Corsiero editore: Il Cannocchiale
Di fronte alla Shoah. Arte fra testimonianza ed empatia
di Salvatore Trapani
editore: Corsiero editore
pagine: 142
Con questo saggio dedicato ad alcuni celebri artisti deportati nei Lager nazisti e ad altri contemporanei - definiti empatici
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La neve e il sangue. La resistenza letteraria di Gesualdo Bufalino
di Giulia Cacciatore
editore: Corsiero editore
pagine: 200
Attraverso una serie di documenti inediti e testimonianze dirette Giulia Cacciatore ricostruisce la biografia giovanile dello
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En suspens. Scenari di tempo. Marguerite Duras, Claudio Parmiggiani, Luigi Ghirri
di Vega Tescari
editore: Corsiero editore
pagine: 381
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Contea inglese. Autoritratto dello scrittore da lettore
di Silvio D'Arzo
editore: Corsiero editore
pagine: 212
"Contea inglese" è il titolo che Ezio Comparoni aveva pensato di assegnare alla raccolta dei suoi saggi sugli scrittori strani
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Civilmente. Prontuario di riti civili per laici pigri
editore: Corsiero editore
pagine: 155
Finalmente abbiamo una guida per chi sente l'esigenza di sottolineare con un rito laico i momenti importanti della propria vit
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Scritti da un ducato in fiamme. Delfini, D'Arzio e il Novecento
di Alberto Bertoni
editore: Corsiero editore
pagine: 155
Il titolo di questo libro richiama la raccolta di novelle con cui Carlo Emilio Gadda vinse il premio Viareggio nel 1953. Là era "per allegoria, il ducato di Milano, una zona virtuale, lontana nel tempo e nella storia, nostalgica, viscontea; ovvero il periodo del duce"; qui, similmente, è il Ducato estense nei suoi prolungamenti novecenteschi, Modena e Reggio Emilia, e i due maggiori scrittori di quelle città: Antonio Delfìni e Silvio D'Arzo. Per diverse ragioni accomunati da un destino di outsider e di "sbrancati", questi narratori hanno dialogato con le avanguardie storiche novecentesche e con la miglior tradizione letteraria anglosassone, nutrendo, come pochi altri, il loro milieu emiliano e provinciale di elementi europei. La giustapposizione di questi due profili letterari avviene sullo sfondo di una tradizione emiliana che l'autore tratteggia evocandone le propaggini che si estendono fino ai nostri giorni, nelle pagine di scrittori come Pier Vittorio Tondelli, Ugo Cornia, Francesco Guccini, Ermanno Cavazzoni e Daniele Benati. Alberto Bertoni ha rifuso in questo libro saggi scritti nell'arco di alcuni decenni: una lunga frequentazione critica delle pagine di Antonio Delfini e di quelle di Silvio D'Arzo, arricchita dalla passione delle comuni radici e della consanguineità di storie e di geografie: così, in controluce, si riconoscono in alcune di queste pagine affioramenti autobiografici delfiniani e darziani e dell'autore stesso.
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