fbevnts Tutti i libri editi da Adelphi - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 199
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Adelphi

Opere complete. Vol. 5/1: Aurora­Frammenti postumi (1879-1881).

Aurora­Frammenti postumi (1879-1881)

di Nietzsche Friedrich

editore: Adelphi

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75,00 €

Il fiume della coscienza

di Oliver Sacks

editore: Adelphi

pagine: 213

Rimasta sulla scrivania di Oliver Sacks fino a due settimane prima della morte, questa raccolta di scritti ci offre la sintesi
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19,00 €

Tutto quello che è un uomo

di David Szalay

editore: Adelphi

pagine: 402

Nove uomini, in diverse età della vita, dall'adolescenza alla vecchiaia
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22,00 €

La preda

di Irène Némirovsky

editore: Adelphi

pagine: 212

«Un Julien Sorel all'epoca della crisi»: così venne presentato, alla sua comparsa nelle librerie francesi, il protagonista di
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10,00 €

Gormenghast

di Mervyn Peake

editore: Adelphi

pagine: 594

Il reame di Gormenghast ha il suo centro in un agglomerato tirannico con le sembianze di un castello
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14,00 €

Una donna di mondo e altri racconti

di W. Somerset Maugham

editore: Adelphi

pagine: 248

Maugham era un formidabile conoscitore della vita mondana - e di quella sua provincia che è la vita letteraria
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12,00 €

Babilonia

di Yasmina Reza

editore: Adelphi

pagine: 158

In un posto chiamato Deuil-l'Alouette (che, tradotto alla lettera, sarebbe «Lutto-l'Allodola»), un posto qualunque nella perif
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18,00 €

Due Sicilie

di Alexander Lernet-Holenia

editore: Adelphi

«'Il Re delle Due Sicilie', abbreviato nell'uso in 'Le Due Sicilie', era il nome di un reggimento di ulani dell'esercito austr
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19,00 €

Il primo giorno del mondo

di Gabriele Mino

editore: Adelphi

pagine: 429

Da un bassorilievo del II secolo che rappresenta il primo giorno del mondo, con il dio orfico Phanes al centro contornato dall
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38,00 €

Acciaio contro acciaio

di Israel J. Singer

editore: Adelphi

pagine: 240

Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai - russi, ebrei e polacchi si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l'inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale - mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione - ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della Famiglia Karnowski hanno imparato a conoscere.
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16,00 €

Il retaggio della Mesopotamia

di Stephanie Dalley

editore: Adelphi

pagine: 345

Grazie alla scoperta delle rovine di Ninive e Ur, nel XIX secolo, e alla nascita dell'assiriologia, la nostra capacità di comprendere la civiltà mesopotamica è radicalmente mutata: se le fonti greche ed ebraiche si limitavano a tramandare una costellazione di personaggi leggendari quali Semiramide, Sardanapalo, Nino e Nabucodonosor descritti come tiranni feroci, conquistatori spietati e inclini all'eccesso , appare ora evidente che la cultura mesopotamica è stata davvero, nelle parole di Stephanie Dalley, la culla "della nostra civiltà urbana fondata sulla scrittura". Intervenendo in un dibattito ancora aperto, la Dalley analizza scrupolosamente gli innumerevoli lasciti architettonici, linguistici, religiosi e culturali assiro-babilonesi, e ci rivela il fondamentale impatto della civiltà mesopotamica sul mondo antico (mediterraneo e orientale) sino alla diffusione dell'Islam. Basti pensare alle analogie tra testi mesopotamici e brani biblici, spiegabili, secondo la Dalley, sulla scorta delle scuole scribali: "Quando gli ebrei crearono quel prodotto unico e irripetibile della loro cultura che è la Bibbia, nonché le loro caratteristiche istituzioni, essi si basarono sulle venerande tradizioni esportate dai loro vicini d'Oriente, più antichi, più ricchi e più potenti". Con un saggio di David Pingree.
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