Arcana: Arcana Songbook
Ma c'è qualcosa che non scordo. Lucio Battisti. Gli anni con Mogol
editore: Arcana
pagine: 249
A quasi dieci anni dalla scomparsa di uno degli artisti italiani più amati e rimpianti, Songbook celebra Lucio Battisti con una doppia iniziativa editoriale: due libri che, pur uscendo separati, in realtà potrebbero e dovrebbero essere considerati come due lati dello stesso 45 giri, perché documentano due facce della stessa arte e raccontano due collaborazioni che più diverse non potrebbero essere. La prima di queste due opere è dedicata al fitto canzoniere firmato Battisti-Mogol: qui vengono analizzate le intermittenze del cuore, i canti liberi che ognuno ha intonato almeno una volta, in solitudine o davanti a una chitarra una luna e un falò, i brani che hanno rivoluzionato la canzone italiana e segnato non solo un'epoca.
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Specchi opposti. Lucio Battisti. Gli anni con Panella
di Ivano Rebustini
editore: Arcana
pagine: 158
Esistono molti libri dedicati alla coppia "storica" del pop italiano, Battisti-Mogol, eppure ben pochi autori si sono finora azzardati ad analizzare le affinità elettive che per circa un decennio avvicinarono Lucio Battisti a Pasquale Panella: un sodalizio che, secondo molti critici musicali, si sta imponendo come un modello per il futuro del pop italiano. Astratti, filosofici, a volte onirici: alcuni hanno paragonato i testi di Panella a esercizi formali di pura enigmistica, altri invece le hanno amate fin dal primo istante.
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Di acqua e di respiro. Ivano Fossati si racconta a Massimo Cotto
editore: Arcana
pagine: 164
Ivano Fossati è uno degli artisti più schivi della musica italiana
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Smisurate preghiere. Sulla cattiva strada con Fabrizio De André
di Cesare G. Romana
editore: Arcana
pagine: 183
Il libro, dedicato a Fabrizio De André, è un amarcord struggente raccontato da Cesare G. Romana, amico intimo e autore dell'unica biografia autorizzata dall'artista, "Amico Fragile". È un cammino a ritroso che parte con il funerale di Luigi Tenco, quando, accompagnando il feretro a Ricaldone, De André cantò e spiegò a Romana la prima bozza di "Preghiera in Gennaio", la canzone scritta nella notte e dedicata all'amico scomparso. Il racconto si snoda attraverso testi inediti, testimonianze dirette, dichiarazioni e notti insonni passate ad ascoltare musica e parlare del mondo.
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Rare tracce. Ironie e canzoni di Rino Gaetano
di Silvia D'Ortenzi
editore: Arcana
pagine: 158
Ironico, intelligente e graffiante, dotato di uno stile stralunato, il cantautore scomparso a Roma il 2 giugno 1981 è oggi un classico della musica italiana. Eppure agli inizi non era così: infatti Silvia D'Ortenzi chiarisce che Salvatore Antonio Gaetano fu per molto tempo dimenticato e solo recentemente sembrano riaffiorarne le tracce. L'autrice segue le orme di un artista ironico e originale: dalle prime incisioni sotto lo pseudonimo di Kammamuri's alle collaborazioni eccellenti con Mogol, passando per l'apparizione al Festival di Sanremo 1977 dove si presentò vestito in camicia a righe rosse, frac, cilindro e scarpe da ginnastica. Attraverso le interviste rilasciate a giornali, le apparizioni televisive e le situazioni ricordate dagli amici e dai colleghi nel corso degli anni, Silvia D'Ortenzi ricostruisce il clima e l'atmosfera in cui sono nati i dischi.
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Così mi distraggo un po'. Vita e canzoni di Lucio Dalla
di Michele Monina
editore: Arcana
pagine: 244
Linotipisti. Chi mai avrebbe potuto anche solo immaginare che un giorno, nei tardi anni Settanta, la parola linotipisti sarebbe finita in una canzone? Nessuno. Un po' perché quasi nessuno la conosceva, allora come oggi, un po' perché da che la musica americana è sbarcata anche da noi - rock'n'roll lo chiamavano ai tempi, nel dopoguerra - ha cominciato a girare questa leggenda metropolitana che vuole la nostra lingua, l'italiano, poco adatta a essere utilizzata per testi di canzoni, con quelle parole così lunghe, così poco armoniche e musicali. Poi è arrivato Lucio Dalla e di colpo le carte si sono mischiate, lì sul tavolo verde, e tutto è diventato possibile. Tutto. Polistrumentista dotato di una vocalità importante, di un estro fuori dal comune, di una curiosità insonne, il cantautore bolognese ci ha accompagnato per ormai mezzo secolo con le sue trovate musicali, mai uguali a se stesse, a volte pop, a volte jazzate, a volte classicheggianti, sempre sperimentali, mai banali e mai pretenziose. Attraverso i suoi album e le sue canzoni, "Così mi distraggo un po'" racconta la vita e l'opera di Lucio Dalla, un artista che ha attraversato tutta la storia della musica leggera italiana da protagonista, dagli anni del Beat fino a oggi, andando a legare il suo nome a quello di personaggi altrettanto significativi, da Gianni Morandi a Francesco De Gregori, passando per Mina e Roberto Roversi.
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Dario Fo. Il nostro piangere fa male al re
di Luca Moccafighe
editore: Arcana
pagine: 244
"Il nostro piangere fa male al re perché l'Italia è spaccata in due. Il nostro piangere fa male al re perché la gente muore cascando dalle finestre per sbaglio. Il nostro piangere fa male al re perché la crisi non esiste e in Svizzera c'è lavoro. Il nostro piangere fa male al re perché Cristo è partito in treno e ha dovuto emigrare. Il nostro piangere fa male al re perché il confine tra invenzione e dato reale è sempre molto sottile. Il nostro piangere fa male al re perché i censori impauriti e asserviti si nascondono sempre. Il nostro piangere fa male al re perché questa è la rappresentazione, questi i protagonisti, questo il palcoscenico. Il nostro piangere fa male al re perché (per l'ennesima volta) la verità dei creativi restituisce la dignità agli oppressi. Il nostro piangere fa male al re perché il re è nudo e un giorno piangerà anche lui."
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Volere è volare
Domenico Modugno: cantante, poeta, rivoluzionario
di Minervini Corrado
editore: Arcana
pagine: 261
Cinquant'anni fa Domenico Modugno incantava la platea di Sanremo con la canzone che sarebbe diventata il miglior passaporto it
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Rare tracce. Ironie e canzoni di Rino Gaetano
di D'Ortenzi Silvia
editore: Arcana
pagine: 158
Ironico, intelligente e graffiante, dotato di uno stile stralunato, il cantautore scomparso a Roma il 2 giugno 1981 è oggi un
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Luigi Tenco. Ed ora che avrei mille cose da fare
editore: Arcana
pagine: 142
Luigi Tenco ha lasciato molto dietro di sé. Prima di tutto un'eredità musicale fortissima, poi la curiosità per un'esistenza spesso fraintesa e sicuramente travisata, infine la domanda mai evasa: cos'è davvero successo e per quali motivi, quella notte del 27 gennaio 1967? Perché, come dice Enzo Jannacci, "Uno che scrive Lontano lontano, come fa a uccidersi?". Un viaggio verso il mare (e il male) di Tenco, dalle colline di Ricaldone fino alle onde di Genova, con testimonianze inedite e racconti partecipi di chi l'ha conosciuto, amato, rimpianto: la famiglia, che ha acconsentito ad aprire i cassetti e consegnare memorie e fotografie; i colleghi cantautori e musicisti (Paoli, Zero, Fossati, Baglioni, Reverberi), che ne hanno glorificato il talento e a volte condiviso la dannazione; i discografici che l'hanno seguito passo dopo passo in quella maledetta notte sanremese (Paolo Dossena). In occasione del quarantennale della morte di uno dei nostri cantautori più sensibili, Renato Tortarolo realizza su di lui un'opera completa e preziosa. Con l'aiuto di Giorgio Carozzi e Mario Dentone, firma un ritratto che svela particolari sconosciuti ma al tempo stesso rilancia quelli noti, affinché non si dimentichi chi ha scritto pagine memorabili che nessun colpo di pistola metterà mai a tacere.
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Quanta strada nei miei sandali. In viaggio con Paolo Conte
di Cesare G. Romana
editore: Arcana
pagine: 135
Con quella faccia un po' così e quell'espressione un po' così, Paolo Conte, avvocato astigiano cresciuto sotto le stelle del jazz, ha cambiato i lineamenti della canzone italiana, arricchendola di raffinate sfumature e carnali esotismi. In quarant'anni di quadri d'autore, ha saputo meglio di ogni altro artista italiano portare in scena l'altrove, quella voglia di teatralizzare in luoghi lontani storie che potrebbero tranquillamente accadere sotto casa. Pittore di territorio, autore sublime (da Azzurro per Celentano a Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli, la sua strada è lastricata di canzoni entrate subito nell'immaginario collettivo) e interprete sensibile, Conte ha colorato di epica la quotidianità, portando in scena un piccolo mondo antico dalle tinte forti e belle. Questo libro ripercorre il suo lungo cammino. Meta l'America del jazz di Jelly Roll Morton e quella che si consuma al ritmo di tango e habanera; la Parigi di Josephine Baker e del varietà; il mare antico, fuori dal tempo e dallo spazio; il passato delle Topolino amaranto, delle giarrettiere rosa, delle verdi milonghe e dei mocambi ricostruiti tra il naso di Bartali e la polvere sollevata da Gerbi il Diavolo Rosso. Corredato da un inserto di foto e di riproduzioni dell'altra grande passione dell'eclettico artista, la pittura.
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