Edb: Primo Mazzolari
Diario (1927-1933). Vol. 3/A
di Primo Mazzolari
editore: Edb
pagine: 712
La Fondazione "Don Primo Mazzolari" di Bozzolo ha acquisito negli ultimi decenni diversi materiali autografi e inediti di don Mazzolari. Tra essi, "brogliacci" e agende nei quali don Primo riversava se stesso: note di cronaca e schemi di conferenze o di omelie, impressioni sugli avvenimenti e appunti di letture, promemoria di colloqui o riflessioni. La catalogazione e l'esame di questi nuovi scritti permettono di presentare oggi in modo più completo il Diario di don Primo, rispetto all'edizione pubblicata in 2 volumi nel 1974 e nel 1984. In questa serie di volumi l'intero materiale è proposto in ordine cronologico e ogni volume copre un decennio. Viene conservata la parola Diario, come nelle precedenti edizioni, ma il lettore è avvertito che il termine deve essere inteso nel senso più ampio, dato che nella pubblicazione confluiscono appunti e note di ogni tipo, presenti negli archivi della Fondazione. Dunque non di seconda edizione si tratta, rispetto a quella del 1974/84, ma di edizione nuova che ingloba tutti gli scritti nel frattempo acquisiti dalla Fondazione. Dai quaderni e dagli appunti di ogni giorno il ritratto feriale e più immediato di don Mazzolari.
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Cara terra: Cara terraIl Vangelo del contadinoS. AntonioHo visto il DeltaRipresa dopo l'alluvione del 1951
di Mazzolari Primo
editore: Edb
pagine: 148
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Il compagno Cristo. Vangelo del reduce
di Primo Mazzolari
editore: Edb
pagine: 272
"Eccellenza, speravo di poterVi portare personalmente 'Il compagno Cristo', ma sono rimasto senza tempo. Il titolo forse non Vi piacerà: non piace molto neanche a me; ma per metterlo in certe mani ho creduto di ascoltare il suggerimento degli editori. Infatti parecchi comunisti ne furono già invogliati, è esca degli ultimi". Così il 18 marzo del 1946 don Mazzolari scriveva al proprio vescovo, mons. Cazzani, nel consegnargli un volume che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto titolarsi 'Il Vangelo del reduce'. Egli ne iniziò la stesura nell'estate del 1942, pur nella consapevolezza che una tale opera avrebbe dovuto attendere la conclusione del conflitto per poter essere stampata. Di certo le ambiguità del titolo fornirono un ottimo alibi a quanti non volevano neppure confrontarsi con il pensiero dell'autore. Lo sforzo di don Mazzolari consiste nella presentazione dell'essenza del messaggio evangelico ai giovani e agli uomini del 1945, ai 'reduci' da tutti i fronti della guerra: egli vuole mostrare la piena aderenza della proposta di Cristo alla loro condizione umana. Di fronte alle sofferenze patite dal reduce, il parroco di Bozzolo si impegna a fornire un'immagine di Gesù anzitutto come 'liberatore', echeggiando le idealità dei giorni successivi alla Liberazione politica, ma il suo messaggio si muove in un'ottica pienamente religiosa e ad un tempo capace di porre le premesse per l'edificazione di una società diversa.
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Il mio parroco. Confidenze di un povero prete di campagna
di Mazzolari Primo
editore: Edb
pagine: 168
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Diario (1905-1915)
di Primo Mazzolari
editore: Edb
pagine: 768
Primo Mazzolari entra in seminario nel 1902, a 12 anni, in un periodo di tensioni interne alla Chiesa. Il giovane seminarista, affascinato dalle Confessioni di S. Agostino dichiara di voler consacrare il suo diario allo studio di se stesso e del suo cuore. Si trovano così annotazioni intimistiche, ma c'è anche testimoninza di una costante partecipazione ai movimenti della cultura e della vita nazionale e internazionale. In questa nuova edizione, il curatore ha inserito ampi inediti trovati nell'archivio Mazzolari, in fase di riordino.
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Lettere ai familiari
di Primo Mazzolari
editore: Edb
pagine: 192
Sono raccolte tutte le lettere che Mazzolari ha inviato ai propri familiari dal 1915 al 1959. La sollecitudine per gli uomini in generale, non era altro che l'espandersi dell'esperienza personale, degli affetti familiari. Del Mazzolari pubblico ci sono anche tracce nei tre testamenti che redasse in occasioni importanti: nel 1915, partendo volontario per il fronte; nel 1946, nel periodo di forti contrasti sia con la chiesa russa che coi comunisti della sua terra; nel 1954 quando sentiva ormai il peso degli anni. La forza morale è la stessa, anche l'orgoglio di aver seguito Cristo con coraggio, in povertà, non perde smalto; ma cambiano il rapporto con la guerra e la patria, lasciate da parte in nome della pace.
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Lettere al mio parroco
di Primo Mazzolari
editore: Edb
pagine: 136
Chi scrive è un laico, magari dell'Azione Cattolica, o forse un semplice parrocchiano. Al suo parroco svela i dubbi e le richieste che i parrocchiani più insicuri o lontani nascondono. Tutti i discorsi dell'anonimo corrispondente sono in realtà quelli che don Mazzolari faceva a se stesso, esprimendo il fortissimo senso del proprio dovere ministeriale e dando voce al laico anticonformista che viveva in lui. Sono anche le critiche che muoveva da sacerdote alla sua chiesa, prima della guerra, sotto il fascismo: ancora oggi reputate valide, più ancora che nel contenuto, nello spirito di comunione appassionato e inflessibile che le anima.
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