.
12,00

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