Carocci: Biblioteca di testi e studi
La trama dei media. Stato, imprese, pubblico nella società dell'informazione
editore: Carocci
pagine: 219
Le telecomunicazioni, il cinema, la televisione, l'editoria, i new media sono tutti segmenti del settore della comunicazione i
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Politolinguistica. L'analisi del discorso politico
di Cedroni Lorella
editore: Carocci
pagine: 103
Se gli scienziati della politica considerano il linguaggio politico come un aspetto secondario rispetto ad altri macro-fenomen
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Nuove forme dell'abitare. L'housing sociale in Italia
di Bronzini Micol
editore: Carocci
pagine: 270
In Italia le politiche abitative hanno sempre rivestito un ruolo residuale, vista anche l'ampia diffusione della proprietà
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Superstitio. Devianza religiosa nell'impero romano
di Jörg Rüpke
editore: Carocci
pagine: 123
Questo libro si presta a un duplice percorso. Lo sguardo sulla devianza religiosa in antichità solleva contemporaneamente questioni normative che, per definizione, devono limitare le variazioni. Chi stabilisce tali norme? Come vengono imposte nelle diverse epoche? Allo stesso tempo, lo sguardo sulla devianza, sulle narrazioni delle rotture delle norme può essere utilizzato per identificare tangibili variazioni in un determinato comportamento religioso. In quale misura nell'antichità romana vi era individualità in ambito religioso? L'idea di religione pre-moderna come religione rigidamente collettiva deve essere messa in discussione: questo è uno dei presupposti del libro. Inoltre, la religiosità individuale si manifesta in un ambito sociale e tali ambiti si trasformano storicamente. Utilizzando classici come Cicerone e Varrone, ma servendosi anche delle fonti giuridiche del tempo l'autore dimostra che la "religione romana" non è un monolite immutabile e pertanto, in queste pagine, essa viene rigorosamente storicizzata.
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L'eruzione vesuviana del 1631. Una storia d'età moderna
di Alfonso Tortora
editore: Carocci
pagine: 150
A partire dall'operazione bibliografica condotta dall'austriaco Friedrich Furchheim, basata su una consolidata tradizione storico-scientifica e sul modello europeo ottocentesco della bibliografia descrittiva, il volume si sofferma sul più grande evento vulcanico della storia italiana moderna. L'eruzione vesuviana del 1631 interessa non solo gli studiosi delle scienze della Terra, ma anche altri generi disciplinari: da quelli politici, sociali ed economici a quelli linguistici, letterari e religiosi, per non parlare degli aspetti paesaggistico-naturali o di quelli archeologici ed urbanistici. Sullo sfondo di tutto ciò il volume riserva una dovuta attenzione alla storia del Seicento italiano, con particolare riferimento ad uno spazio geografico e politico ben individuato: Napoli, città sede del governo vicereale spagnolo, dove vigeva "la celebrazione dei trionfi della fede e l'asserita disponibilità a difenderla" anche contro la insostenibile ira divina. Inoltre, il volume apre alla comprensione del modo con cui il racconto pliniano sull'evento del 79 d.C. illumina gli scritti dedicati a quei Discorsi della natura, accidenti e pronostici dell'incendio del Monte di Somma dell'anno 1631 che, a partire dallo stesso dicembre 1631, videro la luce in Napoli e altrove con un numero e una frequenza impressionanti.
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Filosofia e didattica. Apprendimento e acquisizione di competenze a scuola
di Alessandra Modugno
editore: Carocci
pagine: 123
Qual è il potenziale educativo della filosofia? Quali competenze richiede e suscita l'esperienza filosofica? È possibile rispondere a tali questioni senza interrogarsi sullo statuto epistemologico della filosofia stessa, oppure prescindere dal porre a tema un'ontologia dell'umano"? Il volume compagina l'indagine su oggetti diversi e interconnessi - l'uomo, l'educazione, i caratteri e le potenzialità del pensiero, le metodologie didattiche più adeguate ad un apprendimento efficace, la progettazione per competenze - e un approccio trasversale e interdisciplinare, la contaminazione tra la prospettiva teoretica e quella della sperimentazione pedagogica. L'obiettivo di ricerca, nel contesto delle attuali emergenze sociali e culturali, è non solo chiarire come viene richiesto di insegnare filosofia oggi, ma soprattutto esplorare come la filosofia può veicolare saperi essenziali e costitutivi per l'uomo e al contempo promuovere l'acquisizione di competenze.
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Poplife. Il realitysmo tra mimetismo e chance sociale
di Letteria G. Fassari
editore: Carocci
pagine: 117
Intrecciando teoria sociale, media e "cultural studies" e soprattutto basandosi sull'analisi di centinaia di videointerviste ai giovani che aspirano ad ottenere la possibilità di partecipare al reality show "Grande Fratello", l'autrice interpreta il desiderio di accedervi e ne descrive le logiche emergenti. Il risultato è uno spaccato interessante e vivido della contemporaneità declinata in sfumature esistenziali che vanno, come suggerisce il titolo, dal mimetismo alla chance di carattere sociale. Il realitysmo non riguarda solo chi si presenta a un provino per un reality ma è uno di quegli scapes che improntano la nostra vita, un modo in cui ci relazioniamo alla realtà, al desiderio e all'immaginario.
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Ritratti hegeliani. Un capitolo della filosofia americana contemporanea
di Luca Corti
editore: Carocci
pagine: 295
Fino a circa trent'anni fa il mondo filosofico americano guardava a Hegel con sospetto
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Scienza e politica nell'era nucleare. La scelta pacifista di Edoardo Amaldi
di Lodovica Clavarino
editore: Carocci
pagine: 191
Edoardo Amaldi è stato una figura di primissimo piano nella ricerca italiana ed europea del ventesimo secolo, in particolar modo nella delicata fase di ricostruzione e riorganizzazione delle attività scientifiche nel secondo dopoguerra. Fisico nucleare di fama internazionale e convinto europeista, Amaldi è stato uno dei fondatori del CERN (Ginevra) - di cui fu il primo segretario generale - e dell'Agenzia spaziale europea (ESA). La sua attività di scienziato è stata improntata alla rivendicazione dell'autonomia della ricerca da qualsiasi scopo militare e al principio della cooperazione scientifica internazionale. Profondamente segnato dall'esperienza della guerra e dal ruolo in essa avuto dalla fisica atomica, nel corso della sua vita Amaldi s'impegnò con numerose iniziative nazionali e internazionali a sensibilizzare le classi dirigenti e l'opinione pubblica sui temi del disarmo nucleare, promuovendo al contempo l'uso pacifico dell'energia nucleare. Attingendo a fonti in gran parte inedite, l'autrice ricostruisce in modo appassionato e con rigore storico l'avvincente trama dell'impegno civile e pacifista di Amaldi - dai fortunati anni del "gruppo di via Panisperna" al coinvolgimento nel Pugwash - delineando una personalità indissolubilmente connessa ad alcuni tra i maggiori eventi storici del Novecento.
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La differenza insegna. La didattica delle discipline in una prospettiva di genere
di Maria Serena Sapegno
editore: Carocci
pagine: 197
Il libro - dovuto alla passione e all'impegno di molte autrici e frutto dell'incontro e della collaborazione tra scuola e università - fa seguito a numerosi dibattiti, a un appello sulla stampa a proposito dell'ultimo concorso a cattedra e al Convegno nazionale che ne è scaturito (Facoltà di lettere e filosofia, Roma, febbraio 2013). È infatti ormai senso comune che la scuola e l'università potrebbero e dovrebbero avere una funzione importante anche nell'educazione alla parità tra uomini e donne, così come al riconoscimento della differenza e dei modi di viverne liberamente le caratteristiche. Alla base di questo importante processo non può che esserci la revisione di quell'idea astratta di Uomo che abbiamo ereditato dalla tradizione, per abituarci a pensare un mondo popolato di uomini e di donne. Tutte le discipline sono coinvolte in questo percorso critico, per aiutarci a smontare gli stereotipi che ci inchiodano a ruoli rigidi e umilianti, per insegnarci a svelare la misoginia e a costruire uno sguardo critico sul mondo che ci circonda, sulle dinamiche di potere nelle quali cresciamo e che spesso non vediamo, anche se sono dietro tante manifestazioni di violenza.
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Aby Warburg, antropologo dell'immagine
editore: Carocci
pagine: 142
Se per molto tempo il suo apporto è stato trascurato dagli antichisti e dagli storici dell'arte, Aby Warburg è considerato oggi come colui che ha posto le premesse per un'antropologia dell'immagine, disciplina parallela alla storia dell'arte, che si occupa di delineare una storia più ampia dell'immagine come prodotto "antropologico" e di tracciarne una vera e propria storia dello sguardo. Warburg ha rivoluzionato il quadro tradizionale di queste discipline e il rapporto, nello studio dell'immagine, fra l'apporto storico artistico e quello antropologico. La riflessione su alcuni aspetti centrali della sua ricerca è affrontata da A. Pinotti e A. Ducei, mentre il rapporto con l'antico è approfondito da B. Cestelli Guidi sul progetto di allestimento della Gipsoteca nella Kunsthalle di Amburgo, che fa riferimento a materiali inediti. G. Chiarini tratta il tema di Orfeo, centrale nel "Bilderatlas". L'interesse per la circolazione delle immagini fra il Nord e il Sud dell'Europa e fra Oriente e Occidente e il rapporto fra i committenti e l'opera d'arte sono temi affrontati da E. Villari che ripercorre gli studi sugli arazzi come "veicoli mobili di iconografie". Chiude il volume C. Cieri Via che traccia la storia della ricezione del rapporto fra Aby Warburg e l'antropologia attraverso gli studi degli ultimi decenni e analizza alcuni dei punti cruciali dell'antropologia delle immagini warburghiana.
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L'urlo contro il regime. Gli antifascisti italiani in Tunisia tra le due guerre
di Leila El Houssi
editore: Carocci
pagine: 230
Il volume affronta il tema dell'antifascismo italiano in Tunisia tra le due guerre mondiali e rimette in discussione il luogo comune secondo cui la numerosa collettività italiana presente nel paese nordafricano fosse totalmente schierata col regime fascista. In realtà, contro la dittatura di Mussolini e la sua propaganda sorse una corrente di opposizione i cui protagonisti furono membri dell'élite borghese liberale di appartenenza massonica, militanti del movimento anarchico, esponenti della classe operaia organizzata nei partiti della sinistra socialista e comunista e aderenti a Giustizia e Libertà. Nacque così un dinamico laboratorio politico animato da giovani italo-tunisini che vide nei primi anni Trenta la costituzione della sezione tunisina della Lega italiana dei diritti dell'uomo (LIDU) e, in seguito, l'apporto di personalità politiche come Velio Spano e Giorgio Amendola inviati dal Centro estero del PCI per dare respiro internazionale al movimento antifascista di Tunisia. Le vicende di questo nucleo antifascista sono state ricostruite attraverso l'analisi della stampa, della memorialistica e di una vasta documentazione reperita negli archivi tunisini, italiani e francesi.
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