Donzelli: Saggi arti e lettere
Rami nel tempo. Memorie di famiglia e romanzo contemporaneo
di Elisabetta Abignente
editore: Donzelli
pagine: 256
«Non avevo molta voglia di parlare di me
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Kore, la ragazza ineffabile. Un mito tra passato e presente
editore: Donzelli
pagine: 206
Nel mito greco la giovane Persefone è chiamata Kore, ragazza: la figlia di Demetra e Zeus è infatti solo una ragazza quando vi
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Maschere grottesche. L'informe e il deforme nella letteratura dell'Ottocento
di Vanessa Pietrantonio
editore: Donzelli
pagine: 225
«Nel pensiero dei moderni, il grottesco - scrive Victor Hugo nella Prefazione al suo Cromwell - ha una parte immensa
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La vita in villa. Svaghi, lussi e raffinatezze nell'Italia del Settecento
di Giulia Torri
editore: Donzelli
Appena due secoli fa, nell'ambiente culturale e sociale delle villeggiature italiane settecentesche si sviluppava un vivere se
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Galassia Ariosto. Il modello editoriale dell'«Orlando Furioso» dal libro illustrato al web
editore: Donzelli
pagine: 475
A cinquecento anni dalla prima edizione, le avventure di Orlando e Angelica continuano ad affascinare, a dimostrazione che un
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I poeti del Novecento
di Franco Fortini
editore: Donzelli
pagine: 315
Nel centenario della nascita di Franco Fortini torna in libreria l'antologia dei poeti italiani del Novecento, un'opera che og
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Il borghese fa il mondo. Quindici accoppiamenti giudiziosi
editore: Donzelli
pagine: 463
Secondo alcuni il mondo è una biblioteca; ma se persino le stelle fisse, fisse non sono, allora una biblioteca non sarà un luo
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Tutto il teatro
di Vincenzo Ziccarelli
editore: Donzelli
pagine: 462
La complessità dei testi teatrali di Vincenzo Ziccarelli fa il pari con la complessità delle relazioni che essi hanno instaura
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A filo doppio. Un'antologia di scritture calabro-canadesi
editore: Donzelli
pagine: 379
Quindici scrittori italo-canadesi, di origine calabrese
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Arte e sfera pubblica. Il ruolo critico delle discipline umanistiche
di Michele Dantini
editore: Donzelli
In che modo l'arte contribuisce al vigore della sfera pubblica? E qual è il compito civile che la critica d'arte, intesa nel suo senso più elevato, può svolgere? In questo volume, Michele Dantini prova a dare risposta a tali interrogativi avvicinando artisti per definizione elusivi, come Duchamp e Manzoni, cui sono dedicati saggi di avvincente precisione, e confrontandosi con grandi storici dell'arte (Warburg, Panofsky, Wind, Gombrich e Baxandall; tra gli italiani Longhi) che hanno saputo e voluto essere intellettuali pubblici: non però nel modo immediato e a tratti tirannico della militanza, ma attraverso un complesso intreccio di attualità e inattualità, prossimità e distanza, coinvolgimento e «inflessibile erudizione». Nel prendere spunto dall'attuale crisi della critica, l'autore rifugge il prevedibile lamento sulla «morte dell'esperienza» o la scomparsa degli «intellettuali legislatori». In dialogo anche con storici e teorici come Weber e Mannheim, Momigliano e Berlin, Walzer e Said, Sloterdijk e Habermas, individua costanti, segnala differenze, stabilisce genealogie, con l'obiettivo di restituire una maggiore ampiezza all'attuale discussione sulle discipline umanistiche. Mentre contribuisce a riconoscere nella diaspora culturale tedesca ed ebraico-tedesca l'episodio storico-culturale cruciale del Novecento, "Arte e sfera pubblica" interviene con originalità e autorevolezza sui processi di traduzione transculturale che hanno dato vita alla koinè culturale contemporanea e risponde a una rinnovata esigenza di confronto tra ambiti di esperienza - arte, scienza, morale, religione - che soffrono oggi di un'eccessiva separazione. Sullo sfondo dei saggi raccolti nel volume, la necessità di ritrovare il senso delle profonde differenze esistenti, sino alla prima metà del Novecento, tra cultura europea continentale e cultura americana.
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Le implacabili. Violenze al femminile nella letteratura americana tra Otto e Novecento
di Anna De Biasio
editore: Donzelli
pagine: 217
Pochi temi sono terreno di silenzi e tabù come la violenza femminile. Che le donne possano essere attori della violenza e non solo vittime è sembrato a lungo un ossimoro: parte integrante dei sistemi permanenti e impliciti del pensiero, la rappresentazione del femminile è ancorata a un'immagine di dolcezza e di rifiuto del male che trova espressione nel classico cliché della donna-angelo o nell'icona della madre. A questa ritrosia si aggiunge il timore che trattare della violenza agita o immaginata da madri, sorelle e figlie possa far sviare l'attenzione dal drammatico problema della violenza subita, dagli abusi domestici agli stupri di guerra. Eppure, storia e letteratura sono popolate di donne capaci di opporsi al dominio maschile con il ricorso alla forza e persino di rivestire ruoli di rilievo nell'ambito virile per eccellenza, quello della guerra. Non ovunque, nei contesti nazionali, queste (anti)icone di genere hanno trovato la stessa visibilità. Se si esamina il campo letterario in lingua inglese, e particolarmente quello statunitense, ci si imbatte in scrittori e scrittrici che hanno tematizzato personaggi forti, bellezze letali, eroine sadiche e implacabili che non si esauriscono nello stereotipo misogino della femme fatale, ma diventano lo specchio letterario di istanze di emancipazione che portano le donne a confrontarsi progressivamente con lo spazio della violenza attiva e a raccontare (talvolta vivendoli in prima linea) i conflitti del loro tempo.
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L'era della giovinezza. Una storia culturale del nostro tempo
di Robert Pogue Harrison
editore: Donzelli
pagine: 223
Che età abbiamo? Quanti più argomenti si avanzano per affrontare questo interrogativo in apparenza semplice, tanto più risulta difficile trovare una risposta. Infatti, la nostra crescita avviene simultaneamente in ambiti differenti: da un punto di vista biologico, psicologico, sociale; cresciamo anche nella sfera più generale di una cultura, all'interno di una storia che ci precede e che ci sopravvivrà. Osservati attraverso queste prospettive, molti aspetti dell'epoca contemporanea sembrerebbero suggerire che siamo più vecchi che mai; al contrario, Robert Pogue Harrison ritiene che stiamo diventando sempre più giovani: nelle nostre concezioni, nella mentalità, nei comportamenti. Viviamo, insomma, in un'era di giovinezza. Spaziando brillantemente attraverso le culture e la storia, la filosofia e la letteratura, questo libro ripercorre i modi in cui gli spiriti della giovinezza e della vecchiaia hanno interagito tra loro dall'antichità fino ai nostri giorni. Harrison mutua dal linguaggio scientifico il concetto di "neotenia", ossia il mantenimento di caratteristiche giovanili anche nell'età adulta, e lo estende all'ambito culturale, sostenendo che l'impulso giovanile è essenziale per sviluppare un indirizzo innovativo nel campo della cultura e per mantenere viva la genialità. Al tempo stesso, tuttavia, la giovinezza che Harrison vede protrarsi come mai prima d'ora - non può fare a meno, per compiere la sua opera, della stabilità e della saggezza dei più vecchi
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