DeriveApprodi: Biblioteca dell'operaismo
Operai e capitale
di Mario Tronti
editore: DeriveApprodi
pagine: 320
"Operai e capitale" è unanimemente riconosciuto come il testo fondamentale dell'operaismo italiano, un filone di pensiero poli
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Pipe-line. Lettere da Rebibbia
di Antonio Negri
editore: DeriveApprodi
pagine: 212
Venti lettere, scritte nella sezione speciale del carcere romano di Rebibbia e rivolte a un giovane amico, in cui Toni Negri r
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Maggio '68 in Francia
editore: DeriveApprodi
pagine: 93
"La grandezza del maggio francese stava in quello che vedemmo nei giorni successivi, quando la maggioranza s'era fermata, gli operai cominciavano a invadere il centro e quella macchina infernale che si chiama metropoli cominciava a funzionare con altre regole, con altri ritmi. Perché continuava a vivere in un'atmosfera liberatoria, quasi di euforia, in cui tutti sembravano divenire qualcun'altro, qualcuno che fino ad allora era rimasto compresso e che ora prendeva respiro. I trasporti erano bloccati, ma la gente s'era inventata di tutto per muoversi, forse scopriva per la prima volta la città e si spostava per grandi insiemi sempre dialoganti, in una grande animazione. Dovevamo ogni giorno aggiustare i nostri schemi mentali, in fin dei conti non ci era mai capitato di vivere una situazione nella quale un'intera società spezza i ritmi, le convenzioni. Così, perché è stufa, ne ha abbastanza, vuoi andare altrove dal Piano in cui l'hanno costretta, e in fondo non le importa di come andrà a finire. Certo, il fronte operaio gli obiettivi concreti li aveva, seguiva la logica del conflitto e del negoziato, qui le cose tornavano, ma in realtà, a pensarci bene, quel che di eccezionale stava succedendo sotto i nostri occhi era qualcosa che non potevi classificare come 'rivoluzione', eppure sì, lo era, era la forma contemporanea di quella cosa lì, ma che nulla aveva a che fare con quel che sapevamo del 1789 in Francia o del 1917 in Russia".
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L'operaismo degli anni Sessanta. Da «Quaderni rossi» a «classe operaia»
editore: DeriveApprodi
pagine: 894
Un libro e un Dvd per narrare l'epopea dell'"operaismo italiano". La storia di un'area culturale e politica che nel nostro paese ha molto influito nell'agire sindacale e partitico, sia di orientamento riformista che rivoluzionario. I suoi principali strumenti furono le riviste "Quaderni rossi" prima e "classe operaia" poi. Riviste animate da, solo per fare alcuni nomi, Raniero Panzieri, Mario Tronti, Toni Negri, Alberto Asor Rosa, Massimo Cacciari, Aris Accornero, Vittorio Rieser, Romano Alquanti, Lapo Berti, Sergio Bologna, Luciano Ferrari Bravo, Rita Di Leo... A suggellare l'intelligente preveggenza argomentativa di quei due straordinari laboratori di pensiero innovativo vi furono, a fine decennio, i moti del '68 studentesco e del '69 operaio. Senza i presupposti della vicenda operista non sarebbero nati Potere operaio e Lotta continua, due tra i principali gruppi extraparlamentari; e non sarebbero nati nelle fabbriche i Consigli, la principale espressione del rinnovamento sindacale che portò al varo dello Statuto dei Lavoratori.
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Avete pagato caro non avete pagato tutto. La rivista «Rosso» (1973-1979)
editore: DeriveApprodi
pagine: 109
La testata dice "Rosso". Cinque lettere che sembrano di vernice fresca. "Rosso" dell'estraneità operaia, delle lotte in fabbrica e della produzione che si rovescia sul territorio. "Rosso" delle occupazioni, delle autoriduzioni, dell'illegalità di massa. "Rosso" di Pat Garrett e Billy Kid. "Rosso" delle pellicole crepuscolari di Sam Peckinpah, nell'aurora del proletariato giovanile. "Rosso" della fabbrica diffusa e dell'operaio sociale. "Rosso" che sulle gradinate dello stadio Meazza, Milano, San Siro, intravede "guerriglieri" e non più "foche ammaestrate". "Rosso" delle foto in bianco e nero di Aldo Bonasia: niente distanza di sicurezza e sempre a un metro dal cordone più duro del corteo. "Rosso" del "Riceviamo e pubblichiamo". "Rosso" dell'"Avete pagato caro". E anche del "Non avete pagato tutto". Secondo Lea Melandri, "Rosso giornale dentro la confusione". "Rosso" contro la metropoli, alla ricerca d'un altro "Che fare?". "Rosso" dimenticato, seppellito da quintali d'incartamenti giudiziari, cancellato da anni di carcere e decenni d'esilio. Nel corso degli anni Settanta "Rosso" è stata una tra le più sperimentali e innovative riviste dell'Autonomia operaia. Fu "Rosso" a promuovere la scoperta del nuovo continente politico, umano e sociale che si estendeva oltre i confini del Movimento operaio ufficiale. Fu "Rosso" ad annunciare la genesi dell'operaio sociale protagonista dello scontro del 1977. Il DVD-ROM allegato contiene la raccolta completa della rivista.
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Noi operaisti
di Mario Tronti
editore: DeriveApprodi
pagine: 124
"Ai capitalisti fa paura la storia degli operai, non fa paura la politica delle sinistre. La prima l'hanno spedita tra i demoni dell'inferno, la seconda l'hanno accolta nei palazzi di governo. E ai capitalisti bisogna fare paura. È ora che un altro spettro cominci ad aggirarsi, non solo in Europa, ma nel mondo. Lo spirito, risorto, redento del comunismo".
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I libri del rogo. Crisi dello Stato-piano,Partito operaio contro il lavoro,Proletari e Stato,Per la critica della costituzione materiale-Il dominiio e il sabotaggio
di Antonio Negri
editore: DeriveApprodi
pagine: 301
Scritti nel corso degli anni Settanta e tradotti in diverse lingue, i cinque opuscoli che compongono questo libro sono stati c
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