Alpine studio: OLTRE CONFINE
A corda tesa. Alexander e Thomas Huber
di François Carrel
editore: Alpine studio
pagine: 214
Alex e Thomas, fratelli e compagni di cordata
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Alpinista per scommessa. Piero Ghiglione, scalate nei cinque continenti
di Italo Zandonella Callegher
editore: Alpine studio
pagine: 332
Fino agli anni sessanta del secolo scorso Piero Ghiglione era l'alpinista che aveva al suo attivo il maggior numero di ascensi
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La grande cordata. Le tribolazioni di Mick e Vic
editore: Alpine studio
pagine: 304
Mick Fowler e Victor Saunders, due tra i più celebri alpinisti inglesi, si sono conosciuti durante delle scalate invernali in
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L'arte di essere libero. Voytek Kurtyka. L'alpinista leggendario
di Bernadette McDonald
editore: Alpine studio
pagine: 295
Voytek Kurtyka è uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi
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Il legame. La vita al limite dell'esistenza
di Simon McCartney
editore: Alpine studio
pagine: 316
Quarant'anni fa due giovanissimi alpinisti, l'inglese Simon McCartney e il californiano Jack Roberts, si incontrarono casualme
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Patrick Edlinger. Libero nell'aria
di Jean-Michel Asselin
editore: Alpine studio
pagine: 185
Il mondo alpinistico rimase esterrefatto nel 2012 alla notizia che Patrick Edlinger, "l'uomo che ha inventato l'arrampicata",
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Downward bound. Contro ogni regola
di Warren Harding
editore: Alpine studio
pagine: 228
Da molti anni moltissimi appassionati del mondo verticale parlano questo libro "scandaloso", considerato un classico della let
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Nanga Parbat. La montagna leggendaria
di Gian Luca Gasca
editore: Alpine studio
pagine: 154
Raggiungere la vetta del Nanga Parbat è un sogno che ha spinto alpinisti di ogni generazione, dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri, a recarsi sotto le pendici del gigante himalayano con la speranza di poter toccare la sua cima ghiacciata di 8125 metri. Sulla nona montagna della terra si sono avvicendati i miti dell'alpinismo, dal visionario Albert Mummery alla conquista solitaria di Hermann Buhl passando per i fratelli Reinhold e Günther Messner, arrivando agli inarrestabili scalatori della scuola polacca e concludendo, per ora, con Simone Moro e la prima ascensione invernale. Uomini uniti dal desiderio di esplorare un mondo verticale che li ha consegnati ai posteri come leggende dell'alpinismo himalayano. Alpinisti che hanno saputo andare oltre le statistiche e all'avventato soprannome di "montagna assassina" per lasciare la loro traccia nei suoi ghiacci perenni. Un viaggio durato oltre cento anni che per ora termina il 26 febbraio 2016 con i primi salitori invernali. Un finale storico che lascia sorgere spontanea una domanda: chissà cosa ci riserverà nel prossimo futuro.
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Salvate Iñaki!
di Jorge Nagore
editore: Alpine studio
pagine: 209
Nel maggio del 2008 l'alpinista navarro Iñaki Ochoa de Olza stava scalando l'Annapurna con un compagno, lungo la parete sud
Esaurito
Azzardo estremo
di Tasker Joe
editore: Alpine studio
pagine: 298
Il 15 maggio 1982 Peter Boardman e Joe Tasker compirono il balzo finale per raggiungere la vetta dell'Everest lungo la cresta
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Il richiamo dei sogni. La montagna in punta di piedi
di Elio Orlandi
editore: Alpine studio
Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.
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Il richiamo dei sogni. La montagna in punta di piedi
di Elio Orlandi
editore: Alpine studio
pagine: 201
Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.
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