Adelphi: Gli Adelphi
La vita di Irène Némirovsky
editore: Adelphi
pagine: 520
Di lei credevamo di sapere tutto: dalla nascita a Kiev nel 1903 alla morte ad Auschwitz nel 1942, dall'avventura del manoscritto di "David Golder", inviato anonimo nel 1929 all'editore Grasset, al manoscritto salvato di "Suite francese", apparso nel 2004 e tradotto ormai in trenta lingue. Sbagliavamo: Philipponnat e Lienhardt ce lo dimostrano in questa biografia. Per tre anni, costantemente affiancati dalla figlia di Irène, Denise Epstein, gli autori hanno consultato le carte inedite della scrittrice: la corrispondenza con gli editori come gli appunti presi a margine dei manoscritti, i diari come i taccuini di lavoro. Un'opera che non solo fa risorgere dall'oblio con una vividezza sorprendente le diverse fasi dell'esistenza di Irène (l'infanzia nella Russia prima imperiale e poi rivoluzionaria, la fuga prima in Finlandia e poi in Svezia, la giovinezza dorata in Francia, i rapporti con la società letteraria degli anni Trenta, gli sconvolgimenti della guerra, gli ultimi mesi di vita nel paesino dell'Isère dove si è rifugiata con la famiglia), ma coglie e restituisce tutte le sfaccettature di una personalità complessa, affrontandone senza remore di alcun tipo anche gli aspetti più discussi e contraddittori.
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Il catechismo del rivoluzionario. Bakunin e l'affare Necaev
di Michael Confino
editore: Adelphi
pagine: 266
"Possiamo domandarci perché Necaev mentisse, ricattasse, uccidesse. Lo faceva perché la "causa" ne aveva bisogno? O soltanto perché era un assassino e un bugiardo? Non è facile rispondere a questa domanda: la voce di Necaev non ci è giunta, o ci è giunta camuffata e mascherata. Probabilmente Necaev agiva così per spirito di sistema. Mentiva, scherniva, ricattava, uccideva perché credeva che la diffusione generale della turpitudine spingesse la società verso l'abisso, dove voleva farla cadere. Bakunin era troppo ingenuo per comprendere se stesso e il suo allievo. Egli fu affascinato da Necaev perché avvertiva in lui questa mescolanza tremenda di 'purezza' rivoluzionaria, di spirito distruttivo e di turpitudine. Purtroppo, non c'è attrazione alla quale l'uomo sia più sensibile." (Pietro Citati)
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Una bellezza russa e altri racconti
editore: Adelphi
pagine: 768
Ciò che ammiriamo sempre, anche quando Nabokov imposta la voce su una nota troppo alta o troppo bassa, è l'infinita sottigliez
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Tutte le novelle.
di Gottfried Keller
editore: Adelphi
pagine: 1296
"Più ancora che nei romanzi, Keller si rivelò artista di prima grandezza nei racconti, che ora hanno visto la luce in Italia in una splendida e completa raccolta pubblicata dalla casa editrice Adelphi. Novelle ricche di humour, di invenzione fantastica, di grazia fiabesca e di acutezza realistica ... In queste novelle palpita la dimensione più alta, più aperta della narrativa tedesca di quegli anni." (Claudio Magris)
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Il segreto di Joe Gould
di Joseph Mitchell
editore: Adelphi
pagine: 152
"È uno di quei (rari) libri da leggersi anzitutto così, d'un fiato, per il puro piacere di seguire la storia di Joe Gould, eccentrico barbone newyorchese degli anni Quaranta, sparuto, stridulo, sempre vestito di assurdi abiti smessi troppo grandi per lui, scroccone ai limiti della mendicità, imbucato di professione, privo di fissa dimora e ciondolante tra infimi alberghi, oscuri androni, stazioni della metropolitana, cucine assistenziali, ristoranti e bar dove sequestra tutte le bottiglie di ketchup sparse sui tavoli ('È l'unica cosa che non ti fanno pagare') e se le sorbisce a cucchiaiate... Il libro è un piccolo capolavoro di quell'arte (non c'è altra parola) così americana che consiste nel trattare la non-fiction, biografia, storia, cronaca, con tale sensibilità e intensità narrativa da renderla indistinguibile dalla fiction, pur restando i fatti scrupolosamente documentati e privi di qualsiasi orrenda romanzatura. Esempi sommi ci vennero in questo filone da Ernest Hemingway, Truman Capote, William Shirer. Ci mettiamo senza esitare anche il bravissimo Mitchell." (Fruttero & Lucentini)
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Il vino della solitudine
editore: Adelphi
pagine: 245
Il vino della solitudine è il più autobiografico e il più personale dei romanzi di Irene Némirovsky: la quale, pochi giorni pr
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Il male assoluto. Nel cuore del romanzo dell'Ottocento
editore: Adelphi
pagine: 457
Nessuno come Dostoevskij è andato mai così lontano, nel viaggio verso il Male assoluto: nessuno vi ha mai abitato con tale cos
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E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche
editore: Adelphi
pagine: 179
13 agosto 1944: il giovane Lucien Carr, per difendersi dalle avances dell'amico David Kammerer, lo ammazza e ne getta il corpo
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Memorie di un cane giallo e altri racconti
editore: Adelphi
pagine: 406
Giorgio Manganelli non può fare a meno di confessare, nella spiritosa introduzione, una sviscerata e quasi colpevole passione
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L'angioletto
editore: Adelphi
pagine: 197
Da vecchio, quando sarà diventato un pittore famoso, a chi gli chiederà: "Maestro, qual è l'immagine che ha di se stesso?" Lou
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La dottrina della vibrazione nello sivaismo tantrico del Kashmir
editore: Adelphi
pagine: 391
Tantrismo è parola su cui negli ultimi decenni si sono addensati in pari misura gli equivoci, la curiosità e gli studi rigoros
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Luce d'agosto
editore: Adelphi
pagine: 425
Nella mia terra la luce ha una sua qualità particolarissima; fulgida, nitida, come se venisse non dall'oggi ma dall'età classi
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