Abscondita: Mnemosyne
Amedeo Modigliani e il suo mondo
editore: Abscondita
pagine: 131
Esistono, nella storia dell'arte del Novecento, figure mitiche, momenti mitici, luoghi mitici
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August Sander
Uomini del ventesimo secolo
editore: Abscondita
pagine: 221
Il volume, che contiene anche un saggio di Alfred Döblin, raccoglie sessanta ritratti in bianco e nero scattati da Sander tra
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Salvador Dalì
Ritratto di un genio
editore: Abscondita
pagine: 157
Una raccolta di foto che ritrae Salvador Dalì in vari momenti della sua vita
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The Empire State BuildingKids at work
di Hine Lewis H.
editore: Abscondita
pagine: 148
Per sei mesi, tra il 1930 e il 1931, Hine seguì la costruzione dell'edifico più alto mai costruito dall'uomo, miracolo dell'er
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Goya
I disastri della guerra
editore: Abscondita
pagine: 220
Vi sono artisti che hanno la capacità di imporre, imprimere, nella memoria dei contemporanei e dei posteri, un'immagine conden
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Gli artisti della mia vita
di Brassaï
editore: Abscondita
pagine: 255
Sono giunto assai tardi alla fotografia, ispirato dalla bellezza di Parigi, la notte
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Tina Modotti fotografa
editore: Abscondita
pagine: 188
Sempre, quando le parole arte" e "artistico" vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo
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Storyville portraits
di Bellocq E. J.
editore: Abscondita
pagine: 98
Prima di ogni altra cosa va detto che queste immagini sono indimenticabili al più alto livello dell'arte fotografica
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Frida Kahlo
Biografia per immagini
editore: Abscondita
pagine: 165
Questa scelta di ritratti di Frida Kahlo riunisce il lavoro di alcuni tra i più grandi fotografi del ventesimo secolo
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Berggasse, 19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938
di Edmund Engelmann
editore: Abscondita
pagine: 124
"Ancora ricordo come fossi emozionato e timoroso in quell'umido mattino di maggio del 1938, mentre camminavo per le strade deserte verso d numero 19 della Berggasse. Reggevo una valigetta con macchine fotografiche, treppiedi, obiettivi e pellicole, e mi sembrava che a ogni passo divenisse sempre più pesante. Avevo la sensazione che a chiunque sarebbe bastata un'occhiata per capire che mi stavo recando dal professor Sigmund Freud per svolgere un compito che i nazionalsocialisti non avrebbero gradito. Aveva appena finito di piovere. Il cielo era ancora cupo e il lastricato della Berggasse luccicava per la pioggia caduta. Quell'oscurità mi preoccupava. Temevo che non ci sarebbe stata luce sufficiente per scattare buone fotografie all'interno dell'abitazione. Flash e riflettori erano fuori questione. Mi avevano avvertito che la casa era costantemente sorvegliata dalla Gestapo. L'unica documentazione del luogo in cui Freud aveva vissuto e lavorato negli ultimi quarant'anni avrebbe dovuto essere raccolta senza destare il minimo sospetto. Temevo per la mia incolumità e per quella di Freud e della sua famiglia. Non volevo nel modo più assoluto che una mia imprudenza li mettesse in pericolo proprio ora che erano in procinto di lasciare Vienna verso la salvezza." (Dall'introduzione di Edmund Engelman)
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