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Zandonai: I piccoli fuochi

I santi muti

di Antonio Carnevale

editore: Zandonai

pagine: 133

Anche la tranquillità può avere un lato oscuro. Alle volte, addirittura tenebroso. Ortensio Montiglio, siciliano trapiantato a Milano e vigile urbano in pensione, è stato sempre ossessionato dalla ricerca di una vita familiare serena e tranquilla, di quella stessa noiosa routine che, ironia della sorte, spinge la moglie a lasciarlo per un altro. Distrutto dalla notizia e in preda alla disperazione, si mette al volante senza una meta precisa e finisce per ritrovarsi in un paesino del litorale pugliese. E lì, a Garco Giardino, che il suo destino incrocia quello di un commissario di polizia tutt'altro che integerrimo, a cui si legherà in maniera indissolubile, almeno fino al tragico epilogo. Ortensio è ora all'udienza finale prima della sentenza che potrebbe condannarlo a vent'anni di carcere, e quella che leggiamo è la sua ultima deposizione, nella quale ripercorre la serie di eventi che lo ha costretto a difendersi dall'accusa di omicidio. Riuscirà con la sua arringa a convincere giudice e giurati della sua innocenza?
10,00

Storia della bambina che volle fermare il tempo

di Jenny Erpenbeck

editore: Zandonai

pagine: 91

La polizia l'ha trovata di notte, in una strada piena di negozi, con un secchio in mano. Lei dice di avere quattordici anni, ma non ricorda come si chiama, dove vive o chi siano i suoi genitori. Nell'istituto a cui viene affidata, i compagni dapprima la ignorano, poi ne fanno oggetto di spietate attenzioni, spinti dalla sua muta acquiescenza ed estrema remissività, ma soprattutto dal suo eccezionale aspetto fisico. La bambina, infatti, è enorme. E sembra che siano proprio queste forme sproporzionate rispetto all'età a custodire la memoria del suo enigmatico passato. Con questa variazione sul tema classico della sospensione del tempo, Jenny Erpenbeck ci consegna una fiaba dalle atmosfere screziate di perturbante che solo gradualmente rivela la sua natura allegorica, tenendo in ostaggio il lettore fino all'epilogo.
8,00

Achille nella terra di nessuno

di Sergej Roic

editore: Zandonai

pagine: 155

Vi siete mai chiesti cosa ne sarebbe di Achille, il semidio, l'eroe per antonomasia, se fosse un uomo del ventesimo secolo, fi
12,00

La finestra russa

di Dragan Velikic

editore: Zandonai

pagine: 323

Figlio di una modista e di un rassegnato giornalista di provincia, il giovane Rudi Stupar mette in atto continue strategie per restare estraneo a se stesso: intraprende una carriera di attore per la quale non è tagliato, studia una materia che non lo appassiona, infine sceglie l'esilio. Per sottrarsi al servizio militare abbandona Belgrado per Budapest, e da fi fugge inquieto alla volta della Germania, dove lavorerà, tra l'altro, in una ditta che prepara i defunti per l'ultimo riposo. In realtà, i molteplici impieghi e le inesauste flànerie sono semplici occasioni per spezzare i vincoli imposti dalla mera cronologia e intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, propiziato innanzitutto da un fitto intrico di relazioni erotiche: molti i nomi di donna che danzano sulle labbra di Rudi in queste funamboliche pagine, molti i mondi dischiusi da quei corpi, molti i fantasmi che vengono a tormentare gli amanti. Un romanzo magmatico e vigoroso in cui Velikic tratteggia, spostandosi con agilità nello spazio e nel tempo, la complessa scoperta di una vocazione, quella per la scrittura, grazie alla quale anche noi veniamo sollevati in un universo dove vorticano voci, echi e destini strappati all'oblio.
22,50

Di passaggio

di Jenny Erpenbeck

editore: Zandonai

pagine: 157

Una tenuta nelle campagne del Brandeburgo viene suddivisa tra le quattro figlie di un vecchio possidente terriero
13,00

Freelander

di Miljenko Jergovic

editore: Zandonai

pagine: 192

Quando tutto nella vita è andato storto, come al professor Karlo Adum, vedovo e pensionato, il quale ormai fa affidamento solo su una buona e vecchia Volvo che in trent'anni non lo ha mai piantato in asso, è forse giunto il tempo di mettersi in viaggio, e di portare con sé una pistola. Al volante della sua fedele amica, il professore percorre i chilometri che separano Zagabria da Sarajevo, la città natale da cui manca da quasi mezzo secolo. Davanti ai suoi occhi sfilano rovine, campi minati, ciminiere arrugginite e i bizzarri abitanti di una terra che non gli appartiene più. In questo pungente e disincantato romanzo on the road dominano, esplosivi, gli slanci, gli sdegni, le ossessioni e lo spirito ilare di un autore come Jergovic, che quando scrive mette in gioco l'intera esistenza.
15,00

Ludwig

di David Albahari

editore: Zandonai

pagine: 125

Due scrittori belgradesi, un tempo amici inseparabili, sono ora avvinti da un odio incontenibile. Il primo, Ludwig, un vanaglorioso ex autore di best-seller di fama internazionale, in pieno declino fisico, continua a essere idolatrato dal pubblico e dalla critica, e a calcare come una star la scena letteraria e mediatica. Il secondo è l'anonimo io-narrante di questo sofferto e incalzante monologo, un perdente di talento ma in profonda crisi creativa, quasi predestinato al ruolo di cavalier servente dell'amico, più istrionico e spregiudicato di lui. Un morboso gioco delle parti che culmina nell'acquisto di una pistola e in un inganno dalle tinte paradossali: l'appropriazione indebita di un libro mai scritto, il plagio di un'opera soltanto immaginata. E una città come Belgrado, provinciale regina del kitsch e della stampa scandalistica, feroce e umanissima al tempo stesso, è la cornice perfetta di questo grottesco intrecciarsi di verità e finzione. Chi è il traditore e chi il tradito?
13,00

Sfinge

di Anne Garréta

editore: Zandonai

pagine: 149

Immersa nelle luci notturne di Parigi e New York "Sfinge" è la storia di una passione divorante e anomala in cui molto viene occultato: dalla prima all'ultima pagina, infatti, il lettore non sa se i due amanti siano un uomo e una donna, oppure due uomini, o ancora due donne. E questo imprime al libro uno stile folgorante e raffinato - a tratti quasi oracolare - che consente ad Anne Garréta di sfoderare la sua stupefacente dimestichezza con gli enigmi dell'eros e una perfetta padronanza del gioco letterario. È difficile non finire irretiti da queste pagine cariche a un tempo di sensualità e di morte: quel che la carne unisce, l'incerta identità dei due protagonisti separa, lasciandoci senza difese dinanzi alle abissali domande suscitate in noi da una divinità inconoscibile, quella sfinge che è l'amore.
14,50

Minotauro

di Péter Nádas

editore: Zandonai

pagine: 221

Suscitano una sottile inquietudine questi labirintici racconti di Péter Nádas, perché scavano nel profondo delle nostre paure. Soprattutto quella che dovremmo avere di noi stessi, incapaci come siamo di conoscere e rispettare i nostri limiti, e sempre in procinto di cader vittime di un elemento mostruoso che può culminare in follia distruttiva. Nádas esplora con rara penetrazione psicologica quel fragile spazio interiore nel quale conformismo e repressione sociale possono facilmente incidere solchi di violenza e abuso. Lo sperimentano soprattutto i suoi giovani protagonisti, costretti a confrontarsi con l'enigmaticità delle azioni degli adulti, e con una delle tentazioni più radicate nell'animo umano: esercitare voracemente il potere assecondando il minotauro che è in noi.
16,00

Zink

di David Albahari

editore: Zandonai

pagine: 96

11,50

Lontano da loro

di Laurent Mauvignier

editore: Zandonai

pagine: 89

Luc ha vent'anni. Ama il cinema, soprattutto i vecchi film e gli attori di un tempo, e detesta la realtà che lo circonda. È duro imparare la propria parte nel mondo, soprattutto se si è figli di un operaio e di una casalinga dediti a un rassegnato conformismo, e si vive in una cittadina di provincia, specchio di quella "France profonde" di cui Mauvignier disegna qui un ritratto impietoso. Per questo Luc ha deciso di andarsene "lontano da loro", lontano dalle loro presenze e dai loro sguardi, nell'intento di ricominciare tutto da capo. Per un po' sembra crederci, ma ben presto, imprigionato in una solitudine sempre più radicale, smetterà di sperare che la fine di qualcosa preluda a un nuovo inizio. Uno struggente racconto a più voci, in cui ciascuno dei protagonisti - davanti a un gesto che coglie del tutto impreparati e fa crollare ogni certezza - aggiunge le inconfondibili note del proprio dolore a una composizione straordinariamente cadenzata e di grande intensità ritmica.
11,50

Via Pola

di Dragan Velikic

editore: Zandonai

pagine: 157

"La città delle ombre apre il suo cuore pietroso." Siamo a Pola, crocevia di popoli e culture differenti, la "Siberia marittima", come ebbe a definirla James Joyce, che la elesse a momentaneo quanto sofferto esilio e che appare tra i protagonisti di questo. In un vorticare di personaggi illustri e sconosciuti, reali e immaginari, costruttori folli e scrittori visionari, prostitute e psicopatici, si staglia, nella sua allucinata nitidezza, la figura di Bruno Gasparini, neuropsichiatra e memoria storica della città. Le confessioni dei suoi pazienti lo trascinano via via in un abisso di sogni malati, fino a farlo sprofondare nel gorgo di un'ossessione necrofila. A imprigionarlo come in una ragnatela è il fascino cupo di una Pola - scrive Claudio Magris nella sua Prefazione - "essenzialmente balcanica, lontanissima da quella della letteratura istriana italiana, in cui l'Adriatico è un soffio di gentilezza veneta".
15,00

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