Libri di Gilles Clément
Il giardino in movimento
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 308
Trent'anni dopo la sua prima pubblicazione, "Il giardino in movimento" racchiude ancora in sé diversi gradi di leggibilità: è
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Ho costruito una casa da giardiniere
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 158
«Quando ho comprato questo posto per venirci a vivere il mio progetto non era quello di costruire una casa con un giardino int
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Breve trattato sull'arte involontaria
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 101
«Per chi sa osservare, tutto è arte
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Un grande giardino
editore: Rizzoli
pagine: 32
Come tutti, il giardiniere può: salutare stendere il bucato, suonare la tromba, andare a caccia di farfalle, avere la luna sto
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Manifesto del Terzo paesaggio
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 112
Gilles Clément, paesaggista, indica tutti i "luoghi abbandonati dall'uomo": i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un'aiuola spartitraffico. Sono spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomunati solo dall'assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica. Questo piccolo libro ne mostra i meccanismi evolutivi, le connessioni reciproche, l'importanza per il futuro del pianeta.
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L'alternativa ambiente
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 67
Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organi
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Piccola pedagogia dell'erba. Riflessioni sul giardino planetario
di Gilles Clément
editore: DeriveApprodi
pagine: 157
Temporali e cimiteri, land art e insetti, volpi volanti e dèi del giardino. Poi migrazioni, vagabondaggi, erranza umana e vegetale. Architetture urbane e del paesaggio. Radici secolari. Talpe sovversive e cani randagi. Un libro lungo vent'anni che raccoglie il farsi del pensiero e della pratica di Gilles Clément, giardiniere, paesaggista e filosofo francese. Ritroviamo gli incolti, il meticciato, il terzo paesaggio, il giardino planetario e il giardino in movimento - temi cari all'autore e per i quali è oggi noto. Ma anche le nuvole, il bioma, Jean-Baptiste Lamarck e il posto degli umani nella biosfera. A tenere insieme tutto questo è Louisa Jones, curatrice del volume, e il pensiero stesso di Gilles Clément, a partire dalla filosofìa di una Terra intesa come vivente, sulla quale "la vita avanza seguendo un caos poetico, che si offre a tutti coloro che sono disposti a non chiudere gli occhi". Postfazione di Andrea Di Salvo.
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Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
di Gilles Clément
editore: DeriveApprodi
pagine: 147
"Le piante viaggiano. Soprattutto le erbe. Si spostano in silenzio, in balìa dei venti. Niente è possibile contro il vento. Se mietessimo le nuvole, resteremmo sorpresi di raccogliere imponderabili semi mischiati di loess, le polveri fertili. Già in cielo si disegnano paesaggi imprevedibili. Il caso organizza i dettagli, per la diffusione delle specie ricorre a ogni possibile vettore. Non c'è nulla che non sia adatto al trasporto: dalle correnti marine alle suole delle scarpe. Ma la gran parte del viaggio spetta agli animali. La natura prende in prestito gli uccelli consumatori di bacche, le formiche giardiniere, le docili pecore, sovversive, il cui vello racchiude campi e campi di sementi. E poi l'uomo. Animale tormentato in continuo movimento, libero scambiatore della diversità. L'evoluzione ha il suo tornaconto. La società no. Il minimo progetto di gestione cozza contro il calendario delle previsioni. Come ordinare, gerarchizzare, imporre, quando a ogni angolo spuntano possibilità? Come conservare il paesaggio, gestirne il dispendio se si trasforma col passare degli uragani? Quale schema tecnocratico applicare agli straripamenti della natura, alla sua violenza? Al cospetto dei venti e degli uccelli rimane il problema dei divieti. La natura creativa condanna il legislatore a rivedere i testi, a cercare parole rassicuranti. [...] Cosa diventeremo se gli stranieri occupano le nostre terre? È questione di sopravvivenza...
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Breve storia del giardino
di Gilles Clément
editore: Quodlibet
pagine: 129
Il primo giardino è quello dell'uomo che ha scelto di interrompere le proprie peregrinazioni
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Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
di Gilles Clément
editore: DeriveApprodi
pagine: 120
Panace di Mantegazzi, porracchia sudamericana, fico d'India, papavero sonnifero, poligono del Giappone, erba della Pampa... trasportate dal vento, dagli animali o dalle suole delle scarpe, anche nelle nostre contrade le erbe vagabonde hanno conquistato, con coraggio e vitalità, giardini, scarpate e terreni incolti. Eppure, le erbe vagabonde non hanno buona nomea: le si chiama anche erbacce, piante selvatiche, piante infestanti e spesso si vieta loro un diritto all'esistenza. Piante nemiche, ma davvero così pericolose? Gilles Clément, paesaggista francese e inventore del "giardino in movimento" nel quale coltiva felicemente queste piante dai nomi esotici, in questo libro sceglie di farne l'elogio. Di queste erbe racconta la storia, le origini, il modo in cui le ha incontrate. E spiega come l'uomo, i diserbanti, il cemento, i dissodamenti e le coltivazioni industriali abbiano permesso a queste piante randagie di insediarsi e crescere. Coniugando il talento del giardiniere a quello scrittore, in nome della difesa della mescolanza planetaria, ci consegna un libro dove letteratura e botanica coesistono a difesa della diversità. Un libro che è insieme una filosofia del paesaggio, e della relazione tra uomo e piante, e un manuale per imparare ad amare anche le erbe senza fissa dimora.
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