fbevnts Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709) - Roberta Piccinelli - EDIFIR - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709)

Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709)
Titolo Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709)
Autore
Collana Le voci del museo
Editore EDIFIR
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 447
Pubblicazione 2009
ISBN 9788879704403
Carta del docente Carta Cultura Giovani Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani
 

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Cosa accadde a Mantova dopo il sacco del 1630 e quali strategie politiche e culturali attuarono Maria e il figlio Carlo II Gonzaga Nevers per "restituire in pristino l'antica superbissima Galena di Mantova" dopo la funesta vendita del 1627-1628? Il volume parte da questi interrogativi per ricostruire, attraverso numerosi documenti inediti - inventari e corrispondenza di corte le scelte artistiche, le dinamiche collezionistiche e la committenza degli ultimi tre duchi della famiglia Gonzaga Nevers di Mantova. Maria, Carlo II e Ferdinando Carlo cercarono di muoversi sapientemente sui mercati italiani, supportati da una fitta di rete di agenti, sensali e intermediari, per acquistare o commissionare opere d'arte che sarebbero servite per arredare gli ambienti di Palazzo Ducale e delle sontuose residenze extraurbane, tra cui Maderno (sul lago di Garda), Marmirolo, la Favorita e Porto. Carlo II fece realizzare apparati decorativi stabili e acquistò oltre cento statue della collezione Contarini-Ruzzini di Venezia, numerosi dipinti di Paolo Veronese. Guercino, Guido Reni, Bernardo Strozzi, Van Dyck e questi sono solo alcuni nomi documentabili con certezza attraverso l'inventario del 1665, che descrive 4.500 oggetti della collezione ducale. La quadreria venne in seguito arricchita anche da opere di pittori di corte, tra cui Frans Geffels e Giovanni Benedetto Castiglione (il Grechetto), che insieme al figlio Giovanni Francesco e al fratello Salvatore, lavorò stabilmente, dal 1657 per i Gonzaga.
 

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