Alpine studio: OLTRE CONFINE
Goretta e Renato Casarotto. Una vita tra le montagne
editore: Alpine studio
Goretta e Renato Casarotto, una coppia in montagna e nella vita quotidiana. Lui, uno dei più grandi protagonisti dell'alpinismo mondiale negli anni '70 e '80, autore di salite straordinarie e in forte anticipo sui tempi, spesso in solitaria, alcune delle quali sono tuttora irripetute. Lei, la moglie, una donna che non ha mai voluto definirsi "alpinista", sebbene si muovesse senza problemi sulla roccia e sul ghiaccio, sia stata la prima italiana a giungere sulla vetta di un "ottomila", il Gasherbrum II, e abbia sempre avuto un ruolo cruciale nelle spedizioni extraeuropee di Renato. La loro è stata una storia fuori dal comune, nella quale si sono intrecciati sogni, scelte di vita, aspirazioni, giorni di grande alpinismo, lunghe attese al campo base, e la condivisione totale di ogni momento di vita. Una vicenda straordinaria, narrata in prima persona dall'autrice, in cui si inseriscono annotazioni e pensieri tratti dai diari di Renato. Anni di scalate grandiose, dalle imprese dolomitiche alle ascensioni sulle grandi montagne delle Ande dell'Alaska e dell'Himalaya, in cui l'io narrante dell'autrice lascia spesso il posto a quello di Renato, in un'alternanza che riecheggia in maniera reale la dinamica degli eventi. Un racconto che unisce momenti di cronaca, ricordi, aneddoti, ma accoglie anche e sempre la voce di Casarotto, costringendoci a riflettere sul senso del suo alpinismo e sul suo modo di affrontare l'esistenza in profonda relazione con la montagna.
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Goretta e Renato Casarotto. Una vita tra le montagne
editore: Alpine studio
pagine: 269
Goretta e Renato Casarotto, una coppia in montagna e nella vita quotidiana. Lui, uno dei più grandi protagonisti dell'alpinismo mondiale negli anni '70 e '80, autore di salite straordinarie e in forte anticipo sui tempi, spesso in solitaria, alcune delle quali sono tuttora irripetute. Lei, la moglie, una donna che non ha mai voluto definirsi "alpinista", sebbene si muovesse senza problemi sulla roccia e sul ghiaccio, sia stata la prima italiana a giungere sulla vetta di un "ottomila", il Gasherbrum II, e abbia sempre avuto un ruolo cruciale nelle spedizioni extraeuropee di Renato. La loro è stata una storia fuori dal comune, nella quale si sono intrecciati sogni, scelte di vita, aspirazioni, giorni di grande alpinismo, lunghe attese al campo base, e la condivisione totale di ogni momento di vita. Una vicenda straordinaria, narrata in prima persona dall'autrice, in cui si inseriscono annotazioni e pensieri tratti dai diari di Renato. Anni di scalate grandiose, dalle imprese dolomitiche alle ascensioni sulle grandi montagne delle Ande dell'Alaska e dell'Himalaya, in cui l'io narrante dell'autrice lascia spesso il posto a quello di Renato, in un'alternanza che riecheggia in maniera reale la dinamica degli eventi. Un racconto che unisce momenti di cronaca, ricordi, aneddoti, ma accoglie anche e sempre la voce di Casarotto, costringendoci a riflettere sul senso del suo alpinismo e sul suo modo di affrontare l'esistenza in profonda relazione con la montagna.
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Il settimo senso
di Kurt Diemberger
editore: Alpine studio
pagine: 337
Kurt Diemberger è uno dei grandi dell'alpinismo mondiale. Giunto al suo 80° compleanno, lo vediamo guardarsi indietro e contemplare con sorridente distacco la sua lunga carriera alpinistica. Dagli inizi quando, negli anni '50, affrontò le più difficili vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, per proseguire in Himalaya e nel Karakorum, dove realizzò le prime ascensioni assolute del Broad Peak e del Dhaulagiri, senza ossigeno e senza portatori d'alta quota. Diemberger ha poi salito altri quattro "ottomila" (Makalu, Everest, Gasherbrum II e K2) e per anni si è dilettato a documentare le montagne più spettacolari e i paesaggi più affascinanti del mondo. In questo libro, Kurt non si limita a raccontare e descrivere le sue avventure, ma tratteggia con passione e maestria le emozioni che lo hanno accompagnato in alcune situazioni al limite, con le quali ha dovuto confrontarsi e sulle quali nei suoi precedenti scritti non si era ancora soffermato. Fra queste la discesa dal Chogolisa, da solo e nella tormenta, dopo la scomparsa di Hermann Buhl; poi le angoscianti sensazioni provate durante la tragedia del K2 nel 1986, dove lui stesso si salvò per un soffio a 8000 metri di altitudine. Nel libro, Diemberger si chiede: è tutto casuale ciò che avviene? C'è qualcuno o qualcosa che guida gli eventi? Queste sono le domande che Kurt Diemberger si pone, e da esse trapela la profonda saggezza che lo ha sempre accompagnato, soprattutto mentre lottava per sopravvivere.
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Jerzy Kukuczka. Un grande tra i giganti della terra
editore: Alpine studio
pagine: 269
Jerzy Kukuczka, conosciuto affettuosamente come "Jurek", è stato il secondo uomo al mondo ad aver conquistato le vette dei 14 Ottomila, finendo la sua "corsa" solo un mese dopo Reinhold Messner, nel 1987. Jurek fu uno dei più grandi alpinisti del mondo e un accanito sostenitore delle salite in stile alpino in Himalaya, senza Fuso di ossigeno e disdegnando le imponenti e goffe spedizioni che erano tipiche di quegli anni in Himalaya. Nel breve tempo di otto anni, Kukuczka salì gli Ottomila della Terra rispettando le regole di un gioco che ancor oggi è poco conosciuto e compreso. Un confronto che gli impose di salire quelle vette con l'umiltà e il rispetto di non rincorrere una triste collezione di vie normali, ma vie nuove e prime invernali. Seguendo questo suo modo di essere, sui giganti di 8000 metri ha aperto sette vie nuove e compiuto ben quattro prime salite invernali! Dotato di una perseveranza senza eguali e di una capacità di adattamento unica, in molte di queste incredibili imprese ha avuto come compagni alcuni tra i più grandi nomi dell'alpinismo mondiale come Wojtek Kurtyka, Krzysztof Wielicki e Carlos Carsolio. Per una decina di volte costretto a bivacchi di fortuna oltre la zona della morte - alcune perfino nell'inverno Himalayano - Kukuczka ha vissuto la sua esistenza nella "gabbia" del sistema politico sovietico, che mandava in spedizione i propri alpinisti con mezzi tecnici e abbigliamento quasi primitivi, e con riserve alimentari molto scarse e razionate.
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Montagne per un uomo vero
di Pierre Mazeaud
editore: Alpine studio
pagine: 266
Questa è la storia di un grande uomo e grande alpinista francese. Pierre Mazeaud balzò agli onori della cronaca internazionale come uno dei superstiti, assieme a Walter Bonatti, alla grande tragedia del Pilone Centrale del Freney, sul Monte Bianco, nel 1961. Pierre Mazeaud ha una lunga carriera alpinistica alle spalle, con delle numerose prime ascensioni nelle Alpi e prime ascensioni invernali. Tra le tante imprese ha compiuto prime ascensioni come la via del Miracolo sulla Nord-Ovest del Monte Civetta con Sorgato e Piussi, la parete Est delle Petite Jorasses con Walter Bonatti, col quale instaurò un legame fraterno dopo la tragedia del 1961, la prima ascensione sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo (la via Couzy) con Renè Desmaison e le molte vie nuove nel gruppo del Monte Bianco, come la temuta parete Ovest del Blaitière con John Harlin. Un libro ricco di umanità, amore per la montagna, amicizia... e tanta, tanta voglia di calcare in eterno le magnifiche vette delle sue montagne. Prefazione di Walter Bonatti.
Esaurito
La fiamma dell'avventura
di Yates Simon
editore: Alpine studio
pagine: 210
La storia di questo scalatore è famosa in tutto il mondo e il suo nome è irrimediabilmente legato alla vicenda del Siula Grand
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Scott Fischer. Mountain madness. Dalle pendici dell'Everest, la storia di una vita senza fine
di Robert Birkby
editore: Alpine studio
pagine: 304
Questa è la storia di Scott Fischer, alpinista americano che ha dedicato la sua intera esistenza alle montagne più alte del pianeta, realizzando una serie di grandi ascensioni sulle vette innevate della catena Himalayana, sulle fredde cime del Nord America e sulle solitarie alture del Caucaso e dell'Africa. Più conosciuto come l'uomo che morì vicino alla vetta dell'Everest nel 1996, Fischer è diventato un'icona di audacia e di allegria, ma anche il simbolo di chi è riuscito a superare i propri limiti. Ma, per chi lo ha conosciuto, Scott era molto di più. Non solo un uomo d'azione, ma anche una persona con un gran cuore, che trasmetteva allegria e capace di coinvolgere anche il più scettico degli avventurieri in esperienze uniche e irripetibili. Scott Fischer, un romantico girovago, fin da giovane immerso nella natura più selvaggia, dalle lande desolate alle grandi foreste americane, è poi diventato uno degli alpinisti più famosi del mondo, conducendo un'attività tra le montagne che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, trasformandolo in una leggenda. Perse la vita in quella tragica ascensione sull'Everest del 1996, dopo essere stato sul tetto del mondo, certo della sicurezza dei suoi compagni, in salvo al campo del Colle Sud. Ancora oggi, Scott riposa sulla montagna che lo ha stregato per tutta la vita, su quell'Everest al quale la famiglia Fischer - dopo il ritrovamento della sua salma nel 2010 - non ha voluto portar via il suo pupillo.
Esaurito
L'uomo del Torre. Pensieri nel vento
editore: Alpine studio
pagine: 210
Il nome di Ermanno Salvaterra è oggi legato alla montagna simbolo della Patagonia: il Cerro Torre
Esaurito
Cento anni in vetta
Riccardo Cassin. Romanzo di vita e alpinismo
di Redaelli Daniele
editore: Alpine studio
pagine: 276
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Jerzy Kukuczka
Una grande tra i giganti della Terra
di Kukuczka Celyna
editore: Alpine studio
pagine: 288
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