fbevnts Le voci del museo - tutti i libri della collana Le voci del museo, EDIFIR - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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EDIFIR: Le voci del museo

Tra Modena e Roma. Il mecenatismo artistico nell'età di Cesare d'Este (1598-1628)

di Barbara Ghelfi

editore: EDIFIR

pagine: 165

Grazie a un'indagine sistematica sul carteggio diplomatico tra Modena e Roma nell'età di Cesare d'Este (1598-1628), il volume esamina le relazioni artistiche fra la corte estense e quella papale e affronta importanti episodi di mecenatismo e committenza. Il materiale documentario che si presenta, in buona parte inedito, consente di mettere a fuoco gli interessi e le iniziative di alcuni membri di una delle più importanti dinastie nel panorama italiano dell'età moderna. Accanto al duca Cesare, che per assicurarsi stabilità politica dopo la Devoluzione di Ferrara (1598) donò opere d'arte all'imperatore Rodolfo II e ai potenti cardinali romani, e una volta a Modena trasformò l'antico castello cittadino nel nuovo palazzo ducale, assume rilievo la figura del fratello, cardinale Alessandro, noto mecenate e collezionista, per il quale il "Carteggio degli Ambasciatori di Roma" offre notizie sulla formazione e l'incremento della raccolta di opere d'arte e le vicende che questa subì dopo la sua scomparsa, avvenuta a Roma nel 1624.
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Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709)

di Roberta Piccinelli

editore: EDIFIR

pagine: 447

Cosa accadde a Mantova dopo il sacco del 1630 e quali strategie politiche e culturali attuarono Maria e il figlio Carlo II Gonzaga Nevers per "restituire in pristino l'antica superbissima Galena di Mantova" dopo la funesta vendita del 1627-1628? Il volume parte da questi interrogativi per ricostruire, attraverso numerosi documenti inediti - inventari e corrispondenza di corte le scelte artistiche, le dinamiche collezionistiche e la committenza degli ultimi tre duchi della famiglia Gonzaga Nevers di Mantova. Maria, Carlo II e Ferdinando Carlo cercarono di muoversi sapientemente sui mercati italiani, supportati da una fitta di rete di agenti, sensali e intermediari, per acquistare o commissionare opere d'arte che sarebbero servite per arredare gli ambienti di Palazzo Ducale e delle sontuose residenze extraurbane, tra cui Maderno (sul lago di Garda), Marmirolo, la Favorita e Porto. Carlo II fece realizzare apparati decorativi stabili e acquistò oltre cento statue della collezione Contarini-Ruzzini di Venezia, numerosi dipinti di Paolo Veronese. Guercino, Guido Reni, Bernardo Strozzi, Van Dyck e questi sono solo alcuni nomi documentabili con certezza attraverso l'inventario del 1665, che descrive 4.500 oggetti della collezione ducale. La quadreria venne in seguito arricchita anche da opere di pittori di corte, tra cui Frans Geffels e Giovanni Benedetto Castiglione (il Grechetto), che insieme al figlio Giovanni Francesco e al fratello Salvatore, lavorò stabilmente, dal 1657 per i Gonzaga.
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Genova tra Rivoluzione e Impero. Patrimonio artistico, mercato dell'arte, progetti museografici

di Maddalena Vazzoler

editore: EDIFIR

pagine: 326

Il volume ripercorre le vicende occorse al patrimonio artistico genovese tra il 1797 e il 1815: dalla soppressione degli ordini religiosi alle politiche di concentrazione e smistamento dei beni artistici attuate dal governo della Repubblica ligure e dal governo francese, alla disamina del mercato dell'arte attivo a Genova negli anni tra Rivoluzione e Impero, al progetto non realizzato di creare un museo civico nei locali della soppressa casa professa di San Filippo Neri. Accompagna il testo una ricca Appendice documentaria che raccoglie documenti provenienti da archivi pubblici italiani e francesi.
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