DeriveApprodi: Habitus
L'Italia era bellissima. Città e paesaggio nell'Italia repubblicana
di Vezio De Lucia
editore: DeriveApprodi
pagine: 144
Vezio De Lucia, architetto e urbanista, ripercorre la storia della politica di progettazione e pianificazione della città mode
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Biosfera l'ambiente che abitiamo
editore: DeriveApprodi
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Coltiviamo il nostro giardino
editore: DeriveApprodi
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Nell'antropocene. Etica e politica alla fine di un mondo
editore: DeriveApprodi
pagine: 270
Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, inquinamento, esaurimento delle risorse, collasso ambientale: gli ultimi giorni
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Piccoli universali di architettura del paesaggio
di Zagari Franco
editore: DeriveApprodi
pagine: 153
Prafrance è la coltivazione di bambù più grande d'Europa, il forte di Bard in Valle d'Aosta è un capolavoro di ingegneria, di
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Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
di Gilles Clément
editore: DeriveApprodi
pagine: 147
"Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe. Si spostano in silenzio, in balìa dei venti. Niente è possibile contro il vento. Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili. Il caso organizza i dettagli, per la diffusione delle specie ricorre a ogni possibile vettore. Non c'è nulla che non sia adatto al trasporto: dalle correnti marine alle suole delle scarpe. Ma la gran parte del viaggio spetta agli animali. La natura prende in prestito gli uccelli consumatori di bacche, le formiche giardiniere, le docili pecore, sovversive, il cui vello racchiude campi e campi di sementi. E poi l'uomo. Animale tormentato in continuo movimento, libero scambiatore della diversità. L'evoluzione ha il suo tornaconto. La società no. Il minimo progetto di gestione cozza contro il calendario delle previsioni. Come ordinare, gerarchizzare, imporre, quando a ogni angolo spuntano possibilità? Come conservare il paesaggio, gestirne il dispendio se si trasforma col passare degli uragani? Quale schema tecnocratico applicare agli straripamenti della natura, alla sua violenza? Al cospetto dei venti e degli uccelli rimane il problema dei divieti. La natura creativa condanna il legislatore a rivedere i testi, a cercare parole rassicuranti. [...] Cosa diventeremo se gli stranieri occupano le nostre terre? È questione di sopravvivenza...
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