Prima di ogni altra cosa va detto che queste immagini sono indimenticabili al più alto livello dell'arte fotografica. E non è difficile comprendere perché il ritrovamento delle lastre fotografiche di colui che era stato sino a quel momento un ignoto fotografo operante a New Orleans nei primi anni del secolo costituisca una stupefacente scoperta e un arricchimento della inesauribile storia della fotografia. Ottantanove lastre fotografiche in differenti stadi di corrosione, di deterioramento e di disfacimento furono il tesoro che Lee Friedlander scoprì nella New Orleans dei tardi anni Cinquanta, e che in seguito acquistò. Quando, nel 1970, una selezione di superbe riproduzioni di quelle lastre, ingegnosamente sviluppate da Friedlander, fu pubblicata dal Museum of Modern Art, il libro divenne immediatamente, e legittimamente, un classico. Molto, in queste immagini, testimonia il gusto dell'epoca: un'aura da bassifondi; la provenienza pressoché mitica (Storyville); l'aspetto informale, antiartistico, che si accorda con l'anonimia virtuale del fotografo e quella reale delle sue modelle; il loro status di objets trouvés, come un dono del passato. (dall'introduzione di Susan Sontag)
Storyville portraits
| Titolo | Storyville portraits |
| Autore | Bellocq E. J. |
| Collana | Mnemosyne |
| Editore | Abscondita |
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| Pagine | 98 |
| Pubblicazione | 2009 |
| ISBN | 9788884161932 |
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